King_Stephen_-_Cose_Preziose


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Questo libro è per Chris Lavin,
che non ha tutte le risposte:

Fatevi sotto dove possiate vedere!
, che non costa un soldo!
andremo d'amore e d'accordo.)

si sono smarriti persino
nelle vie del loro paese,
densa che la tagli con un co
ltello, come si suol dire...
Sei già stato qui
Sì che ci sei stato. Sicuro. Io
non dimentico mai una faccia.
in faccia. Non avresti potuto sce-
gliere un giorno migliore per tornar
Per me è il momento più bello dell'a
nno. In primavera si sta bene qui,
arrivederci. È bello quando vengono, perché portano i
È di grane che ho voglia di parlare pi
Quello!
Dico, ragazzi, non è un piccolo
capolavoro? Ce n'è in giro
per tutta la città! Credo che li abbia
affissi quasi tutti Wanda Hemphill con
le proprie mani. È la mog
lie di Don, il titolare dell'
padre Brigham, ma a buttarsi ani-
rendo, e non ha mai avuto molta simp
Brigham va a genio lui. (È stato pr
m a cominciare a
tenzione di organizzare una nottata di
Guarda laggiù e vedrai se ti caccio balle. Quella che sta uscendo dalla
banca è Nan Roberts. È la proprietaria della
o sceriffo ferma al video-shop?
John LaPointe. Do
ro c'è il limite, sai, specialmente all'ora in cui i ra-
tamente, vedrai che invece
si è perso nella contemplazione di una foto che
bile. È la foto che ha preso Andy
a di Fryeburg. In
quella foto John le tiene un braccio in
beata che quasi quasi pare che stiano
furono e che non sono più, come si di
Sally è fidanzata
rato, o che crede di esserlo, mande-
hai mai fatto caso? Cose di nessun cont
o. Lascia che ti faccia un esempio.
Lo vedi quello che sta salendo i grad
Fatto sta che Sonny Jack
che sulla macchina nuova di Eddie si ve
se ne va arrosto e finisce al cimitero
delle macchine, giù sulla Municipale
dell'89 che brucia olio. Eddie si è
umani se la spassano più di chiun-
a, comunque, chiamala
Peyton Piace o Twin Pe-
aks o Castle Rock, ma è sempre gente
galo. Sicuro come l'or
na ha tipi di fiori tutt'intorno a
qui, dicono che è spocchiosa, con i suoi
fiori, le sue perline scacciapensieri
che devo chiarire.
Nessuno ha dimenticato Frank Dodd,
da lui. Quel
nnerman, lo sceriffo di
un brav'uomo, ma a-
gli occhi della città non potrà
Non è stato niente di comune quel
lo che è successo a Reginald «Pop»
Pop era il vecchio spilorcio che gestiva il negozio
si chiamava. Là, dove c'è quel lotto
c'è gente in cit-
birre giù al
ti dirà che è stato ben altro che un semplice in-
ll'incendio, a suo zio è accaduto
qualcosa di molto sinistro, qu
alcosa che sembra uscito da
passato a miglior vita. Stava
di Shawshank per una violazione di do
durante la notte.
la era uno dei bulli peggiori che si sian
almeno un centinaio di ragazzini che a
piede.) Eppure la gente g
li crede, sai? Forse c'è davvero qualcosa di strano
nella fine fatta da Pop quel giorno, o
ffè e fette di torta di mele.
si scalda per problemi di religione, ge
nte che cova passioni, gente che cova
Henry Beaufort, per esempio, è stufo
di Hugh Priest che prende a calci il
morto prematuramente, ed è stata una
di Polly Chalmers non mi
perlopiù le cose procedono tranquilla-
mente. O così è sempre stato finora
Proprio da lì.
più delizioso dei s
tu. Si chiama Brian qualcosa. Suo padre
ha un'impresa di infissi a Oxford o
a South Paris, mi pare.
tutto.
Sei già stato qui, ma ci
sono delle novità in vista.
Io lo so.
sento.
È in arrivo un temporale.
Grande festa di inaugurazione
In provincia, l'apertura di un negozio nuovo fa notizia.
sempio sua madre. Da un mese o giù
di lì la sentiva che ne dissertava
scuole e da allora non avevano più smesso di lavorare a-
dentro: la loro prima oper
COSE PREZIOSE
Brian. In quel momento Cora Rusk era distesa sul divano, con il telefono
mangiava boeri e intanto guardava
Santa
alla TV.
ato pieno di falsi mobili in
se non è vero.»
a la sicurezza con cui a
veva parlato sua madre,
re convinto che l'argome
nto era chiuso. Solo che
con sua madre nessun argomento era ma
i veramente chiuso. Le sue ipotesi
come i problemi dei personaggi di
San-
e
General Hospital.

madre (e alcuni
utevano nella sala
professori della
Scuola Media, quando era stato il suo tu
no è curioso per antonomasia. E poi
quel nome lo affasci
cosa mai voleva dire?
ceva sempre tardi. Era nato con il
chiedesse ribadiva
. La giornata scolastica del martedì
sempre le ultime
due ore animato da
piacevoli palpitazioni allo stomaco.
C'erano solo altri quattro ragazzi con
na. Brian ne era contento. Dopo un'ora
con la signorina
Ratcliffe, l'emozione non lasciava più
spazio alla compagnia. Gli piaceva
tornarsene a casa piano
piano nel tardo pomeriggio
glie gialle e dorate nelle
veva visto il cartello che annunciava
la festa di inaugurazione, era andato
della porta, nella speranza di scoprire
Maine. La sua curiosità era stata sconfitta. Al
aveva visto altro che il riflesso del pr
del nuovo negozio. L'annu
ncio era delimitato da
ritta c'era un disegno di angeli che,
l'ora d'apertura,
giungeva niente a quanto si leggeva
lla ventosa: il nome del negozio era
Cose Preziose,
bre e, naturalmente, «Non crederete ai
vostri occhi». Non c'era la più vaga
rara telefonata di sabato mattina a Myra.
e io crederò agli occhi
miei
cento anni
New York,
fare la fatica di chinare la
testa
lcosa. Cora aveva asco
ltato pescando una o due
l barattolo di Planter's
Peanuts e sgranocchiandole
no Sean sedevano
soggiorno a guardare i cartoni anim
immerso nel mondo dei Puffi e Brian non
Rusk con maggior sicurezza ed
enfasi del solito a qualch
e commento particolarment
e incisivo da parte di
Myra. «Prezzi esorbitanti e sga
ngherati telefoni a manovella!»
e scuro. Davanti, in
a di tende sapeva. Era l'unica
era reso conto all'istante che in tutt
a Castle Rock non c'era altro negozio
suo confronto la
madre era sul divano a guardare
Santa
Barbara,
mentre mangiava un Little Debbie
dal frigorifero. «Vuoi saperlo?
«Chi attende chi?» era giunta la
voce della madre dal soggiorno.
era affacciato sulla soglia «
loro problemi di Santa Barbara e del lo
ro ristorante preferito di Santa Bar-
bara, ma adesso solo chi fosse stato c
potuto capire di quali problem
posto delle cose preziose?»
re beveva un sorso di latte.
gorgogliare
rato lei, infila
ndosi in bocca il
«Verde.»
Brian, che era figlio di un venditore
di rivestimenti per la Dick Perry Ri-
stata una tenda di
notata. Le tende in alluminio o in me
tallo stampato le
unito le mani (facendo attenzione a no
n versare il latte) a mostrare una cu-
«Be', che mi squartassero!»
Era l'espressione con cui il più delle
volte Cora manifestava emozione o
Un ristorante, forse?»
«Non lo so», aveva risposto lei, allu
ngandosi verso il telefono Princess
e una
Preziose? È qualcosa come...»
«Non mi seccare adesso, Brian. Mamm
a ha da fare. Ci sono dei Devii
si era sedu-
frontato gli ultimi problemi che anco
ra doveva risolvere: era un ragazzo
li prima di compiere le divisioni, asco
Pensa che qualcuno avr
mentre la sua matita viaggiava gagl
a curiosa, numero uno. Ed era scocciatissima,
numero due. Le due cose insieme mina
con Myra.
Il caso volle invece che Brian
blu, occhi così scurì da sembrare
quasi di tempesta. «Sto passando... be',
so il mio amore.»
«L'aiuterò io a dimenticarlo», dice Br
ìan, con una voce che è allo stesso
«Grazie», mormora lei e poi, avvicin
andoglisi tanto da fargli sentire il
suo profumo, un inebriante aroma di fio
Bri. E visto che, almeno per questa
chiamarmi... Sally».
no», dice. «So fartelo dimenticare, Sally.»
zata da questa inattesa
avvedutezza, questa i-
nattesa maturità. Avrà so
lo undici anni, pensa, ma
è più uomo lui di quan-
«No», bisbiglia lei e ora i suoi occhi so
no così grandi e così vicini che a
are in essi. «Non devi
e le labbra su quelle di lei.
Lei si rìtrae dopo qualche istante e sussurra teneramente
«Ehi, moccioso, ma guarda dove cazzo vai!»
di Hugh Priest.
«Scusi, signor Priest», disse, arross
non era uomo a cui far saltare la mosca al naso. Era dipendente dell'asses-
ck-up, aveva intenzione di balzare in sella alla
High and Pressu-
in quel momento per un'inizia-
santa ragione a un marmocchio un mar-
sorsata a canna dalla botti
ché la prossima volta non perderò tempo a frenare. Ti passo sopra e ciccia.
ovò l'insano (e fo
Brian aveva visto la signorina Ratcliffe
Pensò ai suoi occhi blu, alle sue gam
be lunghe da ballerina, e provò lo
e rampa di duri scalini.
a sul marciapiede opposto
e s'incamminava len-
cancro al cervello o qualcosa del gen
mai un tossico.
modo di consolazione a Brian, ma
Priest avesse fatto
nel Tunnel dell'amore). Era
lla di un undicenne che portava la
della contea. La signorina
novembre avrebbe compiu
adulto avrebbe accuratamente ripiegat
o un documento molto prezioso e ri-
cosa di cambiato. Fermò
la bici per leggere.
Non c'era più. Ora all'avviso era stat
quello che diceva. Con la bici
Non vorrai entrarci, vero
Norman Bates, che si
Lascia perdere, gli cons
davvero
qualcosa di strano.
l telecomando e poi, c'e-
di quelli di una volta,
un errore. Probabilmente era stato
le sue dita. La serratura
Cose Preziose
si spalancò.
non buio. Brian notò ch
ospitato la Western Maine, era stato
È un errore lo stesso, pensò Brian. N
di andare via. Stava
con i propri occhi
avrebbe parlato con lui per tutto il
)
si sulla soglia. «C'è nessuno?»
Stava per afferrare la maniglia e rich
iudere la porta,
«La porta non era chiusa a chiave», co
Naturale
interruppe lui. «Ho deciso di
o mio. Entri senza
era contagioso. Brian provò una simpa-
vano nel suo volto come la
nterne ferroviarie.
Cose Preziose
si presentò, «e lei è...?»
«Brian. Brian Rusk.»
«Molto bene, signor Rusk e visto che
lei è il mio primo cliente, penso di
e su qualunque articolo di suo gra-
dimento.»
«Grazie», rispose Brian, «ma non credo che potrei comprare niente in un
quanto gialli in quella luce fioca,
ma Brian trovò lo stesso il suo sorriso
bile. Di nuovo si
Brian annuì, continuando
Leland Gaunt sarebbe appartenuto a
ro cominciato a
are e diverso pri-
ma della fine del mese,
che diamine, magari addirittura prima della fine
della
Gaunt alzò la mano (le dita erano e-
stremamente magre ed estremamente lu
«Forse addirittura
posso dare del tu, vero?»
illizzò Brian divertito.
io sono più anzi
ano di te, se non
necessariamente migliore di te, d'accordo?»
Gaunt, ma si
lo era un particolare che Brian tro-
Gaunt, quando le strofinava,
era quello di un serpente irritato che si propo-
ne di mordere. «Tu lo racconterai a
tua madre, forse le
mostrerai persino
che cosa hai comprato, se
Brian valutò se rivelare al signor Gaunt
vantun centesimi, ma preferì tenerlo per sé.
sue
loro
nale locale non
sognarsi
fare di meglio nemmeno se ti as-
«Se lo dice lei...» commentò Brian.
uomo sandwich, ma era sicu
ro che non si sarebbe ma
spiacerebbe dare un'occhiata in gi-
Brian si avviò lentamente verso la
t. «Andare per negozi è una
gioia quando uno può farlo prendendos
i tutto il tempo che vuole, Brian,
mentre è una sofferenza
quando uno non può.»
chiese Brian. Lo
incuriosiva quel
Masterpiece Theatre,
Guida TV
«Io», rispose Gaunt, «sono di Akron.»
Leland Gaunt e poi scoprì i forti
denti irregolari in un sorriso solare.
Brian lo trovò buffo, alla stessa maniera in cui spesso trovava divertenti
certe battute sentite a
ramente minaccioso. Scoppiò a ride-
«Coraggio, guarda», lo incitò il signor Gaunt agitando la mano. «Ce la
conteremo un'altra volta, Brian.»
sto è un geode, vero?»
«Ah!» esclamò il signor Gaunt. «
cio vedere!»
«Oh, dio, forse è meglio di no», si
in più di un negozio di regali e aveva vi
sto più di una volta sempre la stes-
Guarda quanto vuoi/e anche toccare puoi/ma se lo rompi
Si figurava l'orrore di
sua madre se avesse rotto
«Perché mai?» chiese il signor Gaunt,
«Perché sono molto maldestro.»
maldestro. Tu non sei di quella razz
mo di Brian. Brian la contemplò co
meno reso conto di aver aperto la mano prima di vedere la scheggia posata
sul palmo.
Certo che la
Era piuttosto di...
«Ha più di duemila anni», annu
Cribbio!
co non si lasciò sfuggire di
dita per non farla cade
dito? No, non stordito, ma
distante.
Come se una parte di lui fosse volata
Vedeva il signor Gaunt che lo osse
rvava con divertito interesse e a un
tratto gli occhi del signor Gaunt gli
diaframmi. La forte sensazione di di
«Chiudi gli occhi!» lo i
scheggia. Non vide il
labbro superiore del signor Gaunt arri
o fare i cani, sui
grandi denti storti, in quella che potev
a essere una smorfia di piacere o di
dale. Un rumore,
Conosceva quel
«Una barca!» proruppe gioioso senza ap
i sembra di es-
sere in barca!»
e alle orecchie di Brian suonò
pazzescamente lontano.
Le sensazioni si intensificarono e or
a gli sembrava di andare su e giù
di galline, il cupo mugolio ringhiante di
un felino di taglia, non un verso di
collera, ma una manifestazione di noi
a. In quell'unico secondo fu quasi
quello di cui aveva sicuramente fatto parte quella
icino luminoso, come
corrente, e subito dopo più niente.
Aprì gli occhi scosso e vibrante di piacere.
La sua mano si era serrata a tal punto intorno alla scheggia che poté ria-
volontà e le articolazioni cigolarono
«Ragazzi», mormorò.
«Forte, vero?» chiese allegramente il signor Gaunt. Recuperò la scheg-
gia dalla mano di Brian con l'abilità
assente di un medico che sfila una
quasi un sospiro. Si chinò a osservare
la scheggia. Nel punto in cui l'aveva
leggero formicolio. Quelle sensazioni:
sotto i piedi... gli erano rimaste dentro
, sebbene fosse certo (con autentica
«Conosci la storia di Noè e dell'arca?» chiese il signor Gaunt.
Brian corrugò la fronte. Era più che sicu
ro che si trattava di una storia
Bibbia del giovedì sera. «Era
Il signor Gaunt sorrise di nuovo. «Q
Noè. Naturalmente io non posso
affermare
momento che cercano di ve
ndere pezzi di legno ch
spacciare pezzi dell'unica, vera Croce
di Gesù. Posso però affermare con
gì a Brian, ma non il fatto più sa-
liente. «Duemila anni», mormorò. «Caspita! Ma ne è proprio sicuro?»
«Sicurissimo», confermò il signor
onio, che naturalmente viene allega-
assorta, quindi posò gli
trafiggere da quello sguardo. «In fo
ndo il monte Boram è a meno di dicias-
in bocca per generazioni prima di
essere finalmente trascritte
su carta. Dico bene?»
«Sembra logico.»
ndo uno la tiene in mano. Non ti pa-
re?»
Il signor Gaunt sorrise e gli arruff
stupore come te. La vita sarebbe più
facile per un umile commerciante co-
mento e osservandolo con un'espressione
birbantesca. «Per un articolo co-
la maggior parte dei miei pezzi
le cose
veramente
dipende dall'acquirente.
è disposto a pagare. Tu quanto
saresti disposto a pagare,
in tasca, poi di slancio affermò: «Parecchio!»
teressante, Brian, ma mi resta ve-
delle dieci di domani mattina, per-
«No, no, no! Mi hai frainteso!» Il si
gnor Gaunt posò sul braccio di Brian
sto non fosse troppo scortese, ma non po
Gaunt era dura e asciutta e non mo
era molto diversa,
per la verità, da quel pezzo di legn
«Cavoli», mormorò Brian. C'erano
cose che gli sarebbero piaciute
generica gli presentava subito un
la più importante.
lto di Brian. «Quando io domando: 'Brian Rusk,
qual è la cosa che desideri più di ogni altra al mondo in questo preciso i-
stante?' come mi rispondi? Presto!»
«Sandy Koufax», rispose prontamente
Brian. Non si era reso conto di
aver teso la mano aperta per ricevere
non se l'era vista nel palmo, e non
aveva avuto alcuna premonizione di che
la propria voce. Ma nel momento in cu
i pronunciò quel nome, sentì di es-
irrevocabilmente sincero.
«Be', non Sandy Koufax
a la sua figuri-
tuto essere mi-
lo era diventato. Il signor Gaunt era un esperto di
schegge e geodi. Era stupefacente.
Proprio stupefacente.
con rammarico il signor Gaunt. «Per qu
ella non credo di poterti venire in-
ezione di figurine di baseball del
ri. Ho falciato un mucchio di prati
«Posso crederci», commentò il
«Però, come dicevo, in generale le
stose, vengono sui cinque dollari, sette
, qualche volta dieci. Ma un Sandy
sì mi racconta papà.»
per cento», co
nfermò il signor
Gaunt. «Brian, credo di avere qualcosa
Posso sempre guardarmela, no? pensò Brian.
Guardare
no? Era un'altra delle frasi preferite di sua madre.
parti c'è una scat
ola da scarpe...»
«Non si dia tutto questo disturbo per
me, signor Gaunt!» rispose Brian,
«Forse è in uno dei carichi che non mi
signor Gaunt perplesso.
Poi: «Ma ero sicuro e a buona ragione!
mostrare!»
Il cuore di Brian risalì, anzi, non si
«Pensavo che ci fosse anch
ho un'idea abbastanza precisa degli ar-
Non finì e si mise a fare sco
rrere rapidamente le figurine.
ian vide passare le facce dei cam-
figurine c'era quella che suo padre definiva «una
voce strangolata. Come un uccellino
molto piccolo il cuore gli era volato
quella è la figurina di baseball più rara di tutto
l'universo

oi di una gloriosa epoca d'oro ormai
ra sogni vividi ed e-
Sfilò una figurina dal centro della s
catola come un mago che esegue un
Era Sandy Koufax.
Ed era
autografata.
«Al mio caro amico Brian, con i miei
migliori auguri, Sandy Koufax»,
tere più parlare.

Brian. Io non c'entro. È
Brian ancora non riusciva a parlare, così si accon
affermativo con la testa. Sentiva la
contenuto stranamente
«Tirala fuori», lo invitò il signor Gaunt.
ovo dalla bocca di Brian, era il ra-
«Ma io sì», ribatté il signor Gaunt. Pres
figurina. Posò la figuri-
na sulla mano di Brian.
loro
nomi. La firma di Koufax era quasi id
entica a quella st
autentica.
marchio della sua viva mano e del suo magico nome.
Ma c'era anche un
omonimo si era affacciato
Odore di erba, odore dolciastro di erba appena tagliata.
Lo schiocco secco de

«Buongiorno, signor Koufax. Vorrebbe firmarmi la sua figurina?»
Frusciare, frusciare, frusciare di penna sulla figurina. La magia: il fuo-
co inciso.
da grande, Brian?» L'
na che tiene nella grande mano destra
con la sinistra, quella che presto gli avrebbe dato la gloria.
«Si, signore.»
E gli restituisce la figurina.
«Sì, signore!»
tagliata verso la buca, con l'ombra che gli corre
pigramente accanto...
«Brian?
o naso, le dita del signor Gaunt.
peva che avrebbe do
vuto restituire
ta gli fu impossibile distogliere lo sguardo.
«Allora», cominciò pacatamente il
iamo che tu sei
l'acquirente, Brian, tanto per dire. Q
di disperazione come
«Morditi la lingua! L'acquirente non deve mai rivelare
tasca! Se non sai
A Brian pareva di nuotarci dentro.
distante da Castle
Cose Preziose,
persino distante da se stesso. L'unica cosa
signor Gaunt.
«Il prezzo in contanti per quella fi
gurina autografata
nel 1956 è ottantacinque centesimi», precisò il signor Gaunt. «Ti sembra
svanire in lontananza... e avvicinarsi al
punto dove ogni ricordo chiaro sa-
rebbe cessato.
nome Wilma Jerzyck, Brian?»
bita vicino a casa nostra.»
«Già, così mi pare», annuì il sign
cortesemente alla porta, mentre gli dic
disorientato... ma si sentiva anche
molto bene, come se si fosse appena
risvegliato da un tonificante sonnelli-
no del primo pomeriggio.
esso il cartello diceva:

ma l'orologio della banca
e dieci. Erano passati
nubrio al ventre per frugarsi nelle tasche.
Dall'altra estrasse la figurina autografata di Sandy Koufax.
Evidentemente avevano raggiunto un ac
il nome di Wilma Jerzyck.
Al mio caro amico Brian, con i miei
Fosse quello che fosse, ne era vals
valeva praticamente qualunque prezzo.
rché non si spiegazzasse, montò sul-
la bici e partì alla volta di casa peda
provinciale sia per molti
riscontra nei loro cugini di cit-
inaugurata; davanti a un club nuovo è possibile che si raccolga una vera e
o negozio in una cittad
e le porte e proclamato ufficialmente l'avvio
a uno di fuori l'impressione di un generale di-
presagio per il futuro professionale
be occasioni che danno origine a una
a mostri una cortesia così com-
pita da rasentare il gelo. La terza vi
a, che potremmo ch
iamare «danza dell'e-
splorazione femminile», ha una durata
Polly presentava un ventaglio di proble
tumore intestinale. Dopo la morte del padre, Lor-
re la madre. Lorraine aveva avuto un
secondo infarto, questa volta fatale,
sepoltura della madre a Homeland,
Se n'è andata per sempre
era stata la conclusion
nanime era sembrata un fatto accertat
o di articoli da cucito. Anche se
impresa commerciale avesse impiegato i
soldi di zia Evvie. A chi altri po-
teva averli lasciati quella vecchia megera svitata?
comédie humaine
di Castle Rock (vale a dire
consolidare il suo piccolo giro d'affari
e fosse quindi rimasta, con il passa-
re del tempo avrebbero soddisfatto la
alcuni dei punti più
luce. Era veramente esasperante.
Aveva passato
alcuni
degli anni intercorsi a Sa
peva, ma poco di più, dato che Lorrai
ne Chalmers era stata muta come una
a forse stata a scuola a San Francisco
Era tornata nubile, ma era mai stata
rte del suo tempo fra A
peva neanche quello; si sapeva solo che non aveva
novato la ferma un
pshire. E perché era tornata
Molti si domandavano che fine avesse fatto il bamb
tare il figlio? O lo aveva tenuto?
che da quattro anni era tornata al
ercizio commerciale, eppure non c'era
uno che conoscesse almeno il sesso de
contea di Castle, e lo
come Scandaloso, era sicuramente Eccen
te sorpreso di vedere Polly Chalmers
scutendone più tardi,
da lei.
Polly era una donna pratica, sicura di
soddisfatta del
tante in se stesso.
fu il primo chiaro pensiero ch
e si aprì un varco nella nebbia
Non era così, però, e quella certezza
sperimentano di tanto in tanto, una sens
azione che disorienta perché è allo
le avessero conficcato
nella viva carne i rebbi di una grossa
«Salve», disse. «Mi chiamo Polly Ch
anche se quella bastarda della mano
sinistra non aveva smesso di farle ma
le. Se non fossi già innamorata di A-
la destra mentre le si avvicinava, poi corrugò
«Non si offenda», si scusò lei, «ma
non stringo mai la
tenga scortese, la prego. Soffro di ar
o che vanitosa, era
rava le mani provavano disagio o
meglio le scrollò quello. Avrebbe
potuto vedere in quel gesto una conf
il suo slancio era stato amichevole,
era giacca autunnale che indossava.
pedimento come il suo, signora
gliel'avesse formulata in maniera così diretta.
«Ho continuato a cucire a tempo pi
eno finché ho potuto», rispose. «Ho
sita mi rende felice. Se
devo dirle la verità, sto
vivendo un'autentica crisi di
se non verrà nessuno, se per tut-
ta la giornata non un'anima vi
«Verranno», lo tranquillizzò lei. «Vorranno dare un'o
merce. Qui nessuno riesce a indovina
no dare un'occhiata a
rioso», finì lui per lei. «Lo so, ho
ittadine di provincia. La ragione mi assicura che
di aver sofferto le stesse pene
ccando il contenitore di plastica. E
quel che credo, le assicuro che sa
cuore, signora
Chalmers... sono commosso.»
olidata (e che diffidava di chiun-
La torta era al cioccolato, come
stituirti in negozio», le disse, «e
gianti ansiosi di separars
Cose Preziose
Geode, Polaroid, fotografia di Elvis
Presley e le altre poche cose già in
Poi c'erano una selezione di figurine
, un espositore di rotocalchi degli
anni Trenta (
una radio da tavolo degli anni Cinquanta
n tutti, venivano identificati da un'ap-
evano in comune un
particolare: nes-
suno aveva il cartellino del prezzo.
niente di speciale, un coltello da dolce
«Non così grande!» protestò Polly. «Povera me!»
«Niente di irreparabile», ribatté allegramente Gaunt. Posò la grossa fetta
esta sarà la mia.
tentarla al meglio. «Il profumo è
«Non c'è di che, non c'è di che.»
sa artrite di suo nonno. O della
ssamanerie», esclamò. «Avresti dovu-
«Oh, non l'ho fatta io», si schermì lei. «Ma riferirò il complimento a
«Ne dubito.» Parlò con l'aria di ch
i è stato improvvisamente richiamato
al presente. «Non conosco
immobiliare», riprese lui. «Chi
pensi che potrebbe darmi
qualche consiglio onest
o da queste parti?»
, ma dovendo pescare ne
pewell può andar bene.»
dacchiando. «Però è
proprio vero che
sono tutti canaglie, eh?»
Fosse stata una donna d'altro tipo, un
a di quelle che tiene meno rigoro-
era stato prima? Si sarebbe trattenuto
aveva davanti e si
o alla visita a causa del dolore in-
tenso. Ora però era conten
ta di non avere rimandato.
l'orologio. «Rosalie penserà che
sono morta.»
vi posò sopra le forchette e chiuse
«Certamente.»
«Non è necessario che tu sia sollec
lesse prenderle il braccio e provò sgom
ento all'idea di essere toccata di
garlo in proposito. «Hai un mucchio
«Grazie.»
che un prezzo
. Come mai?»
Gaunt sorrise. «È un mio piccolo vez
vinto che se una transazion
mercanteggiare un po'. Mi sa che nella mia ultima incarnazione devo esse-
punta di malizia.
serio, e di nuovo Polly fu colpita
nocciola... dalla loro singolare bellez-
il nome del negozio.»
Lui sorrise. «In un certo senso», rispos
gliore delle giornate...»
lui, «ma va bene anche Lee.»
«Preferisco Leland. E non
ti. Vedrai che ora di
venerdì dovrai assumere una guardia
giurata per cacciarli via all'ora di
chiusura.»
«Arrivederci.»
la porta alle sue spalle.
Si trattenne per un momento a guar
elle mani così deformi da contrasta-
«Andrai bene», mormorò nel negozi
o deserto. «Andrai benissimo.»
di più, mostrando ora gengive così
scure da apparire livide, come ecchi
mosi fresche, e cominciò a ridere.
ra si erano fermati a
Cose
nthia Rose Martin, Ba
rbara Miller e Francine
Steffie e le sue amiche guardarono.
ro aahh. Spiega-
rono a Gaunt che non avrebbero potuto tr
attenersi a lungo perché era il lo-
po nel New England.
il negozio era interessante (con tut-
te quelle cose strane!) ma che l'inte
Quell'uomo teneva la bocca cucita quanto Polly Chal
domandato al signor Gaunt (che si
manteneva nelle vicinanze senza in-
combere, notarono tutte con appr
» Il suo tono era ancora cordiale,
ma adesso c'era una vena di sfida.
nuito.
Rusk avrebbe riconosciuto. «Temo di
minati: la situaz
ione che stava e-
tinta della sua tappezze
ria. Fino a quando Gaunt
non aveva rilanciato in risposta alla
sua offerta con un
prezzo che era solo
con le amiche.
con un sorriso pacato.
campanella sopra la porta ed erano entrate altre
Cose Preziose
re stata un po' abbindolata, se non de-
cisamente truffata, ma quel giorno non
fu così. Quella era stata una tratta-
l'indomani! Un vaso so-
Anche le sue tre amiche erano dell'opi
nione che fosse stato un affare e
ghiero.
«Certo che quei suoi occhi verdi so
no davvero straordinari!» commentò
chiese Cyndi Rose un po' sorpresa. A lei era-
no sembrati grigi. «Non l'avevo notato.»
appro-
Cose Preziose
«Signora Cobb, signor Gaunt, anche
«Sono desolato.»
«Non è il caso. È stato quattordici an
ni fa. È un passato ormai lontano.
Polly... il giovedì è giornata
di grandi pulizie, vede...»
«È proprio sicura che non
può fare un salto?» la tentò lui. «Polly mi ha
ttie nervosa. Dagli occ
ato le torte che faceva mia madre...
e parlo di molto, molto tempo fa.»
dre nonostante le percosse che le so
mministrava dopo le sue frequenti not-
piaciuta. Naturalmente l'idea è stata di
Polly. È la donna più cara al mon-
ho difficoltà a creder-
a Rosalie Drake, ancora in
«Torni, la prego. Vedo che ha buon o
«Splendido», si felicitò lu
La porta si era appena richiusa che gi
afia di Elvis. Cora e Myra si chinarono gloglot-
fiere gemelle.
, ma se Cora era una donna grassa, questa era
ta e amorfa sfumatura di marrone, er
la scena con gra
nde interesse.
senza di lei.»
distintivo chiaramente piazzato fra i
gnore», insinuò il signor Gaunt.
Rosalie rispose con un sorriso distratto.
zyck», disse. «Mi scusi... ma non
re. Fra sé aggiunse: «Non lo siamo
tutti?»
la spalla. «A quanto viene
quella foto del Re?»
gli domandò.
liamone», rispose. «Secondo
lei, quanto vale?»
iale di Castle Rock
era chiuso da quasi due
Occhieggiò
Cose Preziose
rde scuro che si pr
ma riteneva lo stesso che desse un cer
epassato. Segnalò la svolta a sini-
rovesciata, con una piccola area di
Blue Door
i lupi nei pressi di un
maniglia e restò seduto ad
Aveva trascorso la giornata al Tribun
giore era la depressione: l'aveva aggredito con ferocia.
Salve!
rti! Pensa un po', siamo qui,
faticosa, e Annie e Todd sono ancora
morti! Ricordi quel sabato pomerìggio quando Todd rovesciò il frullato
sul sedile anteriore? Proprio sotto dove
sì? Oh, ma non fa niente, Alan, perché
ci sono qua io a ricordartelo! E ri-
Sollevò la cartella e fiss
ò il sedile. Sì, la macchia c'era ancora, e sì, ave-
va alzato la voce con Todd.
re sempre così malde-
, ma non certo il rimprovero che
giornata viaggiando in compagnia dei fa
ntasmi di sua moglie e di suo fi-
Schiacciò il pulsante e fece abbassare lo sportellino del cruscotto per
scendeva a Portland a trascorrere la giorna
turalmente, Todd,
diato in pianta stabile all'
Auburn Novelty
La sua era stata vera passione per
quel paese delle meraviglie: voci d'ol
È ancora qui. Sono morti da dician
diavolo ho fatto a non
Alan si rigirò il barattolo fra le ma
che parla con la v
oce del puritano.
più simile a un pomposo pallone
gonfiato con qualche perdita di troppo,
Lasciaglielo prendere, Alan, si è gi
Così lui glielo aveva concesso. E...
Respirò a fondo l'aria della sera, sp
erando che gli fosse d'aiuto. Non fu
trentina di miglia a nord. Decise di
chiamare Polly e
Mai fu concepito pensiero più saggio!
fatto quasi venire un infarto a Nor-
speciale
o speciale, ma tu non te
giusto? Perché avevi i tuoi bei grat-
riuscivi più a scalzartela dalla testa. Qu
messo a bere e ha preso
da fare, no? Troppo occupato per vede
forse sarebbero ancora vi
vi! Ecco un particolare che non devi mai dimen-
spanna sulla fiancata dell'automobile,
Annie...
«E piantala», mormorò.
no in fondo la porta dell'ufficio, c'er
a una grande Cadillac Seville rossa.
Non ebbe bisogno di controllare la targ
a per sapere cosa c'era scritto: KE-
di scatto come se avesse ricevuto
aco e batteva furio-
dal piccolo recinto.
«Portland è sistemata per le prossime
hai gli occhi rossi da fa
r paura. Non è che avrai
fumato di nuovo quello
schifoso tabacco?»
«Ah-ha», finse di ridere acido Alan.
«Sono stato a fare un paio di bic-
di strada. Hai sotto mano un'aspirina?»
ne gigantesco di Kaopectate al sapo
re di fragola, ne
ttere in testa.
scassamarroni da compilare e...»
dell'acqua e sfilò un
bicchiere di car-
Norris Ridgewick fu subito
l tavolo, vicino alla car-
almeno per questa sera»
nalmente chiese: «Buster?»
parcheggiato di nuovo nello spazio degli handi-
dai


protestò Norris. «Fallo tu, Alan.»
«Buster odia tutti salvo sua moglie e
e questa volta la sconterà.»
il posto di lavoro. Questa è una vera porcata,
Alan. Dico sul serio.» Norris Ridgewick sembrava il manifesto pubblicita-
utte alla brava gente.
ziarti.»
Norris mugolò di dolore.
«Io rifiuto di farlo. Allora mi dice di
strappare la multa. Mi rifiuto di fare
ccontenterò. Così alla prossima riu-
rà in debito di un favore.»
«Norris, vuoi o non vuoi quel veloradar?»
«Be'...»
«E che cosa diresti di un fax? Sono
stallare un fax.»
mano verso il bloc-
entusiasmo che non provava af-
fatto. «Sarò in ufficio per un po'.»

e il numero di Polly.
ne che lo aveva aggredito con così omogenea to-
l'unica parola per intuire il suo stato d'animo. La
del suo «pronto» era
iolevole. Le accadeva solo quando prendeva un Perco-
ventava insopportabile. Anche se non lo
sandosi una mano sopra gli occhi. L'as
pirina non stava migliorando molto
di testa. Forse avrebbe fatto meglio a chiedere un
cui parlava, passando da una pa-
e scegliendo i sassi per guadare un torrentello.
«È una brutta sera?»
«Ho avuto momenti peggiori», rispose lei, prudente.
«Non è quello che ti ho chiesto io.»
«Non troppo brutta.»
giarda, cara mia, pensò lui.
ni di cui mi parlavi?
Clinic, ma non posso. E non venirmi a
an, perché sono
ato del Boston Hospital...»
«L'anno prossimo», rispose Polly. «A
Ci fu un momento di silenzio e Alan stava per salutare quando lei parlò
pistola alla tempia direi che è un ne-
gozio di curiosità e di o
«Il signor Leland Gaunt di Akron, ne
ta Alan percepì veramente il principi
o di un sorriso ne
venire più di un batticuore per tutto
tava che a produrre quel piccolo mira
fare un paio di capriole anche al
persuasa ad accom
pagnarla, e sai co-
«È strano, sai? Non è prestante, non
nel senso di un divo del cinema, pe-
fantastici.
«Attenta, bella signora», ringhiò Al
an. «Sento dei tic
della gelosia.»
un'altra cosa.»
gozio è entrata Wilma Jerzyck mentre
sono prese a maleparole?»
avuto motivo. Sono
passata davanti
«Raider.»
essione. «Sai che una
telefonato e le ha detto
il cane sarebbe andata a casa sua a tagliargli la gola?»
calma, «so che così ti ha
rgli un'occhiata
di persona.»
tto ti fanno quegli occhi nocciola.»
stessa reazione ch
e sembra abbiano
avuto su di te», rispose Alan in tono asciutto.
lui avvertì una lieve forzatura.
«Promesso. Grazie di av
er chiamato, Alan.»
«Di niente.» Fece una pausa. «Ti amo, bella signora.»
«Grazie, Alan. Sei ricambiato. Buonanotte.»
da tavolo perché
Pensava a Polly. A Polly e alle su
rmata, imbustata e con-
ccino Salk o un vicolo
cieco come era stata la scienza della
frenologia. In ogni caso era prematu-
sney, passò muovendo lentamente le ali davanti al suo diploma incornicia-
nata.
dgewick. «L'ho fatto, Alan», riferì, co
me confessando il pluriomicidio di
nto con gli occhi umidi, poi annuì
con fare dubbioso. Lanciò uno sguardo
verso la lampada.
«Dai», insisté Norris. «Ho dato la multa alla sua dannata auto. Ora me lo
Mi fa scompisciare.»
Alan allungò lo sguardo oltre la spal
la di Norris, non vide nessuno e ac-
le risa di un bambino.
a, volendo Iddio.
«Gesù, mi fa
proruppe Norris continuando a ridere. «Sei nato
troppo tardi, Alan. Avresti fatto carriera all'
«Coraggio», disse Alan. «Fuori di qui.»
s chiuse la porta.
modino, con l'evidente intenzione di
andare a raggiungere il ricevitore. Al-
per sbaglio il bordo del comodino.
un unico tintinnio della soneria interna.
Pensò di recuperare il telefono con
anito, ed era come se
ta tortura. Darei qua-
a Gene Kelly, non c'era una ragaz-
za che sopraggiungeva dall'altra direzion
o del pomeriggio. A
pozze di luce una dopo l'altra, e la su
barbiere, la
to azzurro e sudaticcio della maglietta (con il disegno di una zanzara e-
dente.
Il pick-up dell'assessorato ai lavori
Per questo quella sera tornava a casa
te dell'assessorato ai la
vori pubblici che si chia-
cazione molto convincente per l'indoma
e a casa passava davanti alla sua,
aveva chiesto se quella sera
per qualche cic-
sa se non fosse stato in condizioni
di guidare, si era presentato al
un po' in anticipo, quasi un'ora e mezzo
diavolo, tanto Deke Bradford non c'er
a), e si era infognato senza mezzi
sto a Henry. «Dovresti tirar via quel di
sco, punto e basta.
Starnazza come
«Vedo che non ne hai mandato giù abb
aveva minacciato serafico Henry.
a quell'ora così tarda di un giorno feriale, os-
servavano lo scambio con interesse. Ci si preoccupa
«Non lo farei volentieri»
Allora mi sa che dovrò prendere a pedate
Poi aveva pensato a quel grasso
so. «Tanto l'aria che tira qui non mi piace.
Dammi le chiavi.» Le aveva consegna
te a Henry in via precauzionale
quando si era seduto al banco se
i ore e diciotto birre prima.
«Nossignore.» Henry si era asciugato le
Nossignore?
tto, lo saprai an-
che tu.»
pensavo di essere riaccompagnato a
casa. Bobby Dugas
il problema non è mio. Se tiri sotto
qualcuno, potrei andarci di mezzo. Dub
ito che conti molto per te, ma conta
per me. Devo pararmi il culo. In questo
mondo ciascuno para il suo perché
agli altri non frega niente.»
che gli affiorava in superficie nella
o da un fusto di scorie tossiche
targa con la scritta SE NON TI PIACE LA NO-
quindi era tornato a guardare
Henry. Si era spaventato nel
masti. «Ehi, nessuno di voialtri sale
a Castle Hill?»
i occhi e non avevano
irremovibile. «Se vuoi tornare qui a
suo tono era stato quello di un
bambino imbronciato sull'orlo di una cr
isi isterica. Aveva attraversato il
i», gli aveva gridato Henry.
La bruma si era trasformata in piog
gia vera e propria e Henry aveva di
nto casa sua la precipitazione si sa-
si era consumato nelle
ferramenta... e poi si
volante della Ford '53 decapottabile di
co del Maine occidentale, Castle Rock contro
temperatura eccezionalmente alta, abbast
anza perché venisse voglia di ab-
pensato che, quando avesse avuto un ca
rpresa e gli fece male con la sua vividezza di im-
D'un tratto pensò:
potrei cambiare.

a cosa del genere?
trei comprare quella coda di volpe
e legarla all'antenna della mia Buick.

Avrebbero riso, però. I ra
pisciolino di Bobby Dugas? E al-
lpe, legala al-
tanto per cominciare?
In quel momento, mentre contemplav
addosso e la realtà puzzava di pioggia e di in-
Non ci sarebbero state
non ci sarebbero state riunioni dell'A.
A., non ci sarebbe stata disintossica-
e a cinquantun anni
Tuttavia, se fosse stato orario d'aper
tura, un tentativo se lo sarebbe con-
cesso. Come no. Sarebbe entrato senza
chiesto quanto
veniva quella coda di volp
e in vetrina. Ma erano le dieci di sera, tutta la
di Castle View, un tubo di scarico sc
Merda. Ma che cosa c
si fermò di nuovo.
Il cartello che vi era
provò la maniglia. Il pomolo ruotò facilmente
fra le sue dita. Sopra di lui tintinnò
una campanella d'argento. Il trillo par-
ve giungere da una l
ontananza impossibile.
con un piumino la superficie di una
girare il cartello, amico», disse meccanicamente
Hugh.
«La verità è che non dormo molto
aceva venir voglia di li-
tigare. Quella volta, al contrario, no
Mio padre aveva una decappottabile
con una coda di volpe come quella app
esa all'antenna, ancora ai tempi di
quand'ero ragazzo. C'è mo
lta gente in questa squa
llida borgata che non
crederebbe mai che io sia stato ragazzo
. E invece lo sono stato. Come tut-
ti.»
crescessero.
E Hugh non era in grado di staccare
i suoi da quelli di lui. Un
a la cosa più forte del mondo.»
«Naturalmente.»
figata.
«Comunque, la voglio
«Naturalmente», disse Leland
provvisamente sicuro che tutto sarebbe
di Castle Rock e dei tre borghi circos
sericordia di Dio, eppure l'esaltante
sensazione di ottimismo era innegabile.
allora pensò che fors
da che cosa?»
osto a pagare.»
Buxton.
lo stesso il portafogli.
Hugh si rovesciò le tas
Hugh osservò senza stupore. Se ne re
atica. Accarezzarla era come accarezza-
re una limpida notte d'autunno.
«Bella?» chiese il negoziante.
«Bella», rispose Hugh come da lontano e fece per prenderla.
sembrare cordoglio. «Non abbiam
«No», mormorò Hugh.
se questo tizio non
Pazienza. Perché in
Si accinse a estrarre di nuovo il po
va il piumino.
adde per la seconda volta.
mai c'è tanta gente convinta che
Peggio
»,

sbottò Gaunt. La sua voce aveva
assunto la cadenza molesta e
un po' irregolare di chi è molto stanco
o molto in collera e Gaunt era dav-
vero stanco. Era stata una giornata
peggio. È un'idiozia crimi-
è in vendita... basta volerne pa-
gare il prezzo. La gente ne ciancia e ba
sta e va fiera del suo sano cinismo.
bubbole! Assolutamente...
bubbole

«Per le cose di cui la gente ha
pire State Building!» Si protese ver-
so di lui e ora distese le labbra most
riso con un che di sinistro. «Dimmi, Hu
sembrava giungere da lontano. La
sua voce sembrava giungere dal fondo
di una grotta buia. «Non credo che
sia molto in buono stat
o in questi giorni.»
menzogne e mezze verità. Hugh, co
derti la tua coda e andartene a casa.»
Hugh Priest ascoltò con attenzione.
Fuori pioveva più forte e

tcliffe. «Brian Rusk! Non me lo sa-
iava a inturgidirsi, si
sentì insieme spaventato
ed emozionato.
Avanzò lentamente, fra gli occhi stra
buzzati degli altri, che erano Sally
avanti alla cattedra, c
gli occhi che sprizzavano
scintille, e una splendid
castano ramato intorno alla testa.
un bambino molto cattivo.»
ci GODESSE, a essere cattivo.
sso. Lui avvertì una piccola scarica
na finito di scrivere FINIRÒ DI PAGARE quando la mano liscia e delicata
intorno al pene duro e cominciò a ti-
un attimo il piacere fu così grande che pensò
«Continua a scrivere», lo ammonì lei
questo.»
ei esercizi di p-p-ronuncia?»
chiese Storto Dodd.
a nel parcheggio, Storto», lo zittì
la signorina Ratcliffe. «Ti
farò squittire, boccia.»
Brian mugolava. Era male,
lo sapeva, ma era trop
po bello. Era sincera-
mente straordinario. Era ciò di cui
aveva bisogno. Per filo e per segno.
«Se lo riprenderà se non paghi», di
sse Wilma. «E non è tutto, boccia.
Si alzò a sedere, tremando dalla testa
ai piedi. Il suo primo impulso fu di
aprire la bocca e di chiamare la madr
cordò di non essere più piccolo, di
avere undici anni... e di aver fatto
un sogno che non era esattamente di
chiata all'orologio digita
le sul comodino e vide
notte da quattro minuti. Sentiva il rumo
la finestra della sua camera, spinta da
possenti e ululanti folate di vento.
La mia figurina. La mia figurina
di Sandy Koufax non c'è più.
1956. Aveva controllato prima di usci
re per andare a scuola il giorno pri-
attimo di panico terribile quando arrivò agli
Poi capì di aver sfogliato alcune pagine
Al mio caro amico Brian, con i miei
inate della dedica.
)
NON TOCCARE! vergata con precisione in
stampatello sulla scheda fissa-
Gli era rimasto un solo cruccio rigua
rdo a quella figurina di Sandy Kou-
a a suo padre. Rincasando da
a nel momento in cui glie
Brian, con la giusta
Ehi, papà, ho pescato una 1956
oggi, al negozio nuovo. Vuoi darci un'occhiata?
rebbe sgranato gli
sarebbe meritato
Ma poi?
che era (a) rara, (b) in
(c) autografata. La firma
stampata
autografa
collezionisti di figurine di baseball il valore di mercato di una preziosità
come quella poteva arrivare anche a centocinquanta dollari.
Brian sperimentò mentalmente una possibile risposta.
L'ho trovata al negozio nuovo, papà, a
Cose Preziose.
Fin lì sembrava anche digeribile, ma
il biglietto intero al cinema sapeva che più che
affare d'oro, la gente è sempre interessata.
interessata.
Ah sì? Quanto ti ha tirato giù? Il
trenta per cento? Quaranta? Te l'ha
o un po' meno ancora, papà.

Okay, sentiamo. Quanto l'hai pagata?

Ti ha venduto una figurina del 1956 di
Sandy Koufax con tanto di auto-
bbero cominciate le grane vere.
odore di bruciato, ne era certo. Di qu
alcosa di poco chiaro sarebbe stato
ma da sua madre di sicuro.
non avrebbe fatto mai e poi mai. Non so
lo era autografata, ma era addirit-
tura dedicata
a Brian.
Diavolo, non aveva potuto nemmeno
aggi, e dire che moriva
da lui venerdì sera e non gli ci vole
narselo a dire a
suo padre:
gioia del ritrovamento.
azione furtiva e taccagna. Più che
gioire della sua figurina, se ne
Mai più, eh no,
gli bisbigliò una voce dall'in-
timo.
ciò che gli era stato richiesto di fare
lla sua mente e allora vide gli occhi
Niente di più. Solo
gli occhi e si assopì immediatamente.
cui lui e suo fratello il sonno sta-
rina, no? Ed era nel suo album, là dove era giusto
a sì, così Brian lasc
iò perdere e ri-
prese a dormire mentre la pioggia batteva
pioggia cessò e alle dieci e mezzo,
lly?» chiese Rosalie Drake.
raggiungerlo verso le tre per un caffè alla
«Molto meglio, grazie», rispose. Esag
molto
a e tutto il resto...»
«Proprio lei.»
Per un momento però parve che la previsione di
«No, ne ha un altro che dice che ric
venuta in negoz
io stamane.»
«Gesù, se continua così mi fa
«Mi ha chiesto se poteva assentarsi
re», mormorò Polly.
smentisce mai, la nostra
e le dicessi di sì.»
bandonavano la feroce lotta
in scala ridotta che
si stava svolgendo a meno di cinquan
ldo nelle mani, abbassò
lo sguardo e vide che
se le stava torcendo.
Si costrinse ad abbandonarle lungo i fianchi.
un poco. «Oh, non voglio
so e lo stesso lei ne è intimidita.»
«Il nostro signor Gaunt ha un modo
molto speciale di essere gentile»,
disse semplicemente Rosalie e, come pe
Polly si rivolse a Rosalie e si commos
eco Polly e il sole emer
sua testa, due ore prima che spuntass
e finalmente nel cielo sopra Castle
asse nel sonno. Mosse
«Il più giovane», precisò il signor
«Di nascosto lo chiamano Buster», di
paralume facendo uno scherzo a Bu-
ster.»
E non saprà mai che sei stata tu.
Penserà che sia stato qualcun altro.»
accarezzandole le
mani. «Neanche un
po'. Voglio solo che gli
Le posò qualcosa nella mano. Un
caldamente il signor Gaunt. «E io non saprei
riggio per poi romperlo in un mo-
scopa per vuotarli nella pattumiera senza pensarci due volte.»
«Predisposizione naturale. Non dime
ntico mai né un nome né una fac-
ò subito a espandersi, con una serie di piccoli
«No, no, no!» protestò il signor Gaun
Lui espose i denti disordinatamente assiepati in un ampio sorriso. «Be-
ne! Benissimo!» Spinse la
biancore, ripiegò i lembi
«Ecco fatto! Un altro cliente soddisfa
tto ha trovato la sua cosa preziosa!»
«Un messaggio per la tua principale», spiegò Gaunt.
Subito si disegnò spavento sul volto
, ma sentiva in cu
or suo (quel ri-
necessità di raccontarlo al signor Gaunt.
obabilmente lo sapeva già.
«Polly! Polly, sta uscendo!»
quale stava lentamente puntando un
e una mano», co
mmentò Rosalie.
appena. «Meglio di no. Credo che
ne sarebbe imbarazzata e innervosita.»
si corresse Polly.
È più come se... galleg-
giasse.
La sua mente concepì all'improvviso un
a di quelle strane assodazioni di
fatta sbattere... e ha avuto tre or-
gasmi.»
che se la ridono prima delle undici
del mattino. È troppo presto per lo
champagne, perciò che cosa può essere?»
«Quattro!» strepitò Rosalie fra le risa. Le lacrime le
sulle guance. «Io direi quattro!»
bracciate, ululando sguaiatamente,
mentre Alan le guardava
con le mani nelle tasche dei calzoni della divisa e
la bocca atteggiata a un
cio dello sceriffo in borghese dieci
minuti prima che alla fabbrica risuona
Pointe erano di pattuglia e che poi sar
pitato la sua seconda divisa... il gior
lta tanto. Gli a-
vrebbe risparmiato un salto a casa per cambiarsi.
Alla busta di plastica con dentro la
fito nemmeno dalla minaccia implici-
ta nel messaggio. Sheila Brigham era l'
unica persona in ufficio a vedere in
lui un personaggio da
Twin Peaks
(Norris aveva il sosp
da uno, che posò sul
tavolo di Clut. «Ehi, Clut, prendi la v
vicino al denaro. Poi
to un tono indi
gnato, ma la sua
voce era echeggiata
fievole in un guaito ansios
o. Si sentiva bruciare le
guance. Furore o paura ch
e fosse, e in quel mo
mento si prendevano en-
trambi uno spazio dentro di lui,
Norris Ridgewick sapeva benissimo ch
e quella era la sua firma, con so-
«La tua macchina era parcheggiata ne
tanandosi di un passo dal muro e cominciando a massaggiarsi la nuca.
che la sorpresa iniziale si placava (e
di anni di vita, non lo poteva
Dove?
»
«Il posto riservato
gridò Norris.
E poi è stato Alan a
dare a quel flaccido maiale
Come
mi hai chiamato?» chiese minaccio
«Quella è una multa in regola», lo av
riguarda non ho più nien
pagare entro trenta giorni, Danforth,
o verremo a prenderti.» Norris si ele-
puntò addosso l'indice.
lla, Buster. E dico sul serio.»
richiudesse lentamente con un sospi-
si sentiva
l'estate gli era sembrato sempre così nervoso, costantemente sulle spine
unioni del consiglio) e
«Non mi ha preso un bel niente», br
«Non so se lo farò», rispose Norris.
Gli tremava la voce e gli si andava-
la verità è che me l'ha strappato di b
ferra e mi scaglia contro il muro. Ho
picchiato la testa, Alan, non so poi
?» chiese a entrambi. «Lo archi-
e Norris dopo un attimo. Al
an ne fu commosso. Norris
era uno stecco, aveva l'ab
itudine di abbandonare latti
va affatto, ma non c'era alcun male a dirlo. Gli pareva.
Alan si girò verso il corpacciuto pr
imo consigliere nella sgargiante giac-
«D'accordo, non è mai successo», a
«Va bene», concluse. «Adesso sì che ra...»
Se
«Se facciamo qualcosa per la multa.»
La porse a lui, tenuta per il margi-
ne fra due unghie, come se fosse uno
vimento qualche liquido di dubbia origine.
nforth. Ne parliamo.» Lanciò un'oc-
di servizio, giusto?»
era colpa di quel flaccido maiale, ment
nzione di toglier-
«No», rispose Norris. «Ho da fare. Ci
sentiamo più tardi, Alan.» Uscì
specchio perché Norris potesse allon-
canto alla porta del suo ufficio, ostent
cordava con la tinta dell'abito) e balzò in piedi.
solvere.»
Figuriamoci, pensò Alan. «Anc
«Sarà per la Notte al Casinò», pr
maro all'asino, pensò Alan.
«Accomodati, Danforth.»
«No, resta seduto ancora un momento.»
«Ti prego», aggiunse Alan. Si lasciò
politico», proseguì Alan. «L
o riconosco io e lo ri-
conosci tu. Ho appena st
nate particolarmente lunghe e faticose,
del tipo di quella che gli si stava
di nuovo. «E con questo che cosa
vorresti dire?»
abitati. È necessario che rammenti ch
e io non sono un funzionario di no-
Perché se è così...»
schio della cartier
a. Giunse smorza-
to lì dentro, ma Danforth
balia della perplessità.
di cui sono sicuro ch
«È sempre stato solo pro forma.»
chi? pensò Alan, ma
tenne la bocca chiusa.
«La prossima volta che parcheggi ne
ro che non te la tolgo più», senten-
La poltroncina scricchiolò e cigolò sotto
il peso di Alan che si spostava
«... ma abbiamo sempre mantenuto degli ottimi rapporti di lavoro. Mi
Se c'è e posso essere d'aiuto...»
usava quella parola. Er
a una parola che Alan
«E per piacere, Danforth, rico
ne frego
del posto degli handicappati!»
sione addolorata sul volto. Poi si alzò, us
bianca al centro del suo poco generoso grem-
r stabilire gli stanziamenti», spiegò
genericamente Alan. «Deve essere stre
ssante per tutti i membri del consi-
glio.»
o Rose. «E Gesù ci disse: 'Rendere-eh a Cesare
tti rotondi senza montatura,
pomata che Alan non riusciva a iden
rammenta, capo Pangborn, sono già stat
o da lei non molto tempo fa, appe-
zare la serata nel risp
lei...
un tascabile. Con un tuffo al cuore (ma
non più che tanto sorpreso), Alan
e penale dello stato del
«Ora ritorno», annunciò in tono vibrante il reverendo Rose, «a esigere
«Questo, l'articolo 24 paragrafo 9
comma 2 del codice civile e penale
dello stato del Maine», lo ammutolì
il religioso. Ora av
eva le guance in-
reverendo Rose in quella cadenza da
pulpito che la sua
Sono da considerarsi-ih ille-
Alan provò l'impulso di alzare
le braccia al cielo e gridare
Sia lodato-oh
Gesù-uh Cristo!
«Conosco gli articoli del co-
o, reverendo Rose. Dopo la sua prima
«Impossibile!» esclamò Rose. «Si propongono di trasformare una casa
del Signore in una tana di gioca
sarebbe lega-
vengono organizzate presso le Fi-
glie di Isabella fin dal 1931.»
a-ah! Qui c'è una roule
i dadi-ih!
inchiodò alla scrivania. «H
scrivere una lettera esplorativa a Jim
ma. Spiacente, reve
oblema analogo con i bambini sugli
strepitò il reverendo Rose e c'era angoscia
sincera nella sua voce. «Qui si
! Come può essere legale
esso. In cambio riceve
dei premi, si badi bene, non denaro, bensì
premi.
Un videoregistratore, un
«È uno sconcio flagrante», sentenziò
il reverendo Rose. Il rossore delle
guance si era spento, ma
«Questo è un giudizio morale, non legale
Rose. Intanto sono
lo sceriffo Pangborn, e
non un capo di polizia e io
zza. «Che cosa intende?»
«Che lei rischia di lasciarsi guidare
«Quando-oh Gesù vide le prostitute
anare la casa del Signore, non badò a confini-ih.
Nostro Signore fece ciò che sapeva-ah essere giusto!
«Sì», ribatté senza scomporsi Alan, «ma lei non è Lui.»
Rose lo osservò per un lungo mome
sidriche e Alan pensò: ahi ahi.
Costui è matto come un cavallo.
lo salutò Rose, gelido.
e sbatté la porta tanto forte da far
ente capolino Sheila Brigham. «A-
lan?»
«Se n'è andato?» chiese Alan
«Il predicatore? Sì. Come una
folata di vento di marzo.»
«Elvis ha lasciato l'edificio», mormorò Alan.
«Niente.» Finalmente Alan alzò la
sia vuoto. Ti accontenteresti di una
tazza di caffè?»
Lui rispose al suo sorriso. Era co
minciato il pomeriggio e non poteva
che essere migliore del mattino. Era
Presto uno stormo di merli invase una
e in quei giorni gli era concesso di lasciare la scuola in anticipo. Era un
ensava gli impegni supplementari del martedì.
cita laterale quasi pri-
ma che avesse finito di squillare la
con il cuore che gli batteva
)
Un impegno abbastanza divertente, in
verità. Ora sapeva di che cosa si
Hill, lungo la School
Avrai da sudare sette camicie per te
pensò.
merciale senza guardare
sul-
l'altro lato della Main
nimo di prudenza.

essere prudente; aveva elaborato tutto mental-
veva svolgere.
Salve, signora Jerzyck, sono Brian Ru
sk, quello dell'a
alla scuola media e presto avvieremo la campagna di
vista, per procurare divise nuove alla
giro a chiedere
se qualcuno è interessato alle rivist
Gli era sembrata una spiegazione pi
mente:
bing-bong!
)
papà e mamma, non avrebbe appro-
vato del tutto, una siepe era quanto di
meglio si potesse ch
iedere al mondo.
Era trascorso mezzo minuto e non era arrivato nessuno. Finora, tutto be-
ne... ma ancora meglio ec
bing bong!
Ancora niente.
zi, a volerla dire giusta, era tutto
sinceramente mondiale e totalmente radicale.
Sinceramente mondiale e totalmente ra
dicale o no, Brian non poté fare a
menti e Infissi di South Paris chiam
avano portico, Brian parcheggiò di
saggia.
momento gli sovvenne un'immagine che era molto
di poco prima. Vide una lunga automobile nera,
sua. Si aprì lo sportello e ne scese
ora quello scorcio della fantasia di Br
impressionante abi-
to nero, l'abito di un impresario di
non era più amichevole. I suoi occhi bl
più scuri per la
denti storti... ma non in
mentre sostava immobile di
di nascondermi. Non servirebbe a
gine, spegnerla, ma non ci riuscì. Vide gli oc-
rmarsi in baratri blu che sprofonda-
rispose strillando a quel volto infuocato e distorto.
martedì pomeriggio. Ma la sensazion
Il fatto è che
Non voleva farlo, perché era
sua.

Cose Preziose
nel
Se Cora, che era veramente la sua mi
Cora
era l'altro.
io di occhialoni da sole Foster
era un
Si avvicinò lentamente alla porta e
MARTEDÌ E GIOVEDÌ SOLO PER APPUNTAMENTO
ta di Cora di non più di venti minuti prima.
assolutamente averla, Myra. Avrei
fotografia dovesse essere sua solo
perché era stata lei la prima a vederla,
«E poi non credo che sia stata lei
la prima a vederla», mormorò Myra
Chi avesse visto per prima quella fo
in ogni caso irrilevante. Non era inv
pensiero di andare a trovare Cora e vedere la fotografia di Elvis appesa so-
vato durante la prim
Non era
giusto.
stato al Civic Center di Portland,
Re fosse chiamato in
cielo a far compagnia alla
madre amata.
Si aprì quasi prima che riabbassasse
«Scusi», borbottò senza alzare la
testa e Myra ebbe appena il tempo di
signor Gaunt, a sorriderle con i suoi
gioiosi occhi castani.
a sentire Myra pronu
sa in un tono di perentoria autor
ose il signor Gaunt, sorridendo e fa-
cendosi da parte. «Bentor
nata! Entri liberamente e la
sci un po' della felicità
che ha portato con sé!»
scenza, Myra Evans si infilò in
Cose Preziose.
la mano di un cadavere, si alzò
nella penombra, trovò l'anello che vi p
endeva al centro e
calò la tenda sul
fiato solo quando lo liberò in un
lungo sospiro sibilante.
su tre corde nel sole e nella brezza ri
nfrescante. Brian andò a sbirciare dal-
Ridiscese adagio i gradini. Le cor
camicie, calzoni, biancheria intima, le
destra c'era un orticello dal quale er
assi di pino. Brian sapeva che dall'a
ltra parte dello steccato c'era la casa
pantano; quasi tutte le zucche rimast
e erano semisommerse nelle pozzan-
te di fango scuro e si
avvicinò ai panni stesi con rivoli di
ta per intero dalle
lenzuola. Erano
ancora umide, ma si andavano asciug
tacchiavano pigramente. Erano di un
candore immacola
to e abbacinante.
Dacci dentro,
Brian, fai come Sandy Koufax. Dacci dentro!
Brian sollevò le mani portandosele di
colaticci allungati che si aprirono a ve
ntaglio prima di colpire le lenzuola
gonfiate dal vento. Vi lasciarono so
il fango sulle len-
lui.
dileguasse. Alla svelta.
di vergogna e disagio.
te di fango. Poi sc
sella e cominciò a pedalare a rotta
di collo. Non smise prima di aver imboc
Quando entrò, sua madre gridò:
«Sei tu, Brian?» dal soggiorno.
gorifero a prendere il latte, non poteva
certo essere lo stesso bambino che
no ai polsi nel fango dell'orto di Wilma Jerzyck
ore aveva ripreso un ritmo
uola, oggi, Brian?» giunse fi
no a lui la voce di Cora.
tele con me? Tra poco comincia
Santa
E c'è Hershey.»
in camera un attimo.»
non viene più via nella lavastoviglie.»
«Lo riporto giù, ma'.»
«Ricordati.»
Brian salì e rimase mezz'ora seduto
al suo tavolo perso nella contempla-
doio e non provò per lui
Un minimo di buona creanza er
Alla prigione di contea c'è grande festa
che suona e pesta

e tutti a scodinzolare

Se sono forti, quegli avanzi di galera a cantare
bianca che tremano. I lustrini am-
è in prima fila.
one ritmica, lui tende la mano, la
Dancing in the Dark
sbigottita, non riesce
nemmeno a muoversi, e
Non più di un attimo dopo Myra Evan
s è fra le braccia di Elvis Presley.
sono muscolose. Quel viso, il suo viso,
trarsi della tensione al vertice del suo
inguine. Poi lui le
fa fare una piro-
lui e nel suo sciropposo accento me-
le sue labbra carnose sono sopra quelle di
presenza riempiono il mondo e all'im-
propagarlesi nei lombi.
pendevano infiacchiti intorno alla te-
rnazione, si spalancarono all'istante.
Annaspò nel tentativo di recuperare la
fotografia, ma era già fuori portata
della sua mano. Fece per alzarsi.
«Seduta», disse il signor Gaunt.
di muoversi fosse stata trasforma-
«Se tieni a rivedere questa foto, Myra,
sta'... seduta.
Restò seduta a fissarlo in uno stato
e lungo i lati del seno.
«La prego», mormorò. Le parole le uscirono di bocca rauche e polverose
come uno sbuffo di vento nel deserto. Protese le mani.
«Fai un'offerta», la invitò Gaunt.
«Quaranta dollari!» esclamò.
Lui rise e scosse la testa.
poi tanto a questa
foto, Myra.»
«Sì!» Cominciavano ad affiorarle le
preziosa,
! Fino all'ultimo centesimo!»
«Myra. ti sembro un bambino?»
sono un uomo anziano, più vecchio di quanto
so di poterlo a
ffermare senza imba-
nuovo di zecca a meno di tre isolati
da Castle View abbia a sua personale
disposizione solo
«Lei non capisce! Mio marito...»
goziante che si era fatto da parte nel
darle il benvenuto non era più presen
te. «Tu non avevi un appuntamento,
«Tu offendi la mia inte
Myra cadde in ginocchio davanti a lui.
Piangeva in singhiozzi resi rochi
giuro! Signor Gaunt! Devo avere qu
ella foto! Non posso farne a meno!
mai
se le dicessi che cosa mi fa!»
qualcosa che... fa sudare troppo.»
«Ma se la pagassi più di settanta
soldi. E se glielo dicessi, mi... mi...»
«Quello non è un problema mio», la
interruppe Gaunt. «Io faccio il ne-
goziante, non il consulente matrimonia
Al nome di Cora, Myra sollevò la te
te ardenti al centro di profonde orb
lei


sibilò.
«Credo nel mercato liber
de il nostro paese. Ti sarei sinceramen
te grato se mi lasc
«Ottanta. Ottanta dollari!»
i suoi denti storti. «E siamo inte-
Myra levò un ululato di disp
uccidereb-
«Forse, ma moriresti per un am
ore travolgente, non è vero?»
andosi di nuovo alle sue gambe e
impedendogli di allontanarsi. «L
a scongiuro, ce
iù giù di così non posso andare. È
la mia ultima offerta.»
«E naturalmente dovrai aggiungerc
i un pompino», disse Gaunt con un
sogghigno.
la bocca aperta in
le urlò lui. «
«Come vuoi», ribatté il signor
ese ad armeggiare gof-
famente sulla patta dei suoi ca
e momento con un'espressione diverti-
ta, poi la colpì sulle mani perché si
ritraesse. «Lascia stare», le disse. «Il
«Lascia
perdere,
altro lato del Tin Bridge?»
con gli occhi che le si riempivano di
ry Beaufort?»
«Non posso proprio dire di conoscerlo,
ma so chi è», precisò lei. In vita
sua non aveva mai messo piede al
come tutti
un piccolo scherzo al signor Beau-
fort.»
cosa di sudore e l'aiutò a driz-
zarsi in piedi.
«Di questo potremo discutere mentre
prepari l'assegno, Myra.» Poi sor-
r la tua foto?»
Nella sua voce non emerse
nulla di queste rifle
Moooolto... inderezzante,
cchia da potertelo ricordare.»
Lui si girò nella direzione dello sguar
do di lei in tempo per scorgere una
«Evans. Mabel o Mavis o qualcosa de
l genere. È la moglie di Chuck E-
vans.»
commentò Polly. «La invidio.»
persona. Era un
Cristo e quel giorno portava un piccolo
distintivo giallo sopra il seno sini-
stato a Utica. La donna gli aveva offe
bia da uccelli. Nella circostanza l'inquilino, un pappaga
che ogni tanto gracchiava «Mi sono
tono crucciato e pensieroso, sì tro
«Qua e là», rispose lui. «S
ono sempre in giro, Nan.»
«Be', vedi di non scordare i vecchi
amici, mentre gi
per un po', considerò Alan, prima di
quel sorriso le saliva fino agli occhi.
«Vieni a trovarci di tanto in tanto.»
Nan rise così forte e di gusto che gli uomini al banco, soprattutto bo-
ente la testa. E più ta
rdi, pensò Alan, avrebbero
raccontato agli amici di aver
visto Nan Roberts e lo sc
eriffo che se la ride-
vano insieme, da veri amiconi.
«Sì, grazie.»
«E una fetta di torta? Fatta in casa
a McSherry su a
re che le ha raccolte
«No, grazie.»
«Sicuro? E tu, Polly?»
molto simpatica, vero?» gli do-
mandò Polly a bassa voce.
? Non ho niente contro di
lei. È solo che mi piace conoscere la
gente per quello che realmente è, se
«Questo è troppo difficile», rise lui.
«Mi accontento di sapere che cosa si
Polly sorrise (lui adorava farla sorri
ventare un filosofo y
Nan tornò con il caffè nero in una
pesante tazza bianca
o sorso di caffè. «Sentiamo la sto-
ria della tua interessa
ntissima giornata.»
con sincero entusiasmo.
qualcosa! Non l'a-
vevo mai vista così allegra e così... es
giusta,
pigliati e l'ho sentita persin
o ridere, una o due volte.»
«Sei sicura che la transazione sia stat
a solamente d'affari?» chiese lui ro-
«Non essere sciocco.» Polly finse di
le mani ridotte in quelle condizioni.
di questa città che mi so
no sfuggite, che tu ci
creda o no.»
si tutti ereditati da sua madre. Una
«Quanto ha pagato?»
Alan corrugò la fronte. «Sei cert
a che non si sia fatta raggirare?»
«Be', splendido.
«È il nome di un negozio che c'era
«E tu hai trovato il
«Non so. Non ci sono mai entrato.»
«Pare però che il nostro signor Gaunt
giunse lei.
sento di affrontare la chiusura.»
Lui ignorò per un momento la
«Male», rispose semplicemente lei.
caccerò palle: non è mai stato
«Andrai a farti vedere dal dottor Van Allen?»
Lei sospirò. «Non ancora. Presto
così intenso, proprio quando giun-
mpre così. Immagino che una volta o l'altra la tre-
gua non arriverà. Se lunedì non sarà
successo ancora niente, andrò a farmi
scrizioni e io preferirei non diventa
lui malvolentieri.
»,

spiegò Polly divertita.
«Credo che abbiano
smesso di insegnarlo non molt
o dopo l'era dei dinosauri.»
un unico foglio di cart
bordo a sbavatura. Al centro, in alto, era stampato:
COSE PREZIOSE
o come quello della
grazie ancora una volta per la torta al
cioccolato. È il mio dolce preferito
za: immagino che ti rendessi conto di
anche per me. Sono stata via per molto
non fidarsi di me. Ma tu sei uno che gu
arda e ascolta, Al
uriosito.
o è come infilare i pied
i in un paio di vecchie scarpe como-
uando sono tornata alla Rocca,
ssato, nemmeno con lui.
«È stato come sintonizzarmi su uno
seguire da tempo. Anche se hai perso
due anni di puntate, riconosci subito
Tornarci dentr
iato di cui non sei ancora al cor-
rente. Sapevi per esempio
inciò a dar segno di problemi men-
una
rlando fra sé a testa bassa, in un
bottando lo stesso. Mia madre mi dic
sparare a sua moglie. Così mi hanno
«E ancora lì?»
«È morto ormai. Dopo il ricovero
nerate velocemente. Quando final
«Gesù.»
più le donne che gli uo
«Mi stai dicendo che è
«No», rispose lei. «Non c'è una mora
nza commenti. Trarre conclusioni è compito della polizia.»
ceo gli era stato insegnato che si trat-
no in certi casi era vero, che certe pato
«Sarà bene che senta un po' in giro
per niente.»
La gente qui è disposta a rispondere
ardarti brancolare inutilmente senza dirti niente.»
presa. Polly si guardò intorno e parv
e assicurarsi che nessuno avesse teso
a parlare. «Certe volte mi fai proprio
disperare, Alan. Se non impari a usare
segheranno, quando ci sarà da elegger
cosa diavolo può essere successo. Devi stare
più attento. S
Alan si sporse in avanti. «Altro che
Lei posò le mani su quelle di lui. «H
ai tutta la mia solid
fuori sembra un bor
altre prima che i cattolici consumino fi
questa storia sia chiusa una volta per sempre.»
«Quei distintivi dove, al
posto della faccina sorri
dente, ci sono macchi-
che membro del comitato repubblicano
del nostro stato. Don sa una cosuc-
di tanto in tanto venga fuori da solo. Giusto?»
Alan le sorrise, le girò le mani e gl
iele afferrò... ma delicatamente, molto
potrai tirarmi f
pere, mentre Nan Roberts
heletro dal guardaroba cittadino per tenermi allegro.»
«Vale a dire che la signora in question
le proprietà di cui è entrata in possesso», rispose Polly.
Alan la osservò in silenzio. Non l'a
coltando lei... o le
«Andrò a casa e mi farò
Le mani di Polly si mossero dolcement
e fra le sue. «Lo so», gli rispose.
Hugh Priest rallentò passando davanti al
di ritorno a casa
dall'autoparco di Castle Rock... poi
l pelo e allora sprigionò
o un barattolo vuot
o finitogli tra i piedi. Dio, che sen-
e sentì il
nsare alla coda di volpe,
a come l'avrebbe legata all'antenna de
acqua la trasformasse in
un flaccido fagotto impiccato all'ante
nna come una carogna. Ora la prelevò
camente con un calci
Entrò nella rimessa, che dal 1984 circa era troppo piena di rottami assor-
Confezionò un piccolo n
fluire la risolutezza che lo aveva
animato fino a quel momento
ican Legion, e fin lì tut-
da intorno, non vede nessuno e dà uno
di ferro. Hugh vide quel bambino sce
ciulato al parcheggio
lla Legion. Forte, eh?
No. Meglio non andare. I bambini d'
di birra, lo colmò di furente dolore.
pazzesco
Srotolò il fil di ferro con cui aveva le
casa a riporre la coda sulla mensola pi
. Oggigiorno non c'
era al sicuro. Il piacere maggiore
ava nella sicurezza.
rata? P
«Del rest
serviv
Due o tre sorsi fugarono
il dubbio. Altri due o tre
sorsi e la decisione di
ergli sulla pa
Bevve, fumò, e quando fina
lmente, poco prima delle dieci, perse i sensi
fra le lenzuol
ticato di riabbassare l'asse del water
é lei,
avviandosi verso la cucina.
di Portland in grembo.
Sorpresa e senso di colpa gli si mesc
olarono sulla faccia larga e sincera.
«Oddio! Mi sono messo a leggere il gi
ndo precipitosamente le s
«Non fa niente», ribatt
ono di amorevole comprensione. «Non
Non ebbe bisogno di girarsi per cont
rollare la sua reazione; dopo sette
immobiliare di Oxford pr
nello così, visto che considerava il
mercato immobiliare l'argomento più
noioso del mondo. Dopo
lei
cato la soglia di casa
la cesta sotto il braccio sinistro e
poteva esserne più che soddisfatta.
Wilma era convinta in cuor suo che il matrimonio fosse un'interminabile
avventura nel mondo dell'aggressione e
non si potevano prendere prigionieri, no
ugale che fosse risparmiata, era prevedibile che le
Aveva attraversato per m
La figlia maggiore
di una cattolica nidiata di tredici bambi
del tutto giusto. Era troppo pesante.
Avanzò di un altro passo. Il suo
sso e un altro sbuffo di vento attraversò il corti-
tesse alzare la mano, fu
colpita da qualcosa di pesante e viscido. Un grumo
di
furiata. «Sì, sono cadut
con se
sciata spavent
attaccaticcia.
il flaccido fruscio e cercò di sottrarsi
all'ombra che incombeva davanti a lei
con un movimento repentino che la m
cesta di vimini con la caviglia sinist
e e riflessi tempestivi.
strusciò sulla schiena e un liquido
denso le colò per il collo. Gridò di n
dalla sua corda del bucato.
averhill, cosa che non migliorò in al
cun modo lo stato d'animo di Wilma.
servizio. «Wilma? Se
«Sì!» urlò in
«
essa, per essersi la
L'odioso bastardo dei vicini parev
li che abbaiavano.
di sé e vide un'ampia macchia bruna sulla
giacca da mezza stagione che aveva
la mano nella luce artificiale e vide che era di-
lle si fossero dischiuse le uova di
«Fango!» Era stupefatta d'incredulità,
al punto da non rendersi conto di
aver parlato a voce
osato
a covata di serpenti.
di lui.
tirono dai polpastrelli. «
Nell'orto Wilma individuò le buche pr
ofonde da cui er
scagliare i suoi ordigni su
«Dio del
cielo
tuonò.
«Wilma... vieni dentro, cara. Ti...» Pe
nitivo del suo registro lo-
afflosciandosi con
e vi piombò sopra. L'ammasso emise un
di nailon di goccioline di fango. Fu
spalancò la bocca e
garrì
tutta la sua ira. Ah, ma a-
vrebbe trovato il colpevol
insopportabile l'avrebbe fatta impaz-
uoi pensieri si spezzarono con uno schiocco che quasi riverberò nell'a-
ando lo avesse trovato...
«
Sì, maledizione, stiamo
bevendo un cord
iale
re. Insopportabile cane latrante...
Fottuti cani che abbaiano
sempre. Chi abitava appena
turalmente.
per dirti che se non fai
star zitto quel cane, lo
vicini, coniugi) era che l'aggressore
ntinuato ad allontanarsi,
sa, perché la primavera era stata dell
Non perse tempo in convenevoli e andò
subito al dunque. «Sono Wilma
Jerzyck, cara
«Ha già smesso!» avev
rai da pentirtene!»
. Vengo lì e gli taglio la gola.»
Aveva riappeso prima che
Da allora il cane non aveva più aperto
ma lei non se n'era accorta; fin dal prin
cipio il fastidio era stato più che re-
lativo, e da qualche tempo Wilma a
ccidere,
av
a bene e che aveva visto solo il
quel preciso istante.

«Vieni dentro, W
ano sulla spalla.
dosso. «Lasciami stare.»
torcersi le mani, ma di non
avere il coraggio di farlo.
Forse si era dimenticata anche lei,
pensò Wilma.
)
da tempo in quel minestrone che si
ritrov
a entrare in azione.

Qualcosa in quegli ultimi momenti era
scattato nella sua mente, dandole
la certezza che fosse stat
che trovano il c
le rotelle fuori posto.
ilma si era spaventata.
scida e scura era uscita all'improvviso
dal buio e le aveva aderito alla fac-
cia, come la gelida carezza della m
se
ri.
N
gli passò accanto senza badargli.
un secondo di troppo.
Wilma
Quando squillò il telefono,
l'idea stessa era ridicola.
Raider alzò per un attimo
gli occhi verso di lei,
come a chiederle se
so sulle zampe.
«Pronto, qui casa Cobb», annunciò co
io. Fu un colpo improvviso e
micidiale come una coltellata.
nei rovi; un'espressione d'orrore intra
interrogativa. «Chi... chi... chi?»
«Sai benissimo chi», gracchiò la voce
disgraziata
asse il coraggio.
e soprattutto non saprai
me mantici, ansimando dagli angoli
edrai arrivare».
«Non stava abbaiando!» protestò e la
sa, come se avesse appena inalato tutto il contenuto di un pallo
di elio. «È cresciuto e non abbaia più! È qui ai miei piedi!»
Wilma era furente. Quella
ntrasse ancora il
«Questa me la paghi. Ness
uno può venire a casa
GHERAI. Mi hai sentita?»
che sembrava alimentata dall'elio. Ora Ra
baiò una volta sola, come
! Non subirò passivamente le tue angherie!»
ma disse: «Pestare i piedi a me è lo
mmesso. Non mi v
Si udì uno scatto.
seguì il ronzio della linea libera.
. Raider le leccò il collo.
attiva
del male a te... o a me... a-
llo e conficcarlo nella gola di suo marito.
amaramente», disse.
Restò seduta così, con Rai
Norris Ridgewick percorse lentamente
Route 119. Normalmente ci si mangi
volta il pasto gli aveva provocato un'in
stomaco e diarrea. Verso le tre era fin
lla Municipale N.
conto di che cosa stava facendo, pe
stampato addosso quattro orrende stris
ce di grasso. Mentre si guardava co-
pirle. La gara era stata vinta da Nor-
ris... ma poco gli era piaciuto l'aspe
veva scelto di acquattarsi. Gli era
sembrato che fosse sommacco velenoso
il negozio di fer-
ose Preziose.
L'impressione, almeno, era stata di qualcosa di incredibi-
peggiare la luce gi
alla al centro. Dunque erano le nove.
ume della radio e abbassò
e. Qu
sto giusto.
Bank and Trust, la
menta e casalinghi...
Norris frenò di colpo. Aveva visto qu
alcosa di incredib
nove in punto.
Non hai visto quello che
hai creduto di vedere,

Ma non era così. La canna da pesca
che era stata collocata con gusto nel-
ò che era e ciò che rappresentava.
Che cosa rappresentava? I bei tempi.
vecchio. Bei tempi a camminare nel bo
sco lungo qualche torrente fuori cit-
va in un loro piccolo mondo privato,
un mondo fatto solo per gli uomini.
accingevano a preparare la prima co-
lazione e anche quello era un bel mo
quello, né prima né poi.
Aveva perlustrato la cantina, era an
della camera da letto dei suoi (pur sa
pendo che piuttosto che lasciargli par-
cheggiare lì la sua canna da pesca,
era perso d'animo.
giornata a dimenticarsi di
ianto lo accolse nel suo grigio abbraccio ed ebbe
nostalgia di suo padre. Dopo tanti anni
gli rodeva di nuovo le ossa, vivo e famelico come era stato il giorno in cui
la mamma era tornata a casa dall'ospeda
mpugnatura di sughero e alzò adagio una ma
«Agente?» lo chiamò una voce sommessa.
dosi con un balzo dalla
«No», rispose Norris e riuscì a conf
ezionare un sorriso a sua volta. Il
cuore gli batteva ancora come un mart
e'... forse un po'
olto nota, ma molto
isse il si-
«Mi è arrivata solo oggi», lo informò il negoziante. «È vecchia, ma in
i più professionali. È...»
«Sul serio?» Il sorriso del negoziante
«Vero», annuì Norris.
sero sulla sua mano. La stretta di
brutta sensazione si era già dissolta
ti a male che aveva man-
giato a pranzo. La prossima volta che
era la specialità della casa.
«Potrei farle un prezzo davvero speci
ale per quella canna», d
agente Ridgewick. Parliamone.»
Norris restò momentaneamente interd
«Per la verità non dovrei», esitò in
dicando l'auto di pattuglia con il polli-
«È questione di non più di un minuto»,
lo imbonì Gaunt. I suoi occhi os-
ewick, non perdo tempo.
ra
ia attività commerciale.»
Norris pensò di far notare a Gaunt ch
e le nove di sera non erano esatta-
me Castle Rock proteg-
lgia, così sorpren
dentemente forte e
vivida. S'immaginò di us
cire sul lago con una ca
nna come quella il pros-
ick, non credo che
qualcuno svaligerà la
, nel ritmico balbettio del sema
«Be'...»
Norris si girò verso la banca, la
poi nera
«Allora?»
proprio scappare.»
modi, agente Ridgewick. Un
«Ed è giusto così», fece
tutta la sua vita, agente Ridgewick.»
aveva intenzione di riso
ar ruotare la testa di quella balorda prima che le si staccasse dal
Era sicura che sarebbe rima
di rabbia, tesa come una corda di viol
vestaglia, ragionò che forse era troppo
me una campana non lo avrebbe capito.
ntali 1991 se ne stesse a cuocere
a fuoco lento per un po'? Che fosse
lei
a restare sveglia di notte a chiedersi
re la cartella e prepararsi a uscire.
era esa
lta.
fiumi di fuoco sui loro villaggi, ma c
ontribuivano sicuramente alla pace in-
con cui manifestare la su
a adorazione per Wilma,
di certi
escrivergli qualcosa che gl
no
on quella particolare puledra,
con Ray Van Allen, l'unico medico di fami-
a il bisogno di qualcosa
per lenire una costante sensazione di an
stressante.
niente delle pressioni
rebbe avuto un gran bisogno di entrambe.
ruazioni di Wilma.
ano venute alle mani.
ntarci. Vado su domani. Vado
i liquido corro-
che se ti dai tempo
vo che l'avrebbe lasciata calv
a per il resto dei suoi giorni.
del giorno prima. Lui
era sbagliato. I cerchi
che aveva trascorso.
arti un cane della stessa cucc
giurare l'imminente catastrofe, Pete Je
l caffè di Wilma. Poi era andato in ufficio.
Aveva sofferto per tutta la giornata ed
era tornato a casa
cucina. Cantava.
«Apre solo a mezzogiorno e nell'attesa la rabbia mi è passata un po'»,
promessa di farlo. Ebbene, vuoi sapere
meno non in quella direzione.
Aveva allora valutato se suggerire
vesse consigliato di PRENDERE
do vedeva rosso era realizzata,
pe
e mistiche
tra
ella sua Yugo e strap-
parle i capelli a uno a uno (o
quantomeno provarci).

2
zato le sue len-
zu
E lui le voleva bene, come gli indige
per ora al più grave spa-
vento della sua vita, era stata la Nott
e delle Lenzuola Infangate. Si era a-
tè e quando finalmente lei
ola; nessuna medicina al m
FOTTITI). Svoltò a destra in Ford St
te come la testa della bambina in
tenda ricadere. «Non credere di
tore acceso.
La tenda si mosse di nuovo. Questa vo
lta non ebbe dubbi.

«Cucù,
rmela.»
pensò men-
naso fuori della porta.
cuore, e s'insediò sul divano con un
Nei paragg
i era in agguato quella pola
ibilità che la
po
ava a cedere, presa nella mors
acchinina.
Alla fine aveva trovato il coraggio di andare a sbirciare di nuovo dalla
che la polacca fuori di testa non c'era più. L'im-
mediato senso di sollievo era stato su
bito soffocato dal terrore. Aveva pen-
lacca fuori di testa facesse ir
«Lo so», gli disse e fu quasi un gemito. «Lo so.»
sabilità e sapeva quali erano e nei
confronti di chi. Polly Chalmers era st
Ma se fosse uscita e la polacca fu
ori di testa fosse entrata in casa?
Raider non era in grado di protegger
e il suo paralume; era un cagnolino
coraggioso, ma era un cagnolino. La polacca fuori di test
e attraversò il soggiorno, che era
e aprì la porta nell'angolo in fondo.
curità incombevano le om-
, Wilma
fermo sulla soglia
n barba. Lei
io e vi ripose il paralu
me fra riccioli di polvere ed escre-
e della catasta di legna da ardere e di
ve cercare il paralume, no?
«Ah no, non ti sarà così facile», mo
tandosi con la mano per trovare la strada
prima l'armadio e poi la vecchia libreria di sua madre. «Eh no
sai? Ti conviene prenderne nota.»
il ventre con la sinistra, strappò con la de-
stra il groviglio di vecchie ragnatele
angolo all'altro. Rimase
così per quasi un minuto. Non vide m
uoversi niente. A un certo momento
pensò di aver visto la po
lacca fuori di testa acco
e le serviva.
Aprì l'armad
«Meriterebbe un posto migliore, lo
al sicuro,
onta, soprattutto.»
nella serratura, la girò, quindi provò la resi-
stenza dell'antina. Era solida, forte co
me un muro, e all'improvviso sentì di
nuovo l'antina dell'arma-
dio, annuì compiaciuta e si lasciò cade
re la chiave nella
tasca della vesta-
glia. A casa di Polly se
la sarebbe
ssata. «Questa è fatta
, ragazzo mio, e adesso al lavoro!
a maledetta, so cosa
e!
oglio bene e se
mplicemente abban-
ciato a scodinzolare. Forse sentiva
che la crisi era pa
no in ritardo!»
ce due passi e si fermò.
tto e... te la... farò PAGARE!
Niente di nient
Raider abbaiò di solidarietà.
bravo cagnolino per tutto il giorno.»
sul marciapiede.
ppa», borbot
tò sottovoce gir
ando per la se-
co
ralizzò nel moment
o in cui cominciava a tirare la ma-
ni
nare. Poi ripartì per recarsi
era le conveniva contro
llare anche la legnaia.
«La prudenza non è mai tro
rno alla casa.
glia della legnaia.
veva ripreso a squillare.
il secondo isolato prima di essere
porta d'ingresso. Il dubbio cominciò
di non averlo fatto.
chiuso a chiave.
non averlo fatto.
ori di testa. Di punto in bianco.
rì la sicura e andò al ripostiglio.
ll'armadio erano chiuse a chiave. Si trattenne per
pensare di aver commesso un erro
non fossero
r controllare di nuovo
re. Rientrò precip
itosamente in casa
mano sudata. Si sbucciò uno stinco
uto.
come Raider morsic
ava i suoi giocat-
assare l'aspirapolvere di sopra... e deve
sso lavorare più
l poggiapiedi e gridò di dolore.
Quando finalmente arrivò in soggior
no, il telefono era di nuovo m
)
va fare la guardia.
Sollevò il ricevitore e compose rapi
damente il numero prima che la sua
«Pronto?» disse la voce
nire quello dei telefoni... ma...»
mente Polly. «Quello dei telefoni
e tanto. Lo riceverò io.»
«Se avessi veramente bisogno di me, posso sempre...»
e. Polly era così buona.
«Sen
«No...
me, non mi hai mai chiesto un giorno
«Grazie
«Te lo meriti. Ora devo andare, Ne
ttie, ho
iamo oggi pomeriggi
«Grazie.»
«Di niente. Ciao ciao.»
le braccia fu invasa da un senso di calma e sere-
asciugò con cura.
Venerdì, undici ottobre, fu un gran
negozio di Castle
savano di queste cose cr
ente più vasta e questo
sì che era importante.
suno osò chiederlo, perlomeno non
giorno), ma di tale bellezza che
e turbamento, con
l'immagine di quelle perle impresse ne
ONO RIMBORSI O C
«Che cosa vuol dire?»
domandò Lucilie Dunham.
Lucilie faceva la ca-
meriera da Nan e aveva ap
«Vuole dire che se compri la gatta
nel sacco tu ti tieni la gatta e lui ha
messo nel sacco te», le
spiegò Rose Ellen. Si
accorse che Gaunt l'aveva
sentita (e avrebbe giurato di averlo
Il signor Gaunt tuttavia rise per
ciò che vuol dire!»
un astuccio con un cartellino sul
DI HOWDY DOODY, precisava il carte
llino); scatole di carta per corri-
ssibile trovare un solo prezzo esposto, per ogni tasca.
Gli affari andarono più che bene al signor Gaunt, quel giorno. La gran
vendite ebbero luogo dur
ante brevi peri
ente. Male
il marciapiede o lo sf
sse quella foto
«Quando gli affari batton
o la fiacca, divento irre
le della Chiesa Battista Unita del
iuto in chiesa il fidanza
SONO DI QUELLI CHE SI SONO SALVATI! E TU? La scheggia indica-
Entrò Cora Rusk, decisa più che mai
a comprare la fotografia del Re e
proruppe Cora fra la stizza e autentico smarri-
ardentemente desidera
quella era... chissà
come speciale. Odiava la sconosciu-
Cora. «Che genere di in-
Gaunt. «L'altro.»
concluso finché il signor Gaunt
o astuccio da occhiali in pelle di
di occhiali da pilota d'aviazione
«Sono...» cominciò, ma non riuscì a proseguire.
questi fossero i suoi preferiti.»
Cora
.» Il signor Gaun
t la fissava con
«Informazio
sazione c
«No, sciocca», l'apostrofò
come da una grande distanza. Non riusci
n avesse
», commentò il signor Gaunt. «T
Chalmers», rispose Cora
erì Cora titubante. «È la c
entralinista che lavora
«Eddie Warbur-
eorge Bannerman, dice sempre mio marito, ma è sveglio e ci sa fare.»
una cadenza indolente e
Cora non disse niente. Guardava senza
«Polly
n lui.»
Gaunt scosse subito la testa. I suoi
per un istante lo
sceriffo che ora tornava alla sua ma
ose Preziose,
l'ufficio dello sceriffo.»
fatto triste, ma
inevitabile.»
Cora meditò nell'ipnotic
a penombra della sua me
nte.
n?» propose infine. «È il capocustode del Municipio.»
Lei si ritrasse con una smorfia e prese immediatamente a strofinarsi con
vigore il punto in cui era stata baciata.
in fondo alla go-
rriso solare.
aggiava la guancia con il dorso della
uciare nella pelle come una febbre.
3
veva
fo
possibile. Po-
tre
nta al più presto
. Steffie andò, ma con un'espressio-
ne
so di
La
cato sulla mens
Mentre Steffie era davanti alla finestra assorta nelle mutevoli composi-
zioni del vecchio caleidoscopio che a
di quello che aveva già comprato.
«Be'», rispose il signor Gaunt, con un
sorriso complice, «è
che restiamo soli
Cyndi Rose chiese a Steffie di precederla alla
primo: era un gemello identico.
«Quanto?» volle sapere Cyndi Rose e
esso aveva cominciato a salpare la
non le sarebbe stato offerto a trentun dollari. Questa volta
mia cara. Goditelo.»
sì violento c
lui glielo m
no grigi. G
«Ah sì?»
argento trillò.
o ai danni di Sally Ratcliffe. Il
povero Storto Dodd, il balbuziente
il corso di terapia della dizione con Br
ian, comprò una teiera di peltro per
il compleanno di sua madre. Gli cost
idava che ci sarebbero stati i fuochi artificiali
lo rimprove
Fu una giornata intensa e proficua e q
ente il cartello
tendina, Gaunt era stanco e soddisfatto. Gli affari
erano andati a gonfie vele e aveva pe
rsino avuto l'occasione di prendere
una prima misura per assicurarsi di no
n essere intralciato dallo sceriffo
sbagliarsi sul conto di
stato pronto ad affrontarlo alle pr
Erano le sei e un quarto di venerd
«Non fare quella faccia»,
Lui le m
gnora.»
Lei reagì con un piccolo
«Dici sul serio che va meg
forno e schiacciava i tasti giusti. Non era il caso di essere più specifici,
molto
Alzò le mani. Aveva sempre provato
un doloroso imbarazzo per quelle
delle pillole, oggi?»
«Solo una. Stamane.»
lle prime ore del
lui, ma aveva paura
di fargli sapere troppo.
ramente conto di qu
principale del loro amore... e aveva an
che paura di che cosa sarebbe potuto
«Vorresti togliere le patate dal for
no?» chiese. «Vo
e, commentò fra sé:
nie, forse lei e Todd sa
notato che se li era sfilati tirandoli co
l piatto e aveva notato la piccola smorfia che le
volle intenderlo lui.
Polly compose velocemente il numero di
so al soggiorno.
ata da un pensile e pensò:
conta niente come tiene
sta parte e forse peggio.
che tanto, confortato
com'era da un'opinione assai più indul
diamo il figlio, per esempio. Lo aveva dato alla
e era Annie. Eccezione debitamente
ia quando
palpebre sul suo sguardo un po' troppo
sgranato e un po' troppo diretto? Il
il lobo dell'orecchio con la mano si-
nistra? L'accavallare e disaccavallare
delle gambe, quel
Tutte quelle cose e nessuna di esse
a qualcuno con una piastr
l'attesa. A suo tempo, gli avrebbe rive
avvero? ...Be', il riposo è proba-
bi
lla sua voce stava diventando il
suono del... focolare domestico.
lmente la terapia migliore...
nto in tanto.
«Mio Dio, no! Doman
quel senso di colpa ed estraneità.
raggiungimento della temperatur
«È tutto sotto controllo!» gridò Alan. «Sono un poliziotto, signora!»
No, tanto per dire... Anche
era occupato a prepararle una patata.
«Alan, tesoro! Non c'era bisogno che lo facessi!»
«Siediti», la invitò. «Chiocciamo.»
ò. Gli strinse la schiena con gli a-
mani, notò il vigile osservatore dentro di lui.
o snello gli si schiacciava
», lo redarguì lei dopo qualche attimo. «Adesso
«Sei l'uomo più caro del mondo», gli mormorò Polly.
ezza, poi con maggior energia. Le
«Giù le mani, maschione
occole dopo.»
«È un invito?» Se il
Ma lei rispose: «Uf
d di Boston.
i piatti dagli ossicini rimasti.
«Va a casa di Dorf a Cape Cod», sp
iamato martedì e
lpa mia, Alan?»
«Sai a che cosa alludo. Tu sei un br
avo padre e non sei stup
la scuola?»
il suo compleanno.»
«Visto? È questo il punto, Alan. Per
messa in testa che
Non è così, ma è una
sensazione che mi prende qualche vol-
e le
brprese un piatto e cominciò ad asciugarlo. «... è
brutale.
o lasciato da sua madre e...»
Matrigna Cattiva?»
Polly aggrottò
sì divertente.»
«Io non la trovo affatto divertente. Sai,
troppo presto.
si allentarono, ma non scomparvero
«Hai messo il dito nella pi
aga. Nei film si fa sempre un gran tormentarsi
«Così certe volte mi sento un po' col
amaro divertimento dal tono difensi
vo che aveva sentito vibrare nella pro-
«Si vede che sei umano», co
«Già, deve essere così. Quanto ad Al,
se la vive a modo suo. Ed è un
mi fiero di lui. Sente ancora la
lontano perché giudica male
«Ne sono feli
«Ti capisco. Ma il comportamento
di un ragazzo, anche quando è nor-
di un adulto. Ci dimentichiamo come le
loro ferite guariscono in fretta,
certe volte, e quasi sempre ci diment
sempre una triste sorpresa per i lo-
ro
«Però mi sembra così presto», mo
mbra presto per comi
«Ed è presto», convenne Alan. Parlav
a in un tono che era vicino all'irri-
tazione. «Ha perso la ma
dre e il fratello in uno stupido incidente. La sua
andata in pezzi la mia, e ci siamo ritrovati insieme
re, per vedere cioè se insieme è possibile reincol-
cocci. Ce la siamo cavata
, mi pare, ma sarei uno
stupido se non mi rendessi conto che le
qui, Polly, alla Rocca. La sua no, non
più. Ho pensato che forse lo sarebbe
li ho visto negli occhi quando gli ho
tornare qui perché ci sono troppi
come ora non ho intenzio-
«Hai nostalgia di lui, vero?»
«Sì», ammise semplicemente Alan. «O
gni giorno.» Fu sconcertato nel
sentirsi improvvisamente sull'orlo del
pianto. Si girò ad aprire un'antina a
caso, cercando di dominarsi. Il miglio
r stratagemma sarebbe stato di cam-
«Dice che questa sera sta meglio, ma
do viene svegliata dal telefono.»
ordine nella vecchia roba di sua
eduta
ntesimi. «Te
. Alan, credi che sia sciocco da parte
no, ferma con il palmo all'in
«Se è un virus intestinale, probabilmen
te l'hai beccata mentre era s
il tappo. «Abbiamo lavato tutto, tesoro.»
«Grazie, Alan.» Lo ricompensò
tieni sempre qualcuna di scor
endo in successione le nocche della
al circo?» le domandò.
Polly sorrise. «No, resta qui con me
i a preoccuparmi io per te.»
spressione di sgomento sul suo viso e
quasi asciutto. Reagì con te
Il dolore che l'aveva to
rmentata per tutta la se
ra e l'annesso timore che
Alan ne intuisse la grav
ità furono improvvisament
e travolti da un'onda di
di pudore, non è vero? L'emozione che
provava era molto più s
isa e senza sfumature come un colore
si trasformò in fa-
o l'uni-
corpo.
asse su una favolosa altalena con i
«Ti muovi come un gatto», commentò mentre lui si rialzava. La sua vo-
tensione dei musco
osso come te a muoversi così velocemente?»
«Non so», rispose lui e la guardò
«Mi sento venire», disse lei.
allora. Così, di slancio, al di là del bene e del
male. «Vediamo se è vero», mormorò e
ride con delicata decisione
ambracci; le sue mani
parte irrigidita del suo
«Alan...»
come se non
avesse fra le mani più che un batuffolo
di piume. Lei si abbandonò all'in-
e lei riprese a dondolare, inv
L'orgasmo la colpì come
e ruga bianca della gola.
Finalmen
«Oh, mio Dio», sospirò lei, comincia
Alan. Questi jeans non
li laverò mai più.»
Divertito da quel commento
, Alan scoppiò in una s
onora risata. Si lasciò
andare su una seggiola con le gambe st
ese in avanti e rise a crepapelle, te-
nendosi la pancia. Polly gli
si avvicinò e lui l'afferr
alzò prendendola fra le braccia.
«Portami di sopra», disse. «E se non
«Credo di farcela alm
ani, bella signora?»
«Quali mani?» chiese lei svagata e chiuse gli occhi. Si
concentrò sulla
a e poi sotto la doccia per chissà
pagata per riuscire a far altro che rannicchiarsi.
Aveva avuto in mente di
fare l'amore con lui quella sera, ma più per al-
ni che per un reale desi
derio da parte sua. Cer-
e fantastico, Alan.»
i volta che lo incontravano.
Era inquietante... ma era anche me-
cersi che Alan non tralasciasse mai
o qualcos'altr
r dormire.
«Sei un amator
«Anche tu.»
«Siamo pari», mormorò le
viglioso.
pirsi. Avrebbe dovuto chiedergli se
«Nessun'altra spar
Alan sorrise. «Calma su
con mulinello
dal tuo amico Gaunt e non fa che parlare di andare a pescare questo fine
i tre anni è decisamente maturato sul piano pro-
fessionale e ora è un ottimo tutore dell'
ordine per una cittadina di provincia
come la nostra. E ha il
noi. Non è colpa sua se
sembra il fratellastro
di Don Knotts.»
, sul suo viso apparve una
piccola espressione furb
esca di soddisfazione.

7
questa? Il
le
voce de
l dovere, la voce
del cordoglio. Ed
er
Le
de
,
Scivolava. Scivolava in una dolce teneb
Per Alan il sonno fu un
La vocina interiore si faceva sentir
e di nuovo, ma il suo tono non era più
a lamentosa, dubbiosa, quasi smar-
onna sbagliata? Non ci capisco più niente.

del rimorso.
di mal di testa. Non erano gravi, alm
eno a sentire lei; era restia a parlarne
di Anacin 3 ab-
si era bloccato. Sul finire della settimana precedente aveva preso due aspi-
era ancora quasi pieno. Ora era quasi
vuoto. Si era sciacquato la crema da
barba dalla faccia e si era recato al
dove Annie lavorava
aveva aperto il negozio. Aveva portato sua mo-
glie a bere un caffè... e rispondere a
ll'aspirina. Ricordava di esse
solo un po',
compresse di aspi-
spiegato, e aveva urta
to il flacone passando
iorni il suo spirito di osservazione
e un appuntamento con Ray Van Allen
dico di famiglia.
e le aveva pre-
di suo figlio,
abitanti, per quanto fini d'orecchio o
energici e alacri di lingua. A Castle
Rock si sapeva di Frank Dodd, l'agente
San Bernardo che era stato colpito dalla rabbia sulla Municipale N. 3, e
ad Beaumont, romanziere e Celebrità
a definizione. Alan Pangborn invece
sapeva tutte queste cose e i suoi sonni ne erano ancora turbati di tanto in
rò non finiva mai di passare. Grazie
e gli faceva Thad
progressiva erosione del suo equilibrio mentale.
otesse essere arso vivo
Era distratto anche quel giorno di ma
rzo, quando Annie e Todd erano sa-
la cintura di sicurezza.
C'era stata un'autopsia. L'autopsia a
veva rivelato il tumore cerebrale.
vera origine dei suoi mal di testa.
provvisamente il corpo come una fort
minciato
a piangere e di lì a non molto si
otto di provincia, padre di un adole-
insieme alla ricostruzione e
ci
Uno e
L'altro era che Annie non si era allacci
rrazionalità e in certi casi
affetta da tumore cerebrale si toglieva
so lo faceva d'impulso, dopo una rifl
il suicida decidesse di
rtare qualcuno con sé
impossibil

Saggio consiglio, ma difficile da me
tt
pirina. Per quella cintura di sicurezza.
Era soprattutto la cintura ad angus
senza
allacciarsi la cintura, nemmeno se doveva scendere in fondo all'isolato e
ebbe voluto ch
curi. Lascia perdere.

Eppure ancora adess
a proposta le creava im-
aveva cominciato a parlare del suo in-
volta per sempre.
iato.
A quel punto gli si riproponeva sempre un'immagine, una scena da incu-
bo che l'aveva infine spinto a cercare consolazione tra le braccia di Polly
Chalmers, perché Polly era la donna con cui Annie ave
ente stata accanto molto più di lui.
L'immagine era quella di
cintura di sicurezza,
calcava il piede sul pedale
Le staccava dal volante per poter slacciare la cintura a Todd.
provvisamente sterzava a destra, verso g
ie:
era andato da Polly
Seduto in cucina (
teriore) con una
tazza di tè per lei e un caffè per sé
«Ho bisogno di sapere, se
mi è possibile, se av
eva momenti di depres-
parole giuste. Era come se il
canale di comunicazione tra la sua
mente infelice e confusa e la su
per ostruirsi una
va ripreso a parlare.
«Ho bisogno di sapere se aveva ten
rché, vedi. non è
morta solo Annie. Con lei è morto Todd
non ho aiutato... notato, voglio dire,
notato...
ecco allora
sono responsabile
di
del flacone di aspirine.
anch'io. Tu no?»
osa... una cara amica.»
Ray
una cosa che devo sapere.»
sudore.
veva fissato gli occhi celesti in quelli
di lui. «Se avessi visto segni di quel
«No. Non ho fatto che pe
nsarci e ripensarci. Non intendo minimizzare il
lo a essersi fatto il suo bravo esame di
coscienza dopo l'inci
lte ho parlato da sola
«È sempre stata più o meno com'era q
evole, premur
ancora per il polso; la
Ritieni che
vevamo il caffè alle dieci, insiem
se di nuovo quella di
«Ho qualcosa da ch
«Ray era il suo medico e se qualcosa c'era lui non l'ha visto. Io ero sua
amica, e se qualcosa c'era, non l'ho vist
o. Tu eri suo marito, e se c'era qual-
hai visto. E tu pen
to fino in fondo, ma non è così.»
le era vicino»
e probabilmente
«A chi vuoi...»
in una lingua straniera.
lui,
a voce era risuonata acuta e insicu-
ciare a muoversi dentro, qualcosa di gr
. Ora, sdraiato
? Cercava di ribellarsi?»
«No, assolutamente no
, ma era sua ma...»
ercat
sso, perché le sue radici erano conficcate in profondità e a
tempo a casa?»
rav
ità avrebbe smesso di sostenerla e a-
ggerito lei o era stato
lui? Te lo ricordi?»
a esaminare i mandati.
Devo fare una scappata al m

Penso di sì. Chiedi a
«Ne sei sicuro?»
chiesto.
Non glielo ha
ordinato.
i, quella cosa fondamentale, si muoveva ancora.
Stava per cadere, aveva pensato, e q
vero sconqua
«Todd aveva paura di lei?»
esame. Né era sicuro di volervisi sottra
rre. C'era qualcosa, lo sentiva, qual-
«Todd paura di Annie? Oh, no!
ittore, quella vicenda pazzesca...»
«Mi stai dicendo che eri così preso
da non accorgerti nemmeno di Annie
non trascorrevi molto
«No... sì... voglio dire, ma
che ero a casa, però...»
gato, mitragliato da quella rapida se
a stato come se
sarlo come un sacco in una palestra di
le, qualunque cosa fosse, era ancora in movimento,
il ciglio dopo il quale la forza di g
ebbe cominciato a risucchiarla.
della ma
«È mai venuto da te e
icolo! Io non...»
ni?»
enava con lui, lo aiutava con i com-
cato un dolore terribile, eppure Polly
o so. Qu
esta è l'unica verità,
di uccide
«Polly, ma è rid
No!
»
«Ha mai affe
era strana
«Ma che cosa c'entra...»
«Le era rimasto un figlio solo a casa.
Quando tu eri fuori, al lavoro, in
quella casa c'erano solo loro due. Le
levisione con lui...»
«Gli leggeva i libri...» aveva aggiunto
Alan e la sua v
veva riconosciuta lui stesso.
«Annie era probabilmente la prima
persona che Todd vedeva ogni mat-
tina e l'ultima persona che
vedeva la sera», avev
a continuato Polly. E gli
teneva il polso. E lo guardav
a diritto negli occhi. «S
e c'era qualcuno nelle
condizioni di accorgersi di un presagio
, era la
quella persona non ha mai dato l'allarme.
dentro era precipitata. I suoi linea-
arrivare: era stato come se una ma-
a di calore gli aveva invaso la gola
finalmente si era scomposta in prismi di
luce. Il suo torace si era gonfiato,
rovesciata con l'impressionante velocità
di cui era capace e aveva ghermito
quella di lei... dov
n aveva fiatato.
con calma Polly. «L
ti la loro mancanza.»
E lui aveva cominciato a piangere. Al
aveva pianto tutte le notti per due
n grembo. Lo
alcun desiderio di farlo.
A un certo punto aveva sentito Polly ch
mani fresche, le sue buone mani defo
Il braccio di Polly gli stava scivolan
avesse volutamente istigato a sfogare
dere di sì, perché sapeva o intuiva ch
dolore molto più di quanto gli foss
rato piuttosto la fine di qualcosa. Da quel giorno fino
cordato spesso l'espressione dei suoi
ato alla dolce ma inarre
rato o sorvolato.
rimosso il blocco che si era creato fra
travolto come un fiu-
lei per aver nascosto un male che si sarebbe
potuto curare e guarire... e per aver port
ile scorso.
«Hai smesso di pensare al suicidio
e hai cominciato a pens
ebbe
e mai la cintura di Todd
era allacciata. Ma ancora non è que-
«Sì», aveva ribadito lei. «Non ti so
rrogatorio questa
volta, Alan. E troppo tempo che non es
co a cena con un uomo e sono trop-
Non è vero?»
«Immagino di sì.»
«Io non lo immagino, lo
incidente, Alan. Tu
attacco acuto del suo male mentre
Ci aveva pensato. Un cervo, un uc
icolo proveniente
«Sì, ma la cintura...»
«Qual è, allora?»
, giusto
Fra di loro, sul tavolo, c'era una candel
dei suoi occhi era di un azzurro più sc
uro e in entrambi aveva visto guizza-
dente. Qui non ci sono colpevoli, Alan
, perché manca... come lo chiamate
vecchia per aver avuto qualche triste
controllo. E mi impedirò di allentare
emplava seria dall'altra
rancione della candela che le si arra
a prolungata nota di trombone lungo le gronde.
n parlare fuori dei denti.»
Allora lei aveva sorriso
e tutto il volto le
bi l'opportunità di una
a necessaria la cautela.
era necessaria la cautela. Era ab-
si di lei nel le
tornare a parlare di matrimonio.
o, tu. Probabilmente...
Ma il cor
lontananza si riduceva a un punticino.
C'era tutto, tutto quello
», sussurrò una voce.
«Questo negozio noi lo chiamiamo
ente, simile a un pitone con la testa di crotalo,
computer dell'Apple,
per un braccio e lo trattenne.
quello che vuoi... e paga.»
Ma ogni articolo che esaminava si
poste del Maine e fotocopie delle
itto lui in risposta.
Il cappio cominci
lenziose dell'alba fino al Municipio.
massiccio che aveva acquistato il giorno prima a
Cose Preziose
era al sicu-
die.
Shirley tuttavia non aveva battuto a
ordanza nel rimborso trimestrale a conguaglio
1987, sono sorte gravi perplessità ri-
.. e ci sembra che la sua richiesta di un rinvio sia al momento
ontrollo.
Era saggio tenere certe cose per sé.
Una frase gli balzò agli occhi, mentre
La mise subito da parte.
Un'altra: «... e nell'esaminare un campione delle domande d'integrazione
E ancora: «.
ematura...»
Le frasi gli sfrecciavano sfocate davanti agli occhi in una trottola da c
giro, dandogli l'impressione di trovar
si su una giostra fuori c
ziamenti per vivai botanici...»
«... non risulta presso i nostri uffi
ci che il Municipio abbia inoltrato...»
«... le ri
sere...»
«... le note personali per pagamenti di
cassa non sono sufficienti per...»
vata il giorno prima, quella
che lo aveva spinto
e, lo investì come uno squillo di
e l'introduzione, gelida e formale, suonò come una

Nient'altro. Niente più «Caro Dan»
stri
i registri del Municipio.
gistri delle entrare eraria
onsorizzato dallo stato.

«
Loro
»,

mostrò i denti. «
Looooooro!
»
i pulsava regolare al
templare la
quel lurido bastardo, e
i si chiusero adagio. «Non so
pporterò per sempre
stato tranquillo finché
nosse soffiato)...
L'avevano preso di mira. I Persecutori. Si domandò per la millesima vol-
ta chi Li avesse messi sulle sue tracce
. Se avesse trovato
rme e lo avrebbe
pelle e ossa, Ridgewick. possibile
che fosse stato lui? Non gli sembrava
servizio, giusto pe
E Pangborn? Lui era cert
Ma no
«Il Ranger Solitario e il suo fedele
compagno pellerossa, Tonto», disse
Le unghie fresche di manicure gli p
n glielo ave
tutti.

Mandò un sospiro prolungato e dolen
te, facendo apparire un fiore di
da era: che cosa fare?
Fra ora e il 17 del mese, che cosa a-
una struttura decisame
nte solida, almeno fino a non molto
empita di sfumature di grigio sempre
fatto
?
Durante i quattro anni di liceo, era stato Buster praticamente per tutti.
Aveva seguito i corsi di scienze co
uster non avrebbe mai più voluto sentir parlare.
La vita era stata rosea pe
r lui fino al giorno dell
a sua gita con Steve Fra-
come Dan al college, né
aveva mai scommesso niente su niente
fino a quella prima gita alle corse
di Lewiston con Steve Frazier. Non aveva
mai puntato su nient'altro, né ne
izioso e Frazier, grasso fanf
All'epoca era terzo consigliere. Stev
e Frazier, nella tomba ormai da al-
meno cinque anni, era il
primo consigliere di Cast
La conferenza durava due giorni.
Nella sera interm
proposto un giro di giostra nella grande città. Butch e Harry avevano de-
Holly.
JOLLY ALLO HOLLY! c'era scritto sulla porta e Frazier ne aveva fatto
fossero dimenticati di
Erano arrivati in tempo per la quinta
corsa e Frazier aveva sopraffatto le
sue proteste, spingendolo ai botteg
hini
spinto
che si è allontanato dal gregge.
«Steve, io non ci capisco niente di questa roba...»
lla nostra, Buster, me lo sento.»
lla scommessa, e la lingua di Frazier sempre in
ri in fila davanti a lu
i, quando arrivavano allo sportello dei due dollari.
lto in un posto solo.
ico. Qui non siamo alla biblioteca pubblica.»
sa fosse un «piazzato»,
«Mille volte m
«Sì, le corse hanno il loro fascino»
, aveva risposto Frazier. «Non sosti-
tuiranno mai le World Series,
o.»
ccaloni anch
e quando il totalizzatore
sostiene il contrario,
m
allo stecca
to. Erano sbucati dalla res-
sa
ati nella curva, i co-
lo
m-
m
tri; l'indo
mani sarebbe stato così
ro
umero quattr
«Piazzato?»
«Ehm... vincente.»
a imparerai.»
Drrrrrriinnnn!
assordante
è il tuo, Buster, è il tuo!
E può farcela!
»
Quando i cavalli si erano affacciati su
Absolutely!
urlava. «
Vai Absolutely, va
i bastarda, CORRI!
st
È così che devi dire, Buster.»
verso l'aria.
o ottavo...»
to e la testa protesa in avanti, sollevando e riab-
Quando erano apparsi i numeri sul
ne. Aveva fischiato sommessamente.
aveva chiesto ansioso K
«Hai fatto di più, Buster. «Absolutely andava trenta a uno.»
porta. Si girò a guardare lo specchio
Gli schiacciò il naso contro, ignorando
l'immagine che gli restituiva del-
la sua pelle pallida deg
are Loro.
Non vide niente.
ll'e meglio la macchia che aveva la-
ne. D'ora in poi avrebbe
ell'atrio e
uralmente St
«E lo farò», disse al pianerottolo deserto. «Lo farò. Statene certi.»
Eddie Warburton stava passando lo st
raccio sul pavimento d
La sua mente tornò a quella prima not
trenta dollari e dopo la nona corsa aveva dichia-
chiamava sempre così.
uciava. Era così ardente che...
le non era
fu
eva avuto
te
... che era pericoloso.
vero
ai seri.
o gli sportelli dei
di quanto si potesse
ndo le zolle cominciavano a disfarsi
Si potevano consumare tutte le proprie
rallentando la
caduta... ma così si poteva al mas-
un hobby con cui distrarsi nella sua
mo protrarre l'agonia.
le dimensioni di un chewing-gum.
nto.
teneva i conti di casa.
era un pubblico amministratore.
La sua fortuna però non era cambiata.
preso dichiaratamente il
solo scherzato, ma ora si facevano sotto
per il
e assi nella manica.
mmeno lui che assi fos
Cose
a scatola dai colori sgargianti, con
ovò lo stesso il pomolo. Ruot
«Non è proprio un
u questo sbaglia.»
sommesso, «e parlo di molti anni fa
.» Ma a Keeton sembrava fresco come
una rosa, salvo gli occhi: erano così inie
e il rosso fosse il loro colore naturale.
«È stata la scatola ad attirarmi»,
di Lewiston. Io ci vado di tanto in tanto.»
ù attento: non era il caso
di diventare m
«Avessi saputo starci lontano», disse.
«Lo stesso vale anche per me, purtro
ppo», annuì Gaunt. I suoi occhi ar-
Tolse il coperchio dalla scatola e ne es
trasse una pista di latta su una ta-
lo piolo
di latta che sporgeva da una
fessura ed era saldato al ventre dell'a-
«Ancora non ha visto niente, come si
vecentotrentacinque al massimo, signor
«Esatto. Bene! Ai tempi della Depre
ssione c'erano molti esperti di corse
di cavalli second
cui ci aveva pro
Inserì la chiave in una toppa sul la
vallucci e la girò. Si udì un debole sfer
ragliare, clic e clac e cloc, rumori di
«Molto bene, io prend
favore a
scommesse non
a più
«Niente soldi», dichiarò Gaunt. «L'ep
i. A sua scelta. Se vince il mio, sarà lei a fare un favore a m
cino alla pista di latta. Si teneva
le mani serrate fra le cosce grasse.
ingendo la leva.
Gli ingranaggi dentro la
base cominciarono a
donarono la linea di partenza, percorre
Il numero due
sua volta a dare segni di vivacità.
a la montatura.
impazzata nelle loro fessure.
«
Vai stupido bastardo!
»

»
Ora i cinque lottavano pe
r prendere la testa...
e staccavano definitiva-
me non gli succedeva più da molto, molto tempo.
ò con cui lo tenevano in pugno.
ri scommetti-
li altri per la prossima gara.
ressanti in passato, vero?»
«Più che vero», concordò
«Oh, lasci perdere, era solo pro forma.»
di gioco. Mi dia solo
Loro
Loro!
Gio-
Loro
cosa poi?
agli occhi terribili titoli di giornale.
«Le piacerebbe sapere come usavano
questo giocattolo i
se
ri degli anni Trenta?» do
Gaunt. Di nuotare su una s
chiuma rossa. La sensazione era strana ma sicu-
«Sembra di sì», rispose Gaunt. «Pr
«Lei è u
«E più di uno. Ne ho bisogno di
usta.»
Gaunt la fece sparire come in
Gaunt si sporse verso di lui. Gu
io mio, se lo so.»
nello stesso tono som-
prima. «Assolutamente
aver bisogno del suo aiuto.»
à tutto l'aiuto di cui ha bisogno!»
e proteste morirono sul nascere.
«... e non ha nessuna prova che io
ede a tutto quello che le
felina. «Ha una giornata impegnati-
dia pensiero.»
amo fatto stamattina e parleremo di Loro.»
«Molte cose possono cambiare in ci
«John!» esclamò Alan quando John La
Pointe ent
fo dalla porta sul vicolo. «Che piacere vederti!»
in ufficio circa un'ora prima. Fino a
ll'arrivo di John, l'unica altra persona
e Warburton, che tr
afficava nell'angolo
al
lle in pentola?» doma
ndò John, sedendosi sullo spigolo
de
«Che cosa bo
lla scrivania.
da qui.» Alan si sbot-
i prego di notare che la mia ma
«Noterò», promise John. Si tolse di t
mostrargli
fuori un'o
«Se quello è il foulard di
felice di trovarlo tutto
che sbalordito.
cadabra!» Tirò il foulard di Sheila
ria, dove si gonfiò e ricadde pi-
gramente a coprire la macchina per sc
John e sospirò. «Scarso, vero?»
«Tu che ne pensi, Eddie?
Eddie non alzò praticamente gli occhi
«Fate schifo, tutti e due», concluse
Alan. «M
one, John. Ti giuro che
ci resterai di sasso.»
nte sulla River Road?»
corridoio. Mi pare di averli visti die-
tro
sia
potabile è responsabilità
de
ui
stiamo parlando di Timmy Gagnon,
Jo
r al nuovo
Riverside B-B-Q
D
a popolazione di cani e gatti randa
gi di Castle Rock
cominci a ridur-
si
ina e io li spedirò
alla Sanità di Augusta
pr
e sento in città, non è
l'unica ad averlo preso bene. Tu l'hai
co
di volte davanti al
negozio. Strano miscug
lio, quello che ha in ve-
tri
«Norris ha controllato i cessi del campeggio per tutto
luglio e agosto», lo
alla scatola di
«Va bene», si arrese John. «Ci vado. Ma a rischio di darti l'impressione
«Ne deduco che non compre
rei un hamburge
morendo di fame.»
«Esatto!» esclamò Alan. Si alzò e sf
errò una pacca a John. «Non mi di-
el piccolo figlio di puttana prima
«Nossignore, questo è Timmy Gagnon tr
adotto in fatti appurabili. Procu-
rati i campioni d'acqua questa
matt
Alan si riabbottonò il polsino. «Ora come ora vado a
Cose Preziose
land Gaunt. Ha fatto colpo su Polly
«Non ancora», disse John. Si avviaro
no alla porta. «Però sono passato
Si lasciarono alle spa
lle Eddie, che ora stava
lucidando il grande conte-
«Va bene... sì, sì, ho capito.»
In piedi vicino al registratore di cass
a, Leland Gaunt teneva all'orecchio
bbra un sorriso sottile come il primo
sp
«Grazie, Eddie. Grazie mille.»
Andò alla tenda che celava il retrobott
ngano rammentati.
A risentirci.»
Schiacciò il tasto che interrompeva
sse davanti a lui a braccia cons
erte, lo sceriffo non lo vide.
Il signor Gaunt trovò il volto di Pa
ricolose.
prima rilassata si serrò in una fessura sottile.
Gaunt trasalì in un impensabile moto di paura.
fosse ovviamente impossibile. Lo scer
à una fortuna, e io sono
ropria immagine riflessa. Al-
ta; a una ventosa trasparente era ap-
biglietto da visita e sul retro vergò
i miei numeri di casa e
epa da parte a parte.
è vario. Quel servizio avrà proba-
rmene conto.
Si portò le mani ai lati del viso pe
dietro alla merce
Poi ebbe l'impressione di scorgere
qualcuno, un qualcuno
ra rise, imbarazzato per l'errore commesso.
Andò alla porta. La tendina er
Alan estrasse il por
Egregio signor Gaunt,
Spiacente di non averla
trovata. Spero che si trovi bene a Castle Rock!
Si chinò, fece scivolare il biglietto so
che Lester Pratt. Lester stava appen
dendo a un palo del telefono uno di
quei dannati manifesti e non guardava
ente di male. Lunedì
più traccia del biglietto da visita,
nt sommessa
mente. Poi rovesc
Il signor Gaunt lo guardò finché
«Ti è successo qualcosa, sceriffo»,
reso ancor più pericoloso di quanto do
Contemplava la strada da
utore di se stesso.
«Mi risulta che tu sia una specie di pr
. Sono sicuro che ti sbalordirò.»
«Abracadabra», disse Gau
Per la terza volta quel giorno Myrtle
, aveva risposto in un brontolio che lo
hiuso là dentro. Da qualche tempo si comporta-
llo studio. Non era più sicura nemmeno di
sciasse stare perché era occupato.
Sollevò la mano per bussare di nuovo.
.. ma si arrestò. Inclinò legger-
«Vattene!» La sua
«Sì, dannazione! Vai via! Fra poco esco!»
n'impastatrice. La spaventava un po'.
in maniera così
re! Prendi cosa ti pare!
Solo lasciami in pace!
»
Myrtle restò alla porta ancora
un momento, preoccupata, indecisa se
bussare di nuovo, ma poi
Calzò le scarpe e il cappotto autunnal
faceva freddo) e
uscì. Scese in macchina al
cioccolata lo ri
sollevava sempre a
curamente tamponata.
Aveva visto la più
aturalmente.
o si im
te arrivava, era sempre
Polly Chalmers trascorse quel saba
to pomeriggio in un modo per lei
qua e là sugli anni che ho passato l
raccontarti la verità.
Dolore e menzogne; men
zogne e dolore. I due
argomenti s
ava che da qualche temp
Come stai oggi, Polly?
sue mani la stessero straziando in
quel preciso istante, d'altra parte quasi desiderava che
le facessero male,
Poco dopo mezzogiorno av
un caldo formicolio,
quasi una vibrazione. Avev
a dato origine ad anelli
di calore intorno alle
nocche e alla base
del pollice. Lo sentiva in ag
guato in fondo alle unghie,
sofferto dello stesso tipo di artrite,
era solita chiamare
mi come se ci passas-
un pallone da football. Quello sulla de
passaggio alto. La palla gl
i rimbalzò sulle dita e
stra mentre anda-
per ricambiarlo... e sentì il dolore arde
improvviso di un letto di braci in un
colpo di vento. Si placò subito e rima-
se solo quello strano formicolio. La
sensazione era la st
violenta tempesta elettrica.
Il dolore sarebbe sbocciat
o a tempo debito, non poteva farci niente. Le
bugie che aveva raccontato ad Alan su
Kelton, invece... quella era un'altra
storia. E non era, la sua, una verità co
offerto a lei senza riserve.
stato la vita ad Annie e Todd era st
ato contraddittorio e autolesionistico,
avvolto da uno spiacevole (e preoccupante) involucro di emozioni negati-
rza di confessarle tutto. Lo aveva fat-
di Annie che lui non
sapeva... ma lo aveva fatto anche perché la sincerit
à e l'onestà erano parte
avesse scoperto che la sincerità per
lei non era una costante, che no
ato colpito da un gelo precoce.
L'agitazione le fece cercare una posi
zione diversa sulla sedia a dondolo.
Devo dirglielo, prima o poi
contro lo schienale e chiuse gli occhi.
ti i diciotto anni... data alla quale
scita del bambi
, schioccandole uno schiaffo pesante
y era scappata. Era successo
molto, molto tempo prima, nel lu-
to che sposasse
ciò che l'orgoglio non le aveva con-
il suo migliore
ruolarsi nella Marina appena com
A quel punto aveva cercato di scappare
fuori casa, ma era stata trattenuta
da sua madre. Se non lo avesse sposato, aveva spiegato Lorraine Chalmers,
quand'era adolescente
, sarebbero stati
iglia che lo adottasse.
di...»
rraine Chalmers aveva sempre cela-
Così Poll
una struttura assistenziale gratuita
go. Aveva avuto tutte le intenzione di farlo adottare, ma qualcosa l'aveva
spinta a cambiare idea, forse solo la
con sé in
considerarsi una ragazza pratica, con la
testa sulle spalle, e niente di quello
che si era fatta di se stessa. Prima la
va e che non riusciva
Almeno non aveva tenuto il bambino pe
r ripicca o per un falso senso di
a molto più sempli-
Si era trasferita. Anzi si
erano
nuale all'altro era arrivata a San Francisco, la
oby Grape e gli Ascensori
quella città era un «love-in», un'adunata
Probabilmente ora era diverso, ma ne
l 1971 tirare a campare a San Franci-
lora rivolta al servizio assistenzial
cchi vestiti
tteschi, immagini di un incubo.
ttanza a raccontare ad A-
lan di quegli anni? Il suo
n era stata lei la sola ad
aver sofferto le ango-
e della crudele ipocrisia dei tempi,
quando si proclamava il trionfo dell'a-
azione aveva cominciato lentamente a
agli aiuti statali e le era giunta comuni
o più decente, quando c'
era stato l'incendio.
La telefonata le era arrivata al ri
storantino dove lavorava e nei suoi sogni
rivedeva Norville, il cuoco ch
e in quei giorni cercava
in tutte le maniere di
tuffarlesi nelle mutande, che si girava
verso di lei e le tendeva il ricevitore
irriconoscibili.
semplicemente ai genitori che si trov
ava a San Francisco, che aveva avuto
un maschio e che il bambino non era pi
aveva cominciato a intuire che se non av
esse riallacciato almeno alcuni dei
come muore un albero vigoroso dall
ami verso il midollo
Rock... di tornare a casa. Aveva inclus
o un vaglia postale di settecento dol-
lari. Faceva molto caldo nell'appartament
o in cui era andata ad abitare do-
po la morte di Kelton e, mentre prep
erano volute quasi quattro ore per scriverla nella maniera giusta.
Voglio tornare, o almeno provarci,
r un po', prima di parlarci di persona.
asi sei mesi, fino a un giorno del
gennaio 1973, quando il signore e la signora Chalmers si erano presentati
va così abilmente aggi
Questo
la ragione non poté in alcun modo influen-
decisione finale, come una versione più intima del periodo di prova in
nfronti.
così facilmente per
controllo. Sua madre manifestava am
rore antico.
ambi epistolari erano ricominciati,
seppure esitanti. Era stata la madre di
Polly a scrivere per prima, scusando-
si per la disastrosa serata. Le suppliche perché tornasse a casa non c'erano
più. Polly ne era rimasta sorpresa...
e una parte di lei che quasi non cono-
sceva nemmeno aveva cominciato a fremer
che sua madre la stesse infine ripudia
ndo. Date le circostanze, il suo timore
re emozioni così elementari.
sioni più opportune,
bella e così adulta. E non devi far-
gliene colpa eccessiva per come si
che quando finalmente si
deciderà a fa
i funerali del padre, sua madre
aveva subito un grave attacco cardia-
Vogliono parlare con te.
plare una bara posa

Polly aveva risposto nello
stesso tono conciliante.
Le era stato più facile
mpre la stessa frase:
Newton Chalmers era in una camera
privata, in uno stato di seminco-
Norville si girava verso di lei in quei sogni,

Sua madre aveva lasciato
mba di suo padre.
La salma del padre era rimasta per tutto
ro, in attesa che la terra si ammorbidis
alla tomba del padre.
vita si era fermata vicino al carro funebre del-
uno stecchino di donna con add
uomo e ai piedi un paio di galosce
lla sedia che avrebbe certo meritato
vie doveva avere ottantotto anni: otta
camino! Né era sembrata a Polly molt
o diversa di come la ricordava dai
in attesa della caramella che la zia pescava dalla
scorta apparentemente in
esauribile che teneva ne
«Dunque, con questo abbiamo chiuso»,
aveva esordito con quella sua
voce arro
adre.»
A quel punto Polly era scoppiata in
lacrime, un fiume di lacrime strazia-
te. Aveva creduto che zia Evvie volesse
cercare di consolarla e già le si ac-
consolata.
bastone pianta
to tra le galosce rosse,
«Il tuo marmocchio,
utti, Polly
sei venuta a trovarmi quan
Conclusa quest'altra fase, zia Evvie
tanta pena, è morto, vero?»
E per quanto gelosamente avesse cust
era ritrovata ad annuire suo
«Un nome passabile», aveva commenta
to zia Evvie. Aveva tirato fumo
«C'è stato un incendio», aveva spiega
to Polly, alzando finalmente gli oc-
chi verso i suoi. Aveva un
vevo preso come baby sitter.»
«Già
Polly aveva fatto cenno di sì, tentando
un sorriso. Il suo vero nome era
Patricia, ma era sem
e per zia Evvie.
iù di così non so.»
questo sei
«Allora vuol dire di no. Finché non te lo sarai messo in testa, non
o cosa farai. Non avrai nessun
tua
possibilità. La tua possibilità di vi
vere la tua vita. Ora come ora
lo fa il
tuo marmocchio, quello che è morto
e cosa sono, Trisha?
disteso il braccio in direzione della ba
tomba ancora imprevedibilmente fresca
«Io sento...»
tua madre e mio nipote. Non
entre eri Via. Mi capisci?»
rse, ma qualcosa sì.
, Polly, non adesso quantomeno, non
e posto nuovo, a Salt Lake, Honolulu,
é prima o poi tornerai qui. Lo so.
che hai sulla faccia, nel modo di cammi
nare, nel modo di parlare, persino
nel modo che hai di aggrottare le so
pracciglia quando guardi in faccia una
stle Rock è stata costruita per te e
ntasma, allora forse è me
glio che non torni più.»
antato fra i piedi.
«Ci proverò, zia Evvie.»
eri una brava bambina, ma non sei
hanno altro in cui sperare, poveri diav
oli. Mi fa piacere che tu sia ancora
bella e brava ed è questa la cosa import
Dopodiché, in quel modo titubant
e che hanno un vecch
io e un giovane
tuto trattenere le lacrime.
Quando si era ritratta, zia Evvie si
bina con le trecce
chiesto allegramente.
e ad Alan la verità su
usa alla marinara.
rse di essersi quasi as-
lorosa le risalì il braccio per qualche
Lascia perdere quello che non puoi cambiare, Polly. C'è almeno una co-
cambiare,
cambiare. Devi raccontar
elton. Devi scacciare quel
fantasma dal tuo cuore.
probabilmente, ma tu impressionata
Forse... ma Kelton era stato
suo,
suo.
te, era stato suo. E anche
era appartenuta a se stessa, non a sua madre,
non a suo padre, nemmeno a Duke Sheehan.
Era appartenuta a sé soltan-
gazza spaventata con un eritema sempre
nestra affacciata
quella ragazza era appartenuta solo a
e le sirene s'intrecci
Bene, Alan», disse. «Sto bene.»
si ora di correre all'ippodromo.
suo
odo di pensare a mo
ronda e chiamava per sentire come stav
Sollevò con cautela il ricevitore, usando
entrambe le mani, pronta a dirgli
pericolosa. Polly la z
ittì con brutale fermezza.
«Pronto?» disse spigliata. «Oh, ciao
«Dai», bisbigliò Da
dai!
»
Lewiston, quella stessa sera.
C'era da fare un pacco di soldi.
1.a corsa BAZOOKA JOA
4.a corsa I'M AMAZED
5.a corsa BY GEORGE
Erano solo le cinque del pomeriggio
sugli altri partecipanti.
labar! Trenta a uno! Trenta a uno
come
m

! Malabar, perdio!»
Alle dieci meno un quarto di dom
o in fondo.
«Sì, sono decisa», gli disse.
Polly e adesso vado a portargliele.
Il paralume è chiuso a chiave nella credenza e
conto. Da due giorni era
bloccata ed era arrivata alla conclusi
one che più avesse rimandato, più dif-
rimasta seduta in soggiorno con le
ù arduo le sarebbe diventato riso
l'antico, tenebroso terrore ch
e le s'insinuava nei pensieri.
Si era svegliata di buon'ora (alle cinq
ue) e aveva preparato un bel piatto
aveva avuto il coraggio di uscire a fare
la spesa, ma le lasagne erano risul-
La prese e attraversò risoluta il soggiorno. «Fai il bravo, Raider. Tornerò
fra un'ora. Se Polly mi offre il caffè,
nzuola di quella polacca fuori di testa
e se mi molesta, le do il fatto suo.»
fra le dita e si graffiò l'avambraccio,
ci di padre Brigham.
Mentre si chinava per raccogliere la teglia pensò:
per la strada, prima ancora di essere arrivata all'angolo, comincerai a
ancora non ci crederai, guardati il
braccio e ricordati di essertelo graffiato con la chiave di casa...
usato quella stessa chiave per chiudere
ai che andrà tutto bene quando sarai assalita dai dubbi.
era stata una bellissima idea. Il
segno rosso era qualcosa di
Così proseguì con passo sicur
nte e silenziosamente pe
Il campanello della porta ripescò Polly
da una sorta di pantano psichico
a forma di stordimento assediato dai
entarsi ed era tornata a letto.
Si sentiva le mani come rozze figure
era insieme caldo e freddo,
nella profondità delle
un gridolino sommesso.
Uscì sul pianerottolo con le mani
gnolini con le zampe anteriori quando
una chicca. «Chi
è?» chiese a voce alta. Era rauca, i
«Sì, tutto bene!»
, pensò di nuovo:
qualsiasi cosa per liber
to. Le pillole, che in realtà erano capsul
Si sforzò, si concentrò, ordinò alle
sofferenza e frustrazione.
oblemi?»
supplico, che non venga su adesso. Che non veda
Abbassò la faccia sul piattino come un
ciotola e sporse la lingua. Dolore, ve
depressione, tutte le sfumature del vi
ola e del grigio l'avvolsero nel mo-
mento in cui schiacciò la lingua su un
succulento, e deglutì.
Mentre la capsula le scivolava per l'esofago
Hugh Priest sognava ormai di rado: di
quei tempi più che addormentarsi
cadeva privo di sensi. La notte prim
a tuttavia aveva sognato ed era stato
gli aveva spiega
la lana e in realtà
eva bisogno di sapere e tutto quello
Aveva sognato di essere seduto al ta
volo della cucina a bere una birra,
A un tratto una voce ovatt
ugh! Fammi uscire, Hugh!»
a nessuno, solo la solita confusione di
«Hugh!»
Aveva alzato la testa perché la
voce veniva dalla mensola.
Gaunt. Aveva preso la coda,
assaporandone come sempre la sont
a una vecchia pipa. Non ti
volpe, anche se era solo un sogno.
«No, mi sto ab
ai promesso.»
«Infatti»
colta.»
Hugh aveva ascoltato.
«Raider?» chiamò. La coda di volpe g
quando era arrivato, e cominciò a provare le chiavi a una a una.
iava pendere il dolore diventava insopportabi-
non c'era più. Questa
uonata come una campana.
Hugh si tolse un mazzo di chiavi da
scacchi e lo esaminò. Erano secoli ch
Si guardò intorno una volta, constatò
che la strada era des
Alla vista del volto bianco, provato
Le lasagne furono abban
donate senza complimenti su un tavolino ai pie-
di delle scale. Se la teglia fosse caduta
«Vieni», ordinò. «In soggiorno. Ti prendo i guanti termici.»
che fra qualche minuto...»
. «Che cosa hai fatto? Ci ha
se. Fu un debole verso smarrito. «E
oggi sarebbe
«Qualche
conservava per loro una fiducia che aveva del superstizioso. La sua versio-
aveva definiti una volta Alan, e ne ave-
va
gli afflitti a far
no riso insieme.
Oh, st

ranno. Alza le mani, Polly.»
artificiere che disi
ta dalle prime propaggini di calore.
me», commentò Polly
a bassa voce. «Lo sai?»
«Non è possibile», rispos
per il muro di depressione che le era
cresciuto dentro. «P
e le metto in frigo.»
gliendo di
ente era
fè che usciva dall'antiquata mac-
di devo credere
ch
T
«Sono contenta di avertele fatte. Dopp
iamente contenta ora che ti ho vi-
sta.» Si girò prima di uscire in corridoi
viso e in quel momento Polly si sare
e tirata, se solo le sue sofferenz
Dalla cucina giunse il rumore dello sportello del frigorifero che si apriva
. «Ti va? Ti faccio compagnia se lo vuoi.»
iusa a chiave e c'è Rai
domicilio.
e finalmente se lo è messo in testa, che faccio sul serio.»
orprendente, dato
messaggio che il signor Gaunt le aveva messo
costa nulla, giusto?»
qualcosa di valido da ven-
uscire oggi pomeriggio.
Ma se ti capitasse di passare dal ne-
«Quasi dimenticavo... Il signor Gaun
avere un articolo che
potrebbe intere
«Non ci andrai, vero? Non co
edo che i guanti abbiano funziona-
qualcosa
li se p
esto
«Ma chiedergli di venire qui...»
«Gli spiegherò la situaz
Polly l
avrò voglia di
zio...»
ce di malcelato
re se gli è arrivato l'articolo che voleva mostrarmi. Sa-
ù insopportabile come prim
a. E riusciva persino
arrivata... C'
a stato un autentico tonico per i suoi nervi.
chiamarmi per piace
muovere le dita.
«No, non credo.» Polly si protese per afferrare goffamente la mano di
e tu sia venuta, cara.»
La serratura montata sulla
porta d'ingresso di
Nell'atrio era seduto un cagnolino da
e alla grande ombra di Hu
gh che cadde su di lui.
la mano in tasca.
Il cane abbaiò di nuovo e pront
«Oh, ma che carino!» si compliment
ò Hugh. Raider sbatté sul pavimento
il colore scuro della lana. Non riusciva
A
. Tu
non eri affatto in trance, sapevi pe
La voce interiore, quella che ogni tanto gli parlava delle riunioni del-
Sì, e immagino che a
Il panico cominciò a impadronirsi di
treggiò lentamente, poi urtò la porta
Si avviò di buon passo. Ordinò a se
stesso di non correre, ma prima di
raggiungere il pick-up già stava trottando
attacco di malaria.
gnolo. Gli scivolò il piede dal pedale de
ciglio del marciapiede in due sussulti
Quando arrivò all'autoparco (era anc
Buick ammaccata, già si era dimenticato tutto di Raider e della cosa orribi-
Aveva qualcos'altro a cui pensare,
qualcosa di molto più importante. Ment
re correva a riportare il pick-up al-
l'autoparco, una spaventosa certezza a
re: qualcuno era stato a
lla sua assenza, e quel
edi e cominciò a
«Io dovevo
la coda di volpe.
Filò a casa a cento all'ora e slittò in
una frenata che bloccò la Buick a
plorare la mensola con le ma
ni rese febbrili dal panico.
berò un singhiozzo di orrore e collera.
lo folto che non era né seta né la
no alla punta dei piedi. Era come ci-
lato di malaria.
sce e cominciò ad acc
Il bambino che Hugh aveva visto ma
non aveva riconosciuto, quello che
issione da compier
oblema.
Il problema era un altro:
Si sentiva una pappamolla a discut
come Sandy Koufax, però ci aveva prov
ato lo stesso. «Lei non capisce, si-
L'ho già fatto!
allora?» aveva ribattuto Sandy Ko
ufax. «Che cosa c'entra, mascot-
preso in trappo-
«Ne sei proprio sicuro, mascotte? Un
escere dentro di sé la spiacevole
sensazione di essere stato gi
«Lascia che ti schiarisca le idee, mascotte. L'accordo...»
particolarmente violenta e veloce. La
palla si era schiacciata nel guantone
polvere e in quel momento Brian si era reso conto
gli occhi del signor Gaunt.
gnor Gau
«Se c'è una cosa che è
subito, mascotte, è che
n sa affrontare la vita da solo.»
divisa dei Dodgers di Brooklyn, si
era nascosto la palla nel guanto e si er
proprio il signor Gaunt, e Brian si er
a sentito stringere il cuore in una geli-
da morsa di terrore. «È
la registrazione?»
balbuzie. «Le credo, ma...»
spiegato, mascotte?»
Brian aveva abbassato la
«Hai molto da imparare su come si
nt. «E su
e molto seria.»
«Niente ma», aveva tagliato corto Ko
ufax/Gaunt. Da sotto la visiera del
giudice. Sei capace
»
«Il signor Gaunt...» Bria
n aveva dovuto deglutir
«Bravo, mascotte. P
o coraggio per un ultimo sforzo.
«E se mi rifiutassi? E se dicessi
che non ci sto
... come diavolo si chia
Koufax/Gaunt si era trasferito la pa
. Dalle cuciture trasudar
ono goccioline di sangue.
«Non ti puoi rifiutare,
Brian», aveva mormorato
serafico. «Non più.
covare. Guardati in giro. Coraggio.»
Brian aveva ubbidito e con orrore a
catechismo, i consiglieri della città,
«Ti passo sopra
ne di una figurina», aveva ripreso
lenzuola di Wilma Jerzyck, hai dato in
in una giornata inverna-
troppo bene ora che era troppo
tardi perché servisse a qualcosa.
Gaunt strizzò la palla. Ne sgorgò altro sangue e i suoi polpastrelli affon-
Brian aveva pianto più forte.
rato Gaunt, raccogliendosi in se
stesso per lanciare, «devi tenere bene
a mente due cose: il signor Gaunt è il
or Gaunt.»
nione del padre di Brian) e quando la
il guanto di Hugh
luminoso sole d'autunno si era aperto
Ora andava a eseguire il compito
che gli aveva assegnato il signor
sazioni analo
andy Koufax più che
osa sul-
ò Brian. Poi si
a risata strozzata.
e provava quando fantasticava sulla si
ma non c'era niente di stupido in
Quella era
realtà.
E poi aveva scoperto di volere ora la
figurina di S
Lo sguardo di Brian si
spostò sulla sinistra. Si ritrovò a rimirarsi nello schermo del Sony.
eno. Ci fu un colpo sordo, un lampo di
Tornatene a
casa, pivello!» gridò Brian e cominciò a
ridere e rise così forte che per po-
ro della casa. Ora
ymate era più leggero, lo trasportava
tunnali di Wilma e, per buona misura
nel cestino e montò in sella per tornare a casa.
I Mislaburski abitavano accanto ai Je
rzyck. Mentre Brian sbucava peda-
rzyck,
ie alla siepe da
fatto», gli consigliò. «Quella donna mi
se stesso, non somiglia-
due amici. Prese una Pepsi dal frigori-
casa sua e uscì sulla soglia. Indoss
», rispose Brian senza fermarsi. «E
ro passato a chiede
deciso che tornerò un'altra volta.»
sa dei Jerzyk. Graz
ano. «Se fossi in te non torn
«I piranha», ribatté Brian.
«Sì, quelli.»
classe, al Brian Rusk membro del
re dieci in condotta.
«Un giorno o l'altro ucciderà qualcuno!
» gli gridò indignata la signora
Mislaburski. «Segnati le mie parole!»
Brian bisbigliò: «Non ne sarei per niente sorpreso».
edico, quel giorno viceversa non si
accorse nemmeno che suo figlio non
o d'ora prima che suo padre rincasasse
da una giornata di pesca al lago c
i, davanti ai fornelli. Si
sentiva molto meglio.
R
ziose
brò che il signor Gaunt capisse.
e la porta alle sue spalle.
a. La testa un po' vaga.
'è sempre
ignaro. Lo so, Net-
G
resa che l'attend
nità. L'intuito le
vato il negozio aperto anche di
Gaunt. «Che piacere rivederla.»
Gaunt», rispose ed era sincera.
Il signor Gaunt le si fece incontro
andare a chiudere invec
scomparire un asso.
solo per dirle che Polly... Polly è...»
Si sentiva strana. Non male, non propri
oi e il mondo sembrò ri-
?» chiese il signor Gaunt.
a e poi tutt'a un tratto, ciao ciao.
arla. Ora il dolore sta passando.»
male, naturalmente
«Tu», riprese il signor Gaunt con la
sua voce più soave e gioiosa, «hai
n momento, mentre io v
a intenzione era stata di trascorrere
il pomeriggio nella sua poltrona preferita
sare per u
«Bene. E chiudi gli occhi, già che ci
sei. Fatti un riposino come si deve,
in mano solo un blocco d
«Oh», esclamò sommessamente lei.
«Non credo che tu abbia bisogno di
«No. Triste, ma vero. Però immagino
che ricorderai di
«Sì. Vuole che faccia uno scherzo a
on slancio. «Ora
e.» Le posò in una mano il blocco di fogli rosa.
à via troppo tempo. Non posso restare fuori a
da mangiare a Raid
er. È il mio cagnol
orchi il pavimento in cucina.»
e affermare
. «Ma ho idea che oggi non abbia
mediata.
glio che tu dica parole
adoro.
«Quali?»
lior giudice. Di' così.»
assolutamente e totalmente vere.
«Giusto! Come papà!» esclamò il signor Gaunt e rise e fu un suono sini-
stro, un rumore di faglie che si muovono nelle viscere della
1


e squallida cittadina indu
striale diciot
to miglia
a est di Castle Rock. Non è l'unico in
significante borgo
del Maine con il
nome di una città o di una nazione eu
ropea; c'è una Madrid (i locali pro-
Mad
come «matto» e poi
drid
)
ci sono una Sweden, u
tici, ma io no.
cise in primo luogo di lasciare New Yo
rk e aprire un proprio ristorante nel-
la Regione dei La
che per un'iniziativa
Non si lasciò dissuadere
cartiere. Ne risultò un
Maurice.
È lì ancora oggi, sulla Route 117,
che era in lei che qualcosa non andava;
sembrava sporco, persino quando tro
di sedersi al tavolo della prima cola-
che se avesse avuto polvere nera al posto del cer-
vello, non sarebbe stata capace di so
Loro
non le chiedevano mai
a preso lezioni.
la nel letto (con
e si rifugiava e giocava con loro.
Loro
ventare così stupida, se le veniva
, si diede un pizzicotto
i c'era ancora Danforth, a mangiar
studio) e di sen
tir salire dal pian-
terreno la sua solita mistur
dalla scatola del-
ica pomeriggio come
arito e non le importava
damente, lei allungò il braccio
simo. Tutto me... meraviglioso.»
e già stava sorriden-
ndo a ucciderla.
vano fatto l'amore, e lui era stato assolutamente
lì, a pranzare al
Maurice
nelle prime ore della domen
igiosa trasformazione in suo
ela e sperare che durasse.
«Tutto bene, Myrt?» chie
bocca con il tovagliolo.
Timi
i
2

barlume non era molto, d'accordo, ma
era semp
re meglio
da quando era arrivata
bbero certamente bastati. Né poteva
rischiare molte serate come quella,
con molte palme e molte
riflessione. Se fra loro c'era un
ita nella torta statale, er
ai l'Ufficio delle Imposte dello stato
uomini ambiziosi co-
ssuna garanzia, ma una possibilità
ornata. Con te.»
catturata e sedotta in un lontano passato, ma ci andava vicino. «Ehi, Myrt!
ei fece una risatina e sbatté il
ra.
«Danforth?» lo chiamò timidamente Myrt.
ta così bella. Volevo che lo sa-
pessi. Quanto ti sono grata per qu
esta bella gi
appena su
«Myrt, cara, è molto bella anche per me.»
«Andrai alle cors
sera resterò a casa.»
di una volta, quello che
3

gnor Gaunt era il miglior giudice. Il
portellone della rimessa era sollevato
Cadillac a bordo della quale girava Buster non c'e-
alla TV e Raider ai piedi. E lì sa-
te
so nessuno. Non invi-
ster sa-
vendicativo. Anche da bambino non aveva mai di-
tasca sinistra, pescò la chiave dal
rratura. Prima di girarla, esaminò bre-
rteneva la firma in calce al verbale. Bu

«Allora andiamo a casa. Voglio vedere
rologio. «Se ci sbrighiamo, credo di
poterc
Myrtle annuì, più felice che mai. La TV era in soggiorno e se D

ano di sopra a guardare in tutte le
a stanza del cucito, dove
ammirò le bambole. Bella
casa, davvero inv
di merda.
«Danforth, non stai correndo un po'
a di legno. Un'automobile
7

ello avrebbe scommesso le scarpe
tempo ad aggirarsi per la casa.
messa, alla credenza in sala da pran
8


prepararci...
re così gentile.»
cominciare e che avrebbe potuto recu-
fuso faceva schifo. Era una broda
barbiere, e Harry Samuels, l'unico impr
quando non lo erano affatto: c'era sempre la
poste avesse cominciato a inviar
chiederle se qualcun
carattere amministrativo, questioni per
le quali è opportuno che m
apace di tenere a mente
«Questo lo so, ma puoi sempre
chiedere,
chiedere,
no?»
Lui le batté affettuosamente la mano. «Scusa.»
scusato
con lei. Doveva averlo fatto
una o due volte in tanti anni di vita coniugale, ma non
con qualcuna delle loro trovate burocratiche, i
golamenti di servi
lielo io stesso, ma non
voglio perdermi il calcio
d'inizio.»
«Va bene, Dan.»
unista travestita, o una le
«Sarò a casa fra mezz'ora.»
rle se ci sono novità di lavoro»,
le rammentò ancora una volta. E se da
Myrt gli avrebbe
meriggio stesso. Quel pomeriggio era
per aver voglia anche solo di
guardare
9

mase paralizzata dov'era. Un filo di
orina calda e pungen
mutandine.
urlò una voce nella sua mente mentre ascoltava il brontolio
ben registrato del potente motore della Cadillac.
Mi ha scoperta! O Dio
gelida e autoritaria e le giungeva
Pro-
ti scopre di sicuro. La risposta è semp
stanza. Subito. Senza correre, ma senz
a perder tempo. E senza far rumore.
. Ce n'era
persino uno che pendeva dal lampada-
stro adesivo.
ione con il box, quella
centrale all'estremità di una lu
nga striscia di na
era entrato nella rimessa.
ezione della cucina.
lla quale sarebbe entrato lui. Vi
aveva affisso un foglietto rosa.
Sentì il pomolo che girava nella mano
brava incastrata.
la spinta del motore elettrico.
te nell'atto di slacciarsi uno dei bot
toni più bassi, le labbra raggrinzite
Se fosse andato subito alla finest
lembi di cappotto sbottonato come le
ali di un pipistrello. Forse non l'a-
sicuramente avrebbe notato che era una donna e il
parole e due parole soltanto. Presero
a lampeggiare dentro la sua testa co-
10

velo con la manica del cappotto e continuò a correre.
ti a fare qualcosa dentro casa, erano
comunque fissi sulle fasi della partita
mentre succhiava un leccalecca e si
eva sapere qualc
nda del genere di domenica
po
e»,
riferì ancora Tansy.
a doma
«Cara, mamma sta parlando
ster non l'aveva inseguita, era stato so
lo un brutto scherzo della sua imma-
de in casa di Buster.
il taglio non era poi così grave.
L'emorragia stava gi
a testa bassa, perché il taglio non si vedesse.
levisore a
sogno orribi

accontarla tut-
della domenica che era
L'ultima spiaggia
pagare per quelle lenzuola
poi annunciò che sarebbe tornata a casa a vede-
schermo. «Faccio
motivo principale riguardava la
Notte al Casinò. Padre John non stava fa
ssero continuato a ficcare il loro na-
12

tto rosa fissato con il na
stro adesivo a
Lei è stato visto contravvenire a una
o più norme del codice stradale. Il
limitarsi a un avvertim
ro di targa del suo veicolo e la pro
lano il traffico va
Chi va piano va sano e va lontano!
Il suo dipartimento di po
stampa
Il resto del foglietto era occupato
da un elenco delle più comuni viola-
ncata segnalazione di cambio di dire-
ghe a disposizione dell'agente per descrivere l'infrazione erano
ESSERE IL PIÙ GRANDE STRONZO DI CASTLE ROCK
al nome dell'UFFICIALE PUBBLICO
NOTIFICANTE. Lì c'era il timbro con la firma di Norris Ridgewick.
ca
uci
na, osservò a uno a uno tutti gli altri
rtocciandosi nelle sue dita. Finalmen
ti
13

a per la caduta, ma considerava quel
dolore un prezzo davvero piccolo da
a stato concesso di arrivare
sana e salva a casa sua
senza essere stata scoperta.
va. «Raider, sono tornata!»
rridoio era al buio e non vide subito
la piccola sagoma riversa al suolo.
trò. «Il bimbo
famissima? Così
era Raider, con qualcosa
l pavimento c'era Raider. Giaceva su
Lanciò un grido acuto
Dopo averlo letto due volte,
guardò l'altro sasso. Andò a sfilare il foglio
a, stesso messaggio. Si rialzò, con un
foglio stropicciato per mano, contin
uando a spostare lo sguardo dall'uno
Andò in cucina e trasse fiato tra i den
Passò rapidamente per tutte le stanze
del pianterreno e trovò altri danni.
Raccolse tutti i messaggi. Erano tutti
uguali. Tornò in cucina. Contemplò
incredula la distruzione.
bensì incredulità. Gesù, pensava, que
a lei!,
. Con chi credeva di avere a che
spasmo. Si chinò in avanti e si stro-
Si guardò di nuovo intorno con gli oc
chi meravigliati di un
ambiato forse per un sorriso dolce,
no di un'emozione potente; l'ignaro
conosceva meglio d
Ti insegnerò tutto quello che devi sapere.»
ersò il soggiorn
chiolare sotto i tacchi bassi delle scarpe nere della domenica la miriade di
h, no, bimba mia. Tu non capisci. Tu
la stronza con Wilma. Tu non hai la più pallida
idea
fare la stronza con Wilma Wadlowski Jerzyck.»
Sulla parete vicino al forno a micr
erano appe
scossone provocato dal sasso che Br
erano ammassati disordinatamente sul
piano di lavoro. Wilma scelse quel-
lo più lungo, un coltello da carni Kingsf
ord con il manico di osso bianco, e
av
Nel momento in cui Wilma sceglieva
il coltello fra quelli caduti sul pia-
tto del male a nessuno. «L'avevo
po
adino a respirare a fondo,
poi attraversò il prato
Per un terribile ista
so figlio di troia di vicesceriffo
aveva la sua chiave e inserì il chia-
se
orse alla lampada a stelo vicino a
sore:
emerito del Lions Club, incorniciato sopra il ca-
ielo avesse fregato, portandosi via co
mani urtarono la scatola e sollevò pr
pose nel nascondiglio.
assicurarsi che non stesse
rientrasse sua moglie, ma quanti er
na, tanto per non sbagliare. Se fosse arrivata prima
che lui avesse finito di far sparire i
parola nello spazio ri
Il televi
La porta della cucina:
SCIALACQUAMENTO COATTO DI DENARO
La porta di comunicazione con la rimessa:
chi fuori del
si diffuse un perico
loso color rosso viola
la faccia da a
dulto impegnato in
Staccò un verbale dal mobile
del servizio da tavola:
E più di tutte sempre que
lla parola, come un dito indice puntato in un
gesto d'accusa:
ALTRE VIOLAZIONI: PECULATO
'esterno e corse di nuovo alla finestra.
e di Castle
ewick, venuto a g
pistola e gli avrebbe sparato. Ma non
come Ridgewick. Gli avrebbe sparato al
e lasciato mori-
re urlando sul prato davanti a casa.
i Garson, che scendeva da
banchiere più important
se visto quei verbali?
Che cosa avrebbe pensato
No! Eccone un altro! Fissato al montan
Si precipitò a strapparlo via.
MODELLO: VECCHIO E STANCO
TARGA: TESTA DI CAZZO 1
ALTRE VIOLAZIONI: FROCERIA FINANZIARIA
le scale con il cuore che gli tuonava
Quel piccolo angolo di
, dal quale proruppe un fiotto denso e puz-
co
Non c'era traffico e movimento in ne
distrutto le finestre! Mi hai fracas-
sato il
forn
«Ficcatelo su per lo scaric
sarò io!»
el tanto di cosacco che le scorreva
combattere adesso e tu
tto il resto non contava
lente. Per un attimo Wilma si sentì
per ciò che aveva
fatto (c'era davvero Wilma Jerzyck dall'altra parte
ltello si fermò prima che raggiungesse
Il dolore, un'ottenebrante legnata di
dolore, spazzò dalla mente di Wilma
ogni capacità di raziocinio. Rimase
ta dal-
a chiara e lacerante voce di donna
avesse più che sfiorata al fianco.
Wilma sapeva di aver ricevuto una fe
rita grave. Non poteva più alzar
e pesantemente sul marciapiede.
«
Ehi! Ehi!
»

Era una donna anziana us
cita sulla soglia
di casa tenendosi
ziana strepito: «
sotto al cartello dello stop e quando
di Wilma Jerzyck con un unico, sordo
Wilma cominciò a contorcer-
lo risuonare.
Una convulsione mosse la gamba di W
all'altra come amanti,
mentre il loro sangue tin
vimento.
to correvano alle fine
Polly Chalmers stava percorrendo lent
esse in casa, quando sentì la prima sirena. Si
tre Plymouth marrone della contea sfrecciare nell'incrocio di Main con
potesse essere accaduto, certamente qual
cosa di un po' più serio di un gatto
telefonato verso sera.
Tornò a guardare giù per la strada e
ovò così risposta ad almeno uno dei
a
ra
de
e so
pracciglia. «No, oggi no. Se fosse
con una certa curiosità il passaggio
delle automobili della poliz
. Non ne era stata sorpre
«Signora Chalmers! Sono fe
lice che sia potuta passare!»
do vigore, trapassandole le mani con il
s'è tutta quella baraonda?»
«Non lo so», rispose le
pronto soccorso a Norway è molto lento
essere gradevole, quella di
lo era. Una piccola lampada d
tore di cassa del signor Gaunt. Ne
lla luce c'era un libro aperto. E
l tesoro
di Robert Louis Stevenson.
Il signor Gaunt la osservava attentam
té fare a meno
«Le mani mi hanno fatto veramente vede
re le stelle in questi ultimi gior-
illò. C'erano compren
sione e sincera
Gaunt e per un attimo
e le
tesse interessarle. Perché me lo chiedi?»
mmentò in tono gr
Il signor Gaunt lo capì immediatam
nvinto. «Perciò ti risparmierò i convenevoli. L'artico
è arrivato. Ora te lo do e ti spedisco a casa.»
lì, correre a casa e prendere una capsula di anti-
dolorifico.
«Questo è il genere di
articolo che il venditore
una persona onesta.» Si tolse di t
orni e se poi scopri che non ti serv
babilmente andrà così, me
lievo, vorrà dire che discuteremo del pr
perchio con quelle sue mani strane, da
dondolò nell'aria quando il signor Gaunt
uovo da tè, o a un ditale da
sa, un'erba o che
«Questo è egiziano, Polly. Molto an
tico. Non quanto le piramidi, non
catenella. Qualcosa si spostò all'inte
polveroso e fru-
azka,
o forse
ebbe tener lontan
ma andiamo!...
dice che è uno s
agia bianca. Voglio che tu lo prenda
«Sì. Ho visto cose nella mia vita ch
sse f
esto momento, mi sono reso co
articolo.
i provato finora ha
«Apprezzo molto il pensiero,
ziosa.»
«Non ha importanza che lo sia
Polly... Perché l'amul
re a casa
per quanto ridicolo fosse, per poco non aveva composto il numero di tele-
rsone superstiziose con la mente prov
Era rimasta a osservare quella pubblic
no per le ordinazioni che c'era in fo
ndo alla pagina. Perché prima o poi...
«Prima o poi una persona che soffre ha il dove
«Io non... non...»
«Trapianti di midollo... crioterapie...
guanti termici... persino applicazio-
ni di radiazioni... niente
«Come fai a saperlo?»
ientela», rispose il signor Gaunt nel
suo dolce tono ipnotico. Le si avvi-
«Non aver paura, cara signora. Non ti
sfiorerò nemmeno un capello. Ora
glia dall'essere umano più vicino.
catenella intorno alla testa. Lo fece
con la
ntiva lontana da
no da se stessa. Le sembrava di essere
su un altopiano polveroso, sotto un
azka
ricadde con un tintinnio sommesso
pelle.
tta. Deve essere portata a contatto
guanto e provò. Con sua gr
ande sorpresa scoprì di
conten
io polveroso. Un'erba non meglio defi
n era quello di foglioline e nemmeno
di una polvere; era sembrato piut-
tosto che qualcosa nel ci
ondolo si fosse spostato per proprio conto.
nsibile al suo disagio. «Ti abituerai e molto
e quando il suo sguardo
po' disorientata, ma anche tonificata, co
egliata da un son-
nellino breve ma riposante. Non pro
mani», disse ed era ve
ro... ma le facevano ma-
le come prima? Una certa misura di
sollievo
La pallina era troppo piccola perché fa
la blusa o il pul-
dare giustificazioni se
di darsi troppo pensiero.
N
aturalmente Rosalie Drake si sarebb
e incuriosita e sicuramente Alan, che
«E se lo tolgo?»
condizioni di sof-
Gaunt si unì a lei.
«So che viene da storcere il naso a qu
este storie», si scusò, «ma desidero
solo aiutare se solo posso. Mi credi?»
«Sì», rispose lei, «e ti ringrazio.»
r esempio. Poi c'era il
talvolta il Percodan in dosi trop-
po elevate. Era quello che soprattutto
le dispiacev
, c'era qualcos'altro che le dispiaceva
di più: ciò che ve
vere immagini, di una
rendosi come una molla invisibile
unt era rientrato
Prima che arrivasse in fondo alla
non funzionavano
più sempre come avrebbero
gnor Gaunt, «ma temo di
«Non c'è problema. Apprezz
si va
Gaunt, ma la porta

dondolava do
lizia statale.
«Danforth?»
il che significava che l'automobile era
a casa. E Danforth non andava mai a
piedi da nessuna parte, se non quando
«Danforth? Ci sei?»
che tempo in uno stato di notevole
le, poi la spaventosa sventura. Al-
um
o della
porta dello studio era chiusa
e tese l'orecchio. Era sicura di udire
«Danforth? Sei lì dentro?»
ventò apprensione. Danforth era
ingrassato più di quanto il suo organismo potesse tollerare senza conse-
farto? Se fosse stato là dentro, ri-
tosse, ma un rantolo disperato?
siero: prima la ritrovata felicità coni
port
a. Le erano bastat
gnava disturbare Danforth nello stu-
si entrava mai e poi mai e poi
sancta sanctor
di un infarto... o... o...

Ripensò alla sedia rovesciata e ra
bbrividì di rinnovato spavento.
llo studio?
Nessuna risposta. Nessun rumore in tu
tta la casa oltre al solenne tic-toc
e... sì, ne era sicura: il cigoli
ltroncina nello studio di Danforth.
La punta delle dita già toccava il pomo
lo per la sorpresa, ma per il furore e l'odio s
viscerato che c'era nella sua
iù male se le
un guaito
Come
lore. Così salì a
totale che nemme-
Che cosa era successo?
e chi ne era responsabile?
piangere in grandi singhiozzi raspanti
si aprì una porta al seminterrato del re
parto riservato all'autorità statale del
i a dispo-
cevole che avevano trascorso, non a-
vrebbe potuto farle p
anciata di lamette.
«Danforth... pensavo che potessi...»
La sua voce era ridotta a
la udiva lei stessa.
che mi ha lasciata da Amanda?

Ma non
lendida bambola nuova dal ripostiglio
nella stanza del cucito e
La loro camera era più accogliente ch
e mai a quell'ora del giorno, in ot-
tobre, piena di luce solare. Myrtle non
la sua favolosa bambola poteva alle
lmava la gola e le
Oh, com'era stata felice quel giorno, così felice! Anche
lui
soffitto e dopo un po' cominciò
A mezzanotte meno un quarto di quella
ta china. I piedi, nelle
calzature elasticizzate messegl
poté leggere
la scritta:
OBITORIO
fa
ava verso di lui,
A
e s'infilò il copricapo nel-
la
esso de
fa
una bella cera,
amico», lo apostrofò.
iars
camice verde
ronzio somm
trovarsi quella sera.
L'inserviente lo guardò arrivare e spense la lucidatrice.
a quello
da
Alan si avviò per il c
«Sì», rispose Alan.
che usciva dalla porta ac-
ziata e alcol dell'obitorio e dell'anness
gotto impedisse alla serratura di sca
ttare e non ci pensò più. Si appoggiò
stata e accese la sua sigaretta.
fattaccio capitava.
che è andata. I signori della
guerra di Marte sono atterrati a Castle Rock verso mezzogiorno e le prime
Pensò di tornare dentro e riferirl
o a Henry Ryan, capo patologo legale
dello stato del Maine.
È stato un caso di inter
vento alieno, dottore. Caso
vertigini, e gli parve di capire pe
usto il momento peggiore per ubriacars
carti, è sempre quando
lutamente permettere.
orris Ridgewick uscì per appoggiarsi
in testa la cuffia verde, ma era storta
chiena i lacci gli pende-
aso di
ù, Alan.»
sservò il suo aiu-
aperto. Il suo colorito er
a lo stesso del camice.
«Gesù, Alan.»
«No, ho assistito a un'autopsia qua
nd'ero a North Wyndham. Un c
fumo. Ma queste... Ges
«Hai un'altra sigaretta?»
«No, mi spiace. Ho spillato questa
all'inserviente.» O
che fumassi, Norris.»
«Non vedo l'ora di andare a pescare,
domani. O sono sospese le giornate
di libertà finché non
che il fatto era tanto orribile. Non vedev
giornata di libertà.
ario, Norris. Si sono
nvestigatori a parlare con le persone
uno si fosse deciso a
darle la lezione che meritava, si sare
un braccio
egliere la persona sbagliata?»
«Direi che hai messo più o meno il
scegliere person
ock, con cui scatenare una faida.»
mucchio di grane per questo.»
«Ha presentato un solo esposto uffici
Si sentiva un po' responsabile, visto
due isolati di distan-
za
il segno delle corna, quando le capi-
tava di vederla. Poi, la sc
cui sapeva di non
trovare né lei né
re con del fango pres
Alan scosse la testa. «Da quel mo
mento fino a oggi pomeriggio è stato
«Norris,
un pugno in un occhio a una supplente
rendersi conto che nessuna persona sa-
riamente nel libro nero
di Wilma, avevano ch
r aggressione. Nessuna
querela o denuncia aveva mai avuto un seguito,
preso di mira Wilma Jerzyck.
«Quelle due erano come il diavolo
riuscito a sbollirl
chiarato di aver creduto
volta.»
«E si sbagliava.»
izio. È un fatto che Wilma non si è
tiva che gli ho affibbiato sono st
esserci arrivato con Norris. In
entram
be le occasioni la sua voce era stata
amente composto
, rispose, «e io
ta non solo da no
n chiudere la porta con la
ti di Wilma Jerzyck; ma era
un terreno troppo arido per potervi col-
lma e controllata, anche se sotto l'
quasi tutto quello che era successo; le
te quelle brutte,
viaggiano veloci in provincia.
aveva ottenuto un rapporto più o me
no completo da John
tervallo fra le due autopsie, mentre No
rris era a un altro telefono con Shei-
«Una delle due deve aver deciso di a
saggi in macchina davanti a casa, tant
o per tenerla sulle spine, che abbia
visto la porta aperta e abbia deciso di
trasformare la minaccia in qualcosa
nto di non far scattare bene la serra
tura, considerata la sua paranoia nei
confron
così questa volta non ha potuto tentare
queste d
iese finalmente.
tolò Norris e Alan rise.
e per qualche giorno. Qualcosa non
«Gesù! Che
«Che lo fosse, lo
«Sì, però...»
lare almeno il venti per cento dei suoi ra
era, dopo tanti
anni, un'assoluta garanzia:
n senza
la messa delle undici.
«Si sono incontrate per la strada per caso?»
«Ne dubito. Io credo che Wilma sia to
rnata a casa, abbia trovato il disa-
«Un duello?»
per qualche momento, con le mani
spose Alan. Ma c'era di più... almeno per lui.
la possibilità di v
edere qualcosa che
Non rideva dentro, però, e non solo pe
uadrare in superficie, ma
laggiù dove si muove
più plausibile l'ipotesi
dei marziani.
Ehi, piantala! Non l'h
ai appena ricost
siccome
dalla pausa per il pr
Eddie Warburton che stav
trade degli alberi» era scoppiata un
. Eddie gli aveva consi
gliato di chiamare lo sceriffo
«Mah, dato che al centralino non c'er
a nessuno, deve aver pensato...»
rci o non voleva, non so. F
eso a correre più veloce, come un
i registrato la chiamata,
«No. Sono a terra tutte e due
ivo. «Ha
«Bravo. Oggi c'è Seaton in serv
izio, giusto? Mandacelo subito.»
«Già fatto.»
«Sei un tesoro. Ora chiama la polizia statale.»
«Vuoi un'unità dell'investigativa?»
«Non ancora. Per adesso dai l'alla
rme. Ci vediamo sul posto, Clut.»
Quando era arrivato sul
luogo della tragedia e si era reso conto dell'e-
squadra investigativa... due, se possi
bile. Clut e Seaton Thomas erano da-
eva dato un'occhiata e aveva preleva-
hina un rotolo di nastro adesivo giallo con la
scritta POLIZIA NON ATTRAVERSARE. Su
l rotolo c'era un denso strato
di polvere e più tardi No
o triangolo intorno alle
k e Seaton Thomas
così a fior di pelle, che c'era da te
mere che da un momento all'altro estraes-
sero le pistole per sparare colpi di av
con il loro stato d'animo.
vallo in cui più
generale, secondo i quali
centralino. A dare una mano vi si
Ray Van Allen. Ray era il facente
un ufficio di sceriffo di contea,
a dell'accaduto e si sarebbe fatta vi-
la curiosità.
nzioni di medico legale di Castle
gogliosamente nel
a quello che i ragazzi della Scientif
sso di chiedere di avere alme
no un'altra macchina fotografica duran-
tare l'otturatore. Si era udito il ronzio
Si era girato verso Seat, Norris e Cl
«Fotografatemi», aveva ordinato.
se avesse dato l'or-
dine in cinese, mentre No
prome
o per gli stanziamenti. Ma in quel momento l'im-
minente riunione in Municipio era quantomai lontana dalla sua mente.
Norris era andato prontamen
«Meglio che ne prendi un'altra per
«Anche i corpi. Piuttosto
morto, che sentirmi dire che ho inquinato le pro-
o di nuovo con molta cautela e aveva po-
suno dei curiosi avesse già identificato
i. E Dio volesse che non le venisse in mente di recarsi di persona sul luo-
tioni di contorno in questo mo-
m
nome timbrato in
ca
si era ammonito.
Hai per le mani un dupli
ce omicidio, a quel che
ut e aveva estratto il taccuino dalla
Com'è facile scivolare nel gergo della polizia,
rgo della polizia.
toccare le donne.
Clut aveva fotografato.
Alan si era rivolto di nuovo a No
che facciamo, Alan?»
rdo di due auto, seguite dalla sgan
era arrivata una squadra della Scientifica su una
sapeva che lo avrebbero fatto. I cadaveri erano
nota in gergo come «rile-
responsabile di quella i
ndagine e de
lui a dirigere le
lla statale. Alcuni ave
vano dirottato cronisti e cameramen in
Municipio. Un disegnatore della
Alan un paio di guanti chirurgici
ro ultimo abbraccio sulla pozza di s
la scena era stata illuminata dagli
abbaglianti delle auto della polizia
e gli agenti avevano dovuto per prima
on si era avvicinato ad Alan. «Brutta maniera di trascorrere una domeni-
ema; era arrivato a quella conclu-
«Non credo però che ne
ava con Clut e John LaPointe, appena
arrivato. «Buon per te che non abbi
«Norris sa il fatto suo.»
ero quella faticosa domenica in un
«Sì. Lo farà Ryan?»
«Penso che porterò Norris con me.
ima a Oxford, ve-
«Sì. Li registrano lì.»
Henry Pa
«Vorrei mandare uno dei miei con ciascuna delle tue squadre investiga-
tive. Come osservatori. Qualche problema?»
rritazione. Era stata una
giornataccia e non
ù voglia di ascoltare i sarcasmi di
Henry sui suoi uomini... d'altra parte
doveva tenerselo buono per evitare di
essere escluso da quella che era tec-
«Dai, Henry, è domenica sera, persino il
capito che non cor
«No
a a mia conoscenza.
È solo che...»
in fondo, giusto?»
a venuta voglia di rispondere a
Payton che se avesse ordinato a Clut
e a John LaPointe
ilma: era finito.
erano sulla Route 43 diretti a Castle
etto imba
. «Si terranno la bocca cucita», ave-

rris R
«Pensavi di fermarti in un motel, quest
ato per l'indomani.
«Mai più.» Si chinò e raccolse il ca
ta aperta. «Meniamo le tolle.»
sa della notte. Quando
giunsero a destinazione,
era lunedì da quasi tre ore.

«Vai diritto a casa?»
Norris rispose con un sorris
mi sono cambiato.»
«Norris, quan
«E dai, Alan, non è che lo faccio se
mpre.» Sapevano
attamente quel che faceva.
r te. Scusa.»
pitano spesso da queste
volta offro io, Alan.»
si era
o per la
tessero uccidere, sarei be
ll'e che imbalsamato co-
razie. Dovresti proprio vedere che can-
a proprio che riesca a trovare un
embra che abbia qualcosa per
tti una mano come meglio si può.»
«Di' a Sandy o Sheila di segnarti le
ore di stra
«Per dare a Buster qual
che altro buon motivo per caragnare?» Norris rise
con una certa amarezz
«Ti ha rotto le scatole?» Da un paio di giorni a quella parte Alan
«Se c'è su il tuo nome, ne
ssun problema», gli ac
si all'ingresso riservato ai pubb
mi sono preso giù al negozio nu
ovo, Alan. È un vero gioiello.»
omento per fare un salto da quel tiz
non dovrebbe avere qualco
«Non c'è di che.» Ma Norris
era chiaramente compiaciuto.
sticino di provincia come quello. Forse il signor Leland Gaunt soffriva
d'insonnia. Pensando a lui, si rico
enere chiuso del tutto il
uel momento aveva
a Cape Cod in buona compagnia. C'erano
5

i, Sandy?» domandò Norri
s mentre entrava al-
lentandosi il nodo della cravatta.
Sandra McMillan, una bionda in via di
canizie che da quasi vent'anni so-
stituiva Sheila al centrali
no dell'ufficio dello sceriffo
Quante probabilità ci sono che due donne decidano di farsi a pezzi per
a stato prelevato al canile della
contea?
pensò Norris... ma non lo disse. «Non molte, immagino.»
«Praticamente nessuna.» Sandy fece
un sospiro
alle undici o giù di lì mi sembrava di essere ai
Il Bastardo era la macchi
della polizia statale a Oxford. Era un sistem
ionato in una grande città
, ma
le sedici contee d
nissimo.
«Bene. Ho una mezza idea che Alan non sia andato diretto a casa.»
«No.» Dopo una pausa, Sandy chiese:
«È stato brutto, Norris? Intendo...
gh
stan-
co
nni av
se
rlo a un'ora
così impossibile. «Vai
a
agganciò l'append
iabiti alla porta della to
iabiti agganciato alla
ai servizi. Da almeno tre a
di rado di fa
casa, Sandy. Chiudo
bussare delicatamente.
«Norris?» lo
«Credo di esserci solo
iato u
rivania.»
fibbia della cintura. «Un regalo? Da
orris con sincero ramma
Norris rise. «Figurati.»
«C
lzoni della divisa e li scrollava per
le ricordò che l'inverno era alle porte.
Fra le molte pers
quella sera, c'era Cyndi Rose Martin,
cato. Era arrivata
nel tardo pomeriggio, ma Sandy non av
biente socialmente e professionalmen-
tin. Cyndi Rose stava cerc
cosa era parsa abbastanza logica a Sandy
(anche se nel ba
ilamme di quella
sera probabilmente non av
rebbe trovato strano nemm
iso in sé non era per niente bello. Era viceversa
alquanto crudele.
ore di un motore che veniva avviato.
nei jeans, calzò i
orno. Se ne rallegrò: un soldo rispar-
avrebbe potuto fare a meno
Sotto il fiocco era
eci e alta dieci.
arra d'acciaio,
mpre pronte a ricordargli qualcosa
erano Alan e sua madre... e sua madre
era morta da cinque anni. Prese il pacc
coperchio era trattenuto
stemata nella scatola nascondendola
sotto la carta velina, per
risultato di urtare le dita imprigionate contro
va di un dolore lancinante simile a
sso di poter
si scordare di dormire decentemente. E
io ci vado lo stesso, che cazz
era rotta, almeno non gli sembra-
caduta vicino alla scrivania di
L'acqua fredda gli stava togliendo sensibilità alle
sua furia prima che giungesse a casa. L'a
spirina gli sarebbe stata di qualche
aiuto, ma riteneva lo ste
dio anche la pesca dell'indomani.
dal braccio. Lo av
devo l'ora di andarci e non sarà quel
prodotto di troia di Danforth Buster
inciavano già a gonfiarsi. La sbarra
della trappola gli aveva lasciato un'inc
isione viola che gli attraversava le
dita fra la prima e la
già sentiva che le pulsa-
Tornò nel recinto e osservò la trappol
hn. La raccolse e andò al proprio tavo
lo. Posò la trappola nella scatola e
tto. Da quello più basso prese l'aspirina e si lasciò
sse. Poi recuperò la carta
Alan né ad altri del brutto scherzo
che gli aveva giocato Buster. N
Solo Norris Ridgewick sar
ebbe potuto cadere in un
tranello così. Infilare la mano in
una tr

lo deciderò io.»
, molto più in
se Buster non si fosse accontentato
avrebbe potuto non funzionare? Se foss
e stato a casa sua? A casa c'era la
eciso di spezzargliela in due?
a
rnare a casa. Doveva tornare a casa
e accertarsi che la Bazun fosse anco-
Quando Alan entrò silenzioso nella
n si mosse. Pensò che Polly stesse
mente con l'aiuto
violentemente da sobbalzare.
tempo a rendersi conto ch
e le vedeva il volto:
occhi scuri, capelli
scuri, pelle bianca.
«Non lo so.»
Wilma Jerzyck e... e...»
Wilma; né era il momento di dirle
e le Wilma Jerzyck, si guas
«Sono le tre e mezzo di notte», morm
orò. «Non è l'ora adatta per gli a-
to.» Esitò prima di proseguire. «Secondo John La-
nascondere niente.»
«Ti voleva molto bene»,
convenne Alan e
che certe lacrime vanno versate a dispe
bia finalmente ricevuto il messaggio'
. Non sono le parole esatte, Alan,
«Poco dopo le dieci, diciamo verso le
dieci e un quarto. Perché, Alan, ha
Alan aveva pensato di add
ormentarsi non più di
dieci secondi dopo aver app
oggiato la testa. Ora er
pensare intensa
credo che abbia molta importan-
sulla schiena. Alan udì un
ado, gente che comunque non ha mai
voluto avere niente a che fare con le
i quand'era viva; figurati che voglia
avranno adesso che è mort
«Ti ci acco
autopsia, ma non c'è nien-
ere qualche nume
«Grazie.»
viso. «Polly, a che ora è uscita di
forse il tempo di
sassi, scrivere i messag-
rti da solo, vecchio mio?

Alan non seppe rispondere. E c'era
non sapeva: come
gliersi dalla mente che i sassi fossero
Ha scrìtto i messaggi
a casa sua, probabilmente in corridoi
cane, e ha preso gli elastici da un
Giusto. Eppure non riusciva a to
n motivo concre
sì contenta che tu sia venuto, Alan.
Deve essere stata una giorna
ta orribile anc
«Ne ho avute
e tu e a riposarti un po'. Domani av
Si staccò da lui, si tirò sotto il mento il lembo della c
nsò a come lo aveva stretto, con le
continuare
ad andar meglio.
Po
trovava veramente piacevole. Era
idio e il sorriso g
Credo che mi lascerà in pace, comun
que non si è più fatta viva, perciò
nte ricevuto il messaggio.

Non si è più fatta viva.

Immagino che abbia finalme
nte ricevuto il messaggio.

Un caso come quello non
richiedeva di essere ri
solto; persino Seat Tho-
mas sarebbe stato in grado di ricostru
ire esattamente che cosa era avvenuto
dopo una sola occhiata al
la pr
ima volta? Era un cancello ampio, con
ormulato
invece di pistole da
simo: due cadaveri all'ob
itorio co
senza dubbio si sa
rebbero dispersi
prima di scovarlo, ma
. Le ipotesi che aveva f
prolungata strategia di pe
rsecuzione e tormenti;
due, che per una volta era
andata ad aizzare il cane
eva ucciso il marito. Ma...
, dopo quell'affermazione
? Alan non seppe ri-
spondere.
Con gli occhi fissi nell'oscurità della
so del tempo perché cambi idea o atte
ggiamento, ma il tempo per Wilma e
delle telefonate
ci sa
i. Portata a termine l'impresa, torna a casa a
piangere ancora un po' sul cagnolino morto.
Gli faceva proprio schifo.
st
r
vata nella vecchia prati-
ca
te
vedeva molto più sempli
serie di prevaricazioni, ma il delitto
in sé era stato un atto impulsivo com
messo da una donna che aveva perso
il lume della ragione. Se
rtimento ad Albion Cobb.
D'acchito la
ata da Polly. Trova il cane morto. Pr
subito per andare a fare fette di deretano polacco.
«E poi i tempi sono così
strampalati
Cose Preziose,
ta nel retrobottega, ad
Se qualcuno avesse bus-
cora più ridotto. Suo marito teneva in
tura per lavorare
e
chiuso baracca e burattini ed era corso
Wilma era sotto la doccia e Alan non
Doveva essere andata così: Wilma es
datorio in macchina verso
alcuno dei vicini ricordi di aver visto la sua Yugo
gialla: è un peccato, ma non è certo un
a prova che non sia stata lì. D'altra
in visita ad amici e parenti.
Wilma torna a casa sua, sale in cam
con cui era stato ucciso
il cane era un'arma sicu
ramente letale,
di lavarsi il sangue da mani
Wilma aveva mancato per pochi istan
indicina di fogli, mentre il suo am
ato cagnolino giaceva morto a pochi
sulle prime gli era sembrato un cancel
lo nel muro che racchiudeva il giar-
abile affresco di un cancello su
rte delle abitazioni che c'er
Cominciò finalmente ad
va notata. Se domenica mattina fosse
elastico. E pensò di nuovo:
scivolava verso l'al
ba e l'inizio di
punto Ricky si era accorto che st
ava confidando al signor Gaunt il suo
stupito. Forse pers
grafie era con un noto attore. In altre era con
re
Era tornato al suo posto vicino al
quale Ricky sbavava (non avrebbe pot
uto non esserlo!) ed era molto più
foto
no. E in altre ancora...
tre (e dovevano essercene una cin-
carta lucida di grande formato), il signor Gaunt
gliele aveva sfilate di mano.
endita di foto di questo genere è ille-
quindici anni
sia. Però potrei lasciarmi
persuadere a trattarle lo
stesso, signor Bissonette. La febbre
che mi anima non è malaria, ma com-
mercio. Dunque! Vogliamo
ottone con la punta delle dita perc
hé non facesse rumore. Volteggiò oltre
Come una falena bianca, il cartoncino
lla fessura sulla
Come va Stupido Ba
piantarla di parlare contro la nostra
Notte al Casinò. Voliamo
n ti diamo nes-
Puzzare per Sempre!
giola. Gli arma-
eali siamo stufi delle tue Cazzate Ba-
tiste. Sappiamo che tutti Voi Batisti si
sorci altrimenti sarai UN FIGLIO
da descrivere.
10

Leland Gaunt era alla fi
nestra del tinello sopra
Cose Preziose
con le ma-
a muro erano aperti e vuoti. Qualch
e batuffolo di polvere rotolava pi-
gramente su pavimenti privi di tappeti,
spinti da una lieve corrente che sof-
fiava nella casa all'altezza delle cavi
tava, perché erano l'unica cosa
ano al buio, e l'unico movimento in
tutta Ma
con Laurel, con i suoi sonnolenti ammiccamenti
gialli. Leland Gaunt contemplava la c
aveva fatto quel giorno), quindi non
una Wilma Jerzyck a una Ne
ttie Cobb con i cavi di
nto per mantenere vivo l'interesse. Pe
la corrente.
«Naturalmente è
contemplava la città addormentata.
sì, in fondo. Perché sì.
per il pescatore. Da ogni punto di vi
sta pratico avevano scarso valore, per
avesse fatto, non sarebbe stato al gioco.
In verità lo stimolo gli veniva sopr
ento, non dalle a-
della sinistra schiacciate nel palmo
della destra. Le sue unghie erano
lunghe e spesse e
olto affilate e dopo un attimo o due
done scaturire sangue denso di un rosso nerastro.
cosce e cominciò a masturbarsi furio-
samente: nel suo sogno, il R
la faccia con le mani sentendo sop-
praggiungere i cavalli.
ng di Lester Pratt
e trovarla piena di serpenti.
Hugh Priest urlò così forte da sveg
liarsi da un
sogno in cui Henry Beau-
il bocchino si era trasformato in una
llare di piccole ali polve
aroma sottile... come
un tremore di viole.
rodigi. Riteneva
processo che aveva mess
o in m
contemplava la città sotto-
stante, offerta e indifesa, in
Mellow Tiger,
versava benzina per
accendini sulla sua
coda di volpe e vi appiccava fuoco.
Polly Chalmers cominciò a gemere
smano d'argento che portava al collo
qualcosa si mosse con un fruscio si-
nizio un nuovo giorno, con tutte le sue
sorprese e i suoi p
oto. Cielo, no!
Lunedì, quattordici ottobre, Columbus Day si presentò all'insegna del
in gruppo al parco, da
naturale. Probabilmente
strato dell'ozono di
cui si faceva un gran parlare alla
TV. Alcuni fra i più anziani affermavano
che quando erano giovani
loro,
non succedeva mai che
ci fossero venti
iscutere; le
no bisogno di un monito sulle possi-
andare a dare un'occhiata all'incr
rghi. «L'ha inforcato come un maiale
catte!» Guardò il cielo e aggiunse: «C
bene a ordinare a Henry Beaufort di tenere il
«A me va a fagiolo, vecchio», rispos
e Charlie Fortin. «Mi compro la bir-
ra al supermercato per un giorno
era f
a Sweden e a Nodd's Ridge e intorno a
Castle Lake.

2
lla lezione il giorno
ncenti delle corse di cavalli era in
grado di fermare Loro. Oh, no. Aveva imparato que
aveva trovata tappezzata con quegli
r un po'?» urlò nel microfono.
Gaunt, che si versò sull'anima infiam
«Ah, me ne rallegro», si
ormorio. «Poi... ieri... quando sono to
rnato a casa...» Non riuscì ad anda-
aver messo sotto con
trollo questa li-
ne
mi un ingenuo, sign
Forse stanno asco
conversazione in questo preciso istante!
n Loro. Più di una volta.»
voce calma e suadente. «Se
la linea fosse controlla-
ta, si accenderebbe una sp
spia in questo momen-
raccomandarle di non fare
niente di avventato,
or Gaunt. «Si ubriache-
«No, naturalmente no.»
Erano forse addirittura
vulnerabili. Saperlo gli era di immenso sollievo.
capo. Se ho visto
ne ha voglia, e si goda il suo gioc
one e incertezz
crisi fosse passata.
e presentava i sintomi di un at-
tacco di epilessia. Se la
bisogno di essere tr
E poi c'era la pipa.
iù attraente.
compiu
potuto sentire la tentazione di ruba
re una pipa come quella. Chiunque.
negozio, si fermò deluso
va lasciato la pipa nel vano del crus
cotto non solo per
e con gente intendeva in particol
enti. Se la tolse di bocca (con una lieve fitta di rimpianto) e la chiuse a
chiave nel cruscotto. Aveva già
non correre risch
Sono felice che sia potuto
glio disturbarla...»
e. Entri.» E tese
ggiò addirittura di mezzo passo.
t, palpitant
e di ansia improvvisa. «Sally Ra-
la porta si aprì. Sulla
soglia c'era il signor
Gaunt, splendente e con un
halance, in giacca fulva
con le toppe ai gomiti e ca
invitò. «
à a visitare una paziente e ho pensato
di fermarmi un momento per farle sa
t rispose: «Lo so».
, perciò non vo
quali c'è anche lei. In posizione di rili
prigionano il corpo e...» Balzò fuori il suo sorriso, sopracciglia alzate e una
giorno.
tranquillizzò il signor Gaunt. Si
tolse di tasca una busta comune con sopr
a scritta una parola
sola. L
kel?»
«Io non sono dott...»
'espressione che
«Si ricorda o no?» domandò brusco
il signor Gaunt. «Le conviene ri-
sulla sorte di quella pipa.»
suo ufficio alle elemen
tari ad aggiornare i registri», disse
Il cespuglio di sopracciglia che si
era creato sopra il naso del signor
herzo, dottore. Prenda qui.»
tt la prese, attento a non sfiorare nemmeno le dita
del signor Gaunt. «Oggi è giorno di va
Ratcliffe è nel
ia Burgmeyer...»
«Come fa a sapere tutte queste co
l ritorno, giusto?»
«Supp
ano in una scuola elementare destano
tt non andava molto a genio. Si doma
riteneva poco probabile.
ster si
«Sally gira di nuovo
«Per l'appunto», rispose il signor Gaunt
fare lo spiritoso
rché per la verità era stato un po'
a scarpa o di riempirle di lassati
Riapparve, solare e splendente, il so
rriso del signor Gaunt. «Molto be-
accio in
«Certo che no», ri
stata una bugia... e io non mento
mai in affari, dottor Frankel. Non di-
mentichi la sua piccola
«Allora le auguro un
tornò lentamente alla Plymouth.
Se gli avessero chiesto un
cascava. Che scemo! B
que della contea di Castle. Era dal
n Bridge e attualmente vi avevano
neri erano sale e pepe, le larghe spalle si in-
glio di carta fissato al riquadro di
messaggio quand'era ancora a cinque
il suo cuore cominciò a ba
non soffio. Non era co
velocemente. Mentre
leggeva respirava
n il naso, soffiando e traendo così
rumorosamente da sembrare un toro
l punto di caricare.

PESCIOFAGI DEL VENERDÌ!
Abbiamo cercato di ragi
onare con te: «Che asco
lti chi ha orecchie per
intendere». Non è se
to dai vostri
ione. UDITE IL NOSTRO AV-
VERTIMENTO E ASCOLTAT
LEVERANNO FINO AL CIELO.

«Merda secca»
mente di volta il cervello.»
tato più pesante.
«Non temere, Albert», rispose con
guardò e un sorrisetto
maligno affiorò sotto i
Alle dieci e un quarto di quella mattin
a il display digitale della banca se-
mmeno se lo avesse visto: in
fondo non era che un'automobile in
provviso scaturito da v
rso il ponte a più
di cento all'ora, annunciava l'arrivo di
una parte significativa del destino di
COLUMBUS DAY CHIUSO
una giacca sportiva color fulvo chiaro
l suo posto fu appeso un altro car-
io som-
a nessuno a tagliarsi i
Cose Preziose,
A
CERCASI AIUTO

6

egozio non c'er
pelli; Bill Fullerton e il suo vicebarbiere Henry Gendron sedevano nelle
Creme Oil. Si erano divisi il giorna
ortello del posto di guida. Dal ve
camicia, p
«Ohi, ohi», fece Henry. «Ho paura ch
sia tornata all'o-
mormorò. «Com'è vero che sono qui
«Che diavolo ci fa qui?» sbottò in
anni ha, Henry?»
Henry si strinse nelle spalle. «Più di quaranta e meno di cinquanta, mi
e quale
e il fischio insolente che arriva dalla porta della sala da biliardo è d
loro.
Asso si affondò le mani nelle tasche
del Low Riders e s'incamminò: il ri-
pertorio da duro nell'universo noto.
va in Cranberry Bog Road. Un giorno
ossa somma di denaro. Ben più di ot
tantamila dollari, per la precisione.
editori di Buster avrebbero potuto farlo finire in prigio-
ne, mentre nel caso di Asso
, se non si fosse procurato alla svelta i quattrini,
diciamo entro il primo di novembre, i
suoi
que anni. A quei tempi i suoi vizi erano
restando costantemente su (ma
su) di giri e si era diplomato in furto
in quella maniera grandiosa che spe-
rimentano solo i broker ad alto live
tremmo definire un'esclusiva di gros
te
mpre
y Beaufort al
Era stata un'operazione in piena
a usura a mezza popolazio
ock ed era considerato più che ben im
relativamen
rion «Pop» Merrill. «So
da dove ti vengono i sold
merda bianca.»
«Ma zio Reginald...»
bianco in questo preciso istante. Se
merda bianca e la smercia diventa
zare un pezzo di palude lunga un paio
gola, un'operazione da manuale, e
Asso si era ritrovato a Shawshank
Era uscito nella primavera 1989 e si era trasferito a Mechanic Falls. A-
Aveva conservato il suo posto all'auto
ticut, e presto commerciava di nuovo in
armi da fuoco oltre che in polvere
tto armi automatiche e semi
automatiche. Il culmine
er
t a un tizio con un accento sudam
ericano. Il tipo aveva nascosto il
Th
quando aveva venduto
derbol
a e lo aveva quind
i pagato con di-
cias
mandato Asso affasci-
nato.
salvo rimpiangere di non essere rimasto con i Fra-
rendeva conto che ottantacinquemila era una cifra
nga dal suo normale giro d'affari, ma si sentiva
in gran forma e pronto a fare carri
era. «Nessun problema!» era uno dei
Danbury, nel Connecticut, per chiede
rgli che cosa gli era saltato in
bicarbonato di sodio per cocaina. Evidentemente il
cominciato a essere decisamente
nte avventata finisce in
essere molto convincente, perché il cam-
Danbury, perché al volante era se
duto un nero che chiamavano Timmy
no ai lati, ciascuno armato
non ne ha, finisce a fertilizzare un
pezzo di palude lunga un paio
d
ilitazione dopo la palude.
parole magiche: Ducky Morin.
eva risposto Asso. «Perché?»
I Fratelli Volanti Corson si erano
minciato a ridere. Asso
non sapeva perché stessero
ridendo, ma era conten-
to che lo stessero
facendo. Gli s
sapere Dave Corson.
che sentiva solo lui. «Però era alto. È francocanadese. Si sente da come
parla. Ha un orecc
«È lui, il vecchio Daffy Du
ck», confermò Mike Corson.
«Se devo essere sincer
girato verso il fratello
Mike e avevan
ente condivisa.
«Ma tu te ne sei stato un po' in va
aveva rammentato
«Una piccola vacanza all'Hotel Bell
«Deve essere stato mentre tu eri de
stato quando il cervello ha comincia-
o un po', poi aveva scosso la testa.
«Ma sì che lo conosci», avev
ti ha mostrato un mucchio di bustin
Gli altri eran
Asso. Io ho sce
Mike e Dave si erano scambia
contento che sapessero chi era Ducky ed era
contento che credessero
rli, ma era lo stesso irritato. Lo
«Allora
sere stato tu a scegliere la bustina,
«Noi ti chiamiamo come ci pare», a
veva dichiarato Dave. «Ci devi ot-
tantacinque bigliettoni, Asso, e come garanzia su quei soldi finora abbiamo
avuto solo un carico di
bicarbonato di sodio Arm & Hammer del valore sì
chiamiamo Cacasso e Culaspasso, se
comunicazione. Dave si era alzato e
campo coltivato. Asso non poteva sa-
ei giorni, cantavano
aldarci», lo
aveva informato Mike. Asso si era
to
fortissimo in qu
«Ti diamo tre mesi per s
a di sollievo. «Ora come
quattrin
'altra cosa.»
«Vogliamo dare una lezione a Duck
azione di tutti quelli del
giro», aveva aggiun
«Noi pensiamo che tu
di Casso una volta, Testa di Casso
«Hai commenti da fare, Testa di
Era già felice di sapere
non arrivi puntuale,
siamo tagliarti via prima che tiri finalmente le cuoia.»
e non c'era merce migliore da avere
di rastrellare alla svelta una grossa somma di denaro.
Ma il mercato delle armi era nella
zona delle calme. Aveva venduto me-
tà delle scorte, nessuno dei pezzi più pe
santi, e si era fermato lì. Nella se-
immaginabile di essere disposto a
ura dieci armi automatiche se insieme
con i pezzi fosse stato in grado di forn
irgli il nome di un
affidabile mercan-
te di munizioni. Asso n
batoio del water
nizioni di sua conoscenza.
Prima di portare l'affare a termine, si
era ritirato nello
rinale più vicino al box in cui si tr
porta di servizio.
ura viscerale che gli impediva di a
u: doveva tornare a casa.
Rock. Là c'era la risposta ai suoi g
sto e indispensabile, in quel momento,
ato un errore, il
sempre stato Asso M
eva dominato gli incubi di un'intera
nic Falls era un accattone, un bianco
tle Rock era stato almeno per qual-
che tempo qualcosa come un re.
Non ne aveva idea. La città gli semb
rava più piccola, più bigia e più
vuota di come la ricordava. Era pres
e cosa si era messo in
eva raso
resto carbonizzato
di assi di legno e immondizie da stra
o s
ché Pop era in negozio qua
lacrimare
uand'era quasi arrivato
COSE PREZIOSE
d
trappola per
uo sguardo fu il cartello con la scrit-
ta
tornato a Castle Rock, ma sicura
C'erano alcuni articoli che avevano l'aria di essere
si fosse fermato a contemplare la ve-
omparsi e
perle nere che a prima vista sembrava dovesse valere una fortuna, ma era
bile che in quella mezza fogna di
un filo di perle nere au-
tentiche. Però il lavoro era ben fatto,
Asso andò alla porta a provare la maniglia. Ruotò docilmente sotto le di-
Cose Preziose.

«No», disse Asso guardando il libro
er preso quello sbagliato.»
«È l'unico libro esposto, glielo poss
rese con un piccolo
sospiro e
L'isola del tesoro
di Ro-
bert Louis Stevenson. Che cos'era ac
si era confuso. L'errore principale
molto interessante, ma devo pro-
aunt.»
iamo, io non g
tì scuotere da un'energia travolgente
e la sua mente s'illuminò di nuovo di qu
el lampo blu e questa volta fu un
Ritrasse la mano, stordito e con le ginocchia tremanti.
ttenzione'», rispose il signor Gaunt
con pacata compostezza. «Lei
vuole
prestarmi attenz
«Come fa a sapere come mi c
ribatté il signor Gaunt con una risatina. «La
ontare in macchina.
e lo sostituì con
COLUMBUS DAY CHIUSO
a come se avesse inciampato in una
quando è stata trovata la persona ch
«Ehi, ma io non...»
«Ho bisogno anche di un autista», lo interruppe il signor Gaunt. «Mi pa-
«Una Tucker?» In quel momento Asso
si dimenticò che non era tornato
uol dire come quella del film?»
«Non proprio», rispose il signor Gaunt.
si tolse una chiave di tasca e aprì il
di negozio si svendono un tanto al
tese l'altra ad Asso. «Ha avuto alcune
modifiche. Tieni. Sono le chiavi.»
nella sabbia, credo che mi passerà la
voglia di darti una mano.
se migliaia. Perciò piantala di blaterare e
prendi le chiavi.
li fu attraversata
all'indirizz
più tardi per mezzanotte, ma penso
«La mia automobile è molto più
«Non è lo stesso...»
nell'altra mano e lo gu
rientato. Ma a un tratto aveva capi-
to. Non era affatto a Castle Rock, era a
nella sua cuccia maleodorante, e stava sognando.
«A me sembra un libro, non una storia
chiamav
lia sotto il mento. «Forse non è nem-
riato
i nel New England.
Il disagio e lo smarrimento di poco
mai scritto altro che ricevute e cam-
biali», dichiarò Asso ne
lla cadenza lenta e impast
at
«Lei?»
le
«Non ci capisco niente.»
un libro, Asso, non sarebbe
tesori sepo
argomento che gli stava molto a cuore?»
ammise Asso corrucciato.
Sicuramente sì. Non sei forse tu
«Non mi ha lasciato nemmeno un fottuto centesimo!» gridò infu
e quel vecchio farabutto conservava
ancora il primo centesimo che aveva
guadagnato, ma, quan
do è morto, sul
suo conto in banca c'era
no meno di quattromila dolla
ri, c
a. «E sa una cosa? I
io
quanto era tirchio, invece è mor
er
a bottega? Quante volte
rta... o scriverci una cambiale?
Lo dispiegò con le
, ma sulle prime non riuscì a deci-
«Hai solo bisogno di trovare un po'
gnor Gaunt. «Questa può tornarti utile.»
ra aprì l'altra busta che aveva prel
«Gesù!» Il naso a
lombiana?»
signor Gaunt. «Viene dalle pianure
di Leng.» Dalla tasca interna della giac
ca si sfilò un taglia
rispose il signor Gaunt senza alzare
buono la vita gli offre gratuitamente.»
sca estrasse una piccola cannuccia di
ilmente pesante. Doveva
essere di cristallo,
fo
neamente i suoi pensie
ri diventaro
a brillare come se fosser
o rifiniti con cromature
appena lucidate. G
li tornò alla mente una frase
olto tempo
la testa. «Mai prima
non fare complimenti, Asso.»
«Grazie.»
Guardò di nuovo la mappa e scoprì ch
e adesso l'interpretava senza alcu-
Asso si chinò di nuov
Asso si voltò di scatto, improvvisa
mente convinto che lo stesse canzo-
Gaunt era calma e composta. Asso tor-
zi, per la verità erano otto. Una er
a sul terreno morto e paludoso che era
il quale Treblehorn era morto ormai
da anni, ma non era circolata forse la
voce secondo cui suo zio Reginald
terreno come restituzione di un presti-
to?
rm di Joe Camber. Altre due erano
sui terreni di proprietà di Diamond
Il signor Gaunt alzò elegantemente le
spalle. «Io sicuramente non lo so.
Sembra logico, ma la logica spesso
é Asso. L'eccitazione e la dose massiccia di co-
potrebbero essere proprietà di Pop!
ché nessuno possa mai comprarli... così nessuno avrebb
e cosa ci ha nascosto...»
ricco.
»
«direi che c'
NON SI CONCEDONO RIMBORSI O CAMBI MERCE
«Che cosa vuol dire?»
«Vuol dire che tu non sei il primo ad
il signor Gaunt. «Vuol dire anche che ho
di un autista.»
fatto. Poi rise. «Sta
herzando?» Additò la
m
e posò il libro nel cass
Il signor Gaunt sospirò in un gesto di
rammarico, ripiegò il foglio di car-
ta marrone, lo ripose nel
di cassa. Tutto qu
«Ehi!» protestò Asso.
«Ovviamente se avesse ritenuto di ac
cordare dov'erano ubicate le piccole cr
oci, ma non ci riusciva. Nella mente
tutte in una più grande e solida... di
sere in vendita», ribatté il signor
Gaunt. Lo estrass
arve in un ampio sorriso fame
li dalla ta
co non picchiò l
di tempo libero»,
«Ho poco tempo.»
«Molto saggio da parte tua tenerne conto.»
«Su questo posso forse darti una mano
rti trovare un po' di tiramisù.»
Il signor Gaunt alzò lo sguardo su d
i con una ghignante ferocia che lo
Asso si stupì di ritrovarsi la busta
«Perfetto.» Il signor Gaunt batté un dollaro e trentacinque sul vecchio
«Ora», riprese il signor Gaunt, «ti da
n ti conviene esse
lu
adesso stai attento.»
Asso fece attenzione.
Nan per un rapido caffè, quando lo ch
iamò Sheila Brigham all'interfono.
Alan sollevò il r
ato accento del basso Est, «mi spiace
llente sul piatto dopo la
razione do
amico.»
na parcheggiata
poco più avanti.»
Merda, ci ma
«No, ma con l'auto non ci si può sb
agliare. Una Dodge Challenger verde
scoprirlo al più presto.
C'era un posto libero vicino alla Challeng
er verde. Alan vi
o Asso gli fu più vicino, concluse
tò con la mano. Henry puntò il dito da
Cose Preziose.
Aveva qualcosa in
mano. Sulle
prime non capì che cosa fosse, ma qu
Asso Merrill non era il tipo che ci
ssato era sorto l'
«Salve, Asso.»
ne. Come girano, sceriffo?»
«Che ci fai a Castle
Asso si mise a rimira
«Molto bella», disse Alan. «Hai una patente vali
mprovero. «Guiderei se non
«Non mi sembra
«Ah, mi sembra di capire che non si
fida!» esclamò Asso. Il tono era an-
cora quello scherzoso e ironico di prim
«Diciamo che sono un disc
so. Perché non mi
venuto a guardare
oprire, Asso. Ora immagino che
nque mi sa che me ne andrò davvero», disse. «Ho da fare
Controllò la patente. Era firmata e valida.
per controllare anche quello», gli
va ancor più chiaramente la collera
cconti che cosa sei
ro.» Per quanto strano, Alan sentì di potergli
mprato un
questo.»
lò il pollice nella cintur
a e lo squadrò. «Guar-
dare hai guardato, e il
libro l'hai comprato.»
«Già, forse. Grazie di avermelo fatto sc
scerai serenament
«E se non lo facessi? Certo, trovere
hiaffarmi dentro.
e
«Non lo sto facendo. Quando
la misura. Inforcò nuovamente i
Ray-Ban. «Comu
«Mi fa piacere. Mani occupate sono mani felici.»
on mi sembra per niente saggio. Tu
hai sentito me?»
«Non mi fa paura.»
sei ancora più stupido
Asso lo fissò per un momento attraver
rise. Fu un
sinistro. Restò a guardare Asso che
attra
ò alcuni passanti che si girarono a
guardare
pensò Alan.
va comprato un libro.
L'isola del tesoro,
dalla tenda verde.
No, non si era
sbagliato. Sul cartello
del negozio ancora per qualche ista
ntiva un po' come il giocatore che fa
il semaforo nel gioco di Semaforo
io del percorso. Gli era tornata più forte che
dentro dal finestrino e staccò il mi-
informò Sheila. «Ha già avuto da
nry ha chiesto anche se intendiamo procurarci un fax prima della fi-
ertele a voce alta. Passo.»
sa benissimo anche
Tornò lentamente al Municipio, penelle sue meditazioni. Non riusci-
va a scrollarsi di dosso la sensazione che a Castle Rock
sensazione di essere osservato. Er
a sicuro che avrebbe visto un tremito
Invece niente. Il negozio continuò a
di quella giornata d'ottobre e se non
avesse visto con i propri occhi Asso
«Ci sono. Pass
«Henry dice che se vuoi i punti salienti, lo trovi da adesso fino a mezzo-
giorno. Passo.»
«Sì?»
«He
del secolo, così può mandarci le
«Ti ho solo riferito
Montò in macchina e riappese il micr
ofono. Il grande display digitale
della banca annunciava che erano le diec
rso
o
13
o chiuse per la giornata di festa, ma Brian Rusk
non ci sarebbe andato nemmeno se fossero state aperte.
ogliersi il pomeriggio in cui aveva
signor Gaunt gli era apparso in sogno
con la divisa dei Dodger per ricor-
oufax... ma la coltre non era dive
, c'era suo padre con la tuta grigia
che indossava sul lavoro alla Dick
Perry Rivestimenti e Infissi a South Paris.
a procurarsi un quarterba
«Non usare quel ling
lita energia esaspera
ta; la sua voce e-
cheggiò distante e
scendere in centro
ogg
ise di parlare.
DUE DONNE MORTE PER FATALE
la tonte della polizia statale
dell'ottimo c
no di fame (dava l'impressione di credere che il
rmentarlo come al solito.
«Allora che cosa dici, Bri? A
, saltando da un piede all'altro per
la grande emozione. «Possiamo farci
qualche videogame e magari fare un salto al negozio
«Stai lontano da quel posto!» gridò
Brian e il fratellino rinculò rapida-
«Scusa», cercò di rimediare Brian.
. Ci tira una brutta aria.»
o
sentiva contenere il succo de
due giorni che sembri
«Non mi sento molto bene, tutto qui.»
«Be'...» considerò Sean. Poi si rianim
ò. «Forse qualch
Ci sarebbero stati tutti gli altri, era
a di carino per
qualcosa
fece cascar fuori dal suo salvadanaio, che era una
se siamo vivi.» Dopo una pausa
e servisse a porre un po' di rimedio
alla cosa mostruos
Wilma Jerzyck. Così disse a Sean che forse gli sarebbe
tentarsi per il momento di qualche
plastica
della Coca-Cola.
«Caspiterina!» esclamò Sean facendo
gli occhi grandi. «Sono otto... no-
ve... dieci pezzi da un quarto!
Allora sei malato sul serio!»
«Già, devo proprio essere malato. Di
vertiti, Sean. E non dirlo a mamma,
se no t
are a occhi aperti con que
gli occhiali scuri ad-
dosso», ribatté Se
giunse: «Mi stanno qui, quegli occhi
lmente da para-
noia». Osservò meglio il fratello magg
iore. «Non ti trovo molto in forma,
«Non mi sento in forma», ammise
Brian con sincerità. «Credo che mi
lenziosamente dietro al
vece sempre
peggio. Pensò al signor Gaunt. Pens
ò a Sandy Koufax. Pensò a quello
spaventoso titolo di giornale: DUE DONNE MORTE PER FATALE
A un certo punto quasi si addorm
inciò a suonare il p
nitori. Mamma aveva messo su di nu
ovo il suo gracchiante 45
a da due giorni che
Nella mente di Brian i pensieri ruot
cchiate dal vortice di un ciclone.

classe... ma era
onna del cane.
lsava a te
mpo con i cavalli di battaglia di El-
vi
È stato un duello.
pato un coniglio...»
Il signor Gaunt è il miglior giudice...
«... e non sei amico mio.»
s Presley. A mezzogiorno lo stomaco
doio, chiuse la porta e vomitò nella
lo udì. Era ancora in camera sua, dov
va essere il suo orsacchiotto.
mai, lo colpì una certezza orribile e
figurina di Sandy
dormiva. Si era reso complice di un
figurina e adesso non c'era più.
posto: la faccia magra lo
ca di plastica, andò al le
sa. Non gli piaceva più, ma era su
a. Se bruciandola avesse potuto resti-
Per forza Sean g
pensarci.
i riempiva la mente fu squarcia
era stato visto!
polizia. Non c'era, ma pr
una faida fatale, c'è sempre un'in-
chiesta. Avrebbero interrogato la sign
ora Mislaburski
sa dei Jerzyck. Qu
el ragazzo, avrebbe
dichiarato allo sceriffo, era Brian Rusk.
Al piano di sotto squillò il telefono.
Sua madre non rispose, anche se c'e-
ra una derivazione in
Brian pensò con calma:
Me lo farà sputare. Non so mentire, non a un
mentire nemmeno con la signora Le-
vaso sulla sua cattedra quella volta che era usci-
icidio.
sk cominciò a meditare il suicidio.
ni, molto razionali. Suo padre teneva
«Non ho voglia di parlare a Stan!»
«Non è Stan», rispose Sean dal piante
che se non vieni subito giù a rispon
dere, dovrò venirti a prend
nire con l'auto della poliz
ia. Presto il tuo nome sarà sul gior
tuoi amici la vedranno. La vedranno
fratellino. E quando mos
er
Brian era immobile sulla soglia della sua camera, con il cuore come un
lla faccia sbiancata, come
il trucco di un clown.
Koufax.
Sandy Koufax lo chiamava per tele
tt'altro che peregrina su chi fosse
Scese muovendo a stento piedi di pi
«Salve, Brian», lo salutò
be chiesto che cosa stava succedendo a casa Jerzyck, ti pare?»
«Lei come lo sa?» Brian aveva
di nuovo voglia
cosa giusta, Brian. Proprio la cosa
che scagliava i sassi
. Penseranno che
non l'hai visto perché si
ad arco nel salotto della TV per
assicurarsi che Sean n
ate davanti al televi
Mentre il figlio maggi
to
curate),
il bisbiglio dei suoi pied
Rusk, in vestaglia, ballava in silenzio in camera sua.
Solo che non era la sua camera.
cchiali scuri che le aveva venduto il signor
dei condizionatori d'aria
vano a Graceland; molte erano inchioda-
in un tono lamentoso e accat-
tivante. Ballava sotto l'enorme lampadario di crista
La scena cambiò come in una lent
a dissolvenza cinematografica e Cora
l'hula-hula nella Sala della Giungla con
le sue accigliate
divinità Tiki, il
e a quella particolare esigenza. Con
la terapia della dizione fosse un'esperienza ama-
rasco
rrere rintanata in quella cantina, an-
dute di terapia della dizione di Sally
Ratcliffe era stata rimediat
l seminterrato fra il lo-
cale della caldaia e il ripos
r la maggior parte dei ba
mbini che ne avevano bi-
pendevano dai tubi polverosi contro
il soffitto, ritratti di divi della TV e di
rock star alle pa
della caldaia accesa. Co
sì diceva a se stessa,
della terra perché fossero
come rinfrescarsi in acqua di sorgente
si era affamati. Tenerla era...
Oh, te
nerla fra le mani era estasi.
aveva molto senso: quale ladro a-
vrebbe voluto rubare un vecchio pezzo
sse trovato? M
oni e le stesse immagini avessero riempito la
lei tutte le volte che serrava la
scheggia nel piccolo pugno... allora...
verlo pienamente.
e. Si faceva un gran parlare di quel
«Cavoli, quella ha due gambe che le
tato una volta Bobby Dugas.
quell'autentica battu
menti del genere con un
glio interiore, con il cervello che tr
avrebbe
di mostrare la scheggia a Lester,
invitandolo a tenerla fra le mani.
No!
aveva protestato una voce
infantil
No, è mio. Lui non ci troverebb
e mai quello che c
giorno in cui l'
condivisa con lui, allo stesso
con lui il proprio corpo, ma non era
ancora tempo né per l'uno né per l'altro.
Quella calda giornata
ti guai alla trasmissione, ma grazie al cielo il problema era stato presto ri-
ocata dovuta all'intuito più che al-
l'e
ce
e
sporgeva da sotto il sed
ile. Sembrava una busta.
una catena di adorazione che Sally ac-
to che fosse; per i secoli dei secoli,
ituato a usare nella pu
lo stesso scrupolo
to gradevole. La parola era
Amore,
femminile.
rino del posto di guida e si allungò
per abbassare anche l'altro. Prote
rcepire un profumo. Se era vero, non era suo; n
che c'è ancora lungo lo steccato.
La busta non disse niente. Se ne
Vi passò sopra la punta delle dita, poi
la piegò da una parte e dall'altra.
Quel qualcos'altro era probabilmente una fotografia.
Dopo qualche inc
ce. Intravide allora
er mentre lei era al lavoro?
agitto da casa a scuola.
«Salve, signorina Ratcliffe!» gridò qualcuno. Sally riabbassò precipito-
samente la busta e la nascose nelle pie
senso di colpa le
strinse momentaneamente il cuore.
Era il piccolo Billy Marchant che a
oco per lei?
lei,
va amiche che la chiamavano tesoro o
cara o amore. Era stata lasciata per
La soluzione le arrivò come una folgore e si accasciò contro il sedile co-
on un piccolo sospiro di so
argli il messaggio
ne e confusione.
È stata una liceale che si è presa una sbandata a infil
Non ha avuto ne
mmeno il coraggio
ivolò in mano una stampa
Kodak. Vedendola, il
suo cuore ebbe un'esitazione. Poi Sally
cominciò ad aprire la bocca mentre
le guance le si colorivano di
un rosso soffuso. La su
a mano salì a trattenere
donna seduti a u
mente) di un locale piuttosto ampio. Su
l tavolo c'erano una caraffa di birra
le lasciava scoperto l'
ssere di lino. Una sottana
molto corta.
Una del-
atura era molto muscolosa e i
ola. Indossava una ma-
No! proclamò la sua mente in preda al panico.
può essere lui! Lester
due divi fa
che è così, perché...
«Perché così dice.» La s
un trauma per le sue
stesse orecchie. Avrebbe voluto accar
tocciare quella fotografia e buttarla
fuori del finestrino, ma non poteva fa
e potuto trovarla,
condeva quasi del tutto qu
ella della donna, ma
Sally vedeva la linea dell'
arcata
ancia sinistra e un tratto del ment
o. Più importante
sciato la chiesa. E poi se n'è andata
. A Portland o a Boston, un posto così.
il compiacimento di poco prima e da
la fiducia dell'innocente è lo strumento più
Ma non era necessariamente Judy;
riconoscere pers
che quando gli amanti sono
Questa è vita reale. E
e curate, con uno smalto scuro.
di non essersi per nulla meravi-
che l'uom
o con lei sia Lester. Poteva
e e fu come se il cuore
le si riempisse improvvisamente di
a baciati amorevolmente
nte per gli scontri amorosi in veranda) e le ansi-
mava all'orecchio paroline affettuose
e promesse di incr
Sì, era proprio Lester. Un orologio lo
brano di una vecchia canzone: «
Ragazze
«Sgualdrina, sgualdrina,
sgualdr
brò all'improvviso di odio. Come
rnare da lei?
Come?
in un rauco risucchio fra i denti.
tta da un gemito. Se Judy
uasi mezz'o-
e sentimenti c'era anche
un sottofondo di eccita
zione sessuale, una cosa che non avrebbe mai con-
ai a se stessa.
nte che non fosse vero che era astemio, no?
Con la mano che le tremava, mise da
l'avrebbe aggredita con le proprie
unghie, per quanto pudica
Aprì il foglio. Il messaggio era breve, la scrittura era quella arrotondata e
Caro Les,
Sally rimase seduta al volante della Mustang di Lester per q
balia di una temp
esta di emozioni,
furore, gelosia, mortifi
cazione. Nei suoi
ssato a nessuno, meno che m
to «in memoria di me».
ch sembrava far eco alla sua collera. Inserì la marcia e partì dal parcheg-
gio della scuola in una nuvola di fu
mo azzurro e con un gemito prolungato
di gomma bruciata.
IL FUOCO ADDOSSO
COSÌ FORTE
Il tuo COSONE
Ma la frase alla quale inevitabilm
accontentati di questa fo
Suo malgrado le affiorar
tto, in memoria di me». Le
gambe spalancate di Judy Libby e Li
bby che gli diceva di prendere, di
mente mentre esaminava
con la fotografia. Le mani le tremava-
llenti e bruciavano come acido. «
bugiardo

llo slalom sul suo skateboard, solle-
vò la testa di scatto, colto di sorpresa.
alla ricerca della scheggia che non trov
ava. Il suo odio per Judy e per quel
Aveva portato con sé la busta strapp
Lo afferrò e subito si sentì inondare
lasciò cadere la
vati dalla misericor
Dovresti
proprio occupartene, sai?
disse il signor Gaunt parlandole da dentr
intorno, un'oscurità che era co
non è un uomo, è una macchina dell'amore...»
Mentre Sally Ratcliffe era assorta nella sua nuova oscurità, Polly Chal-
iar entrare uno scampolo di
quel pomeriggio d'ottobre
così incredi
Iko Iko
sente meglio», l'apostrofò Rosalie
meglio, a giudicare dal canto.»
rivolse un sorriso velato
«Vuoi dire che ti senti meglio tuo malgrado.»
bi
orso da reclus
fosse stato per lei. Era stata lei a scrive
sue azioni, a firmare con
il proprio nome la condanna a morte di Wilma Jerzyck,
l resto era stata
Contemporaneamente il suo animo pi
ù semplice piangeva la scomparsa
dell'amica e si tormentava per il fatto
evisto), e svolgere quelle mansioni,
rte dal foglio di carta
e. Da sola, non
Ti voglio bene, Polly».
fa. Ora anche
Rosalie sembrava di
per le mani di una regi-
parte. Guarda.»
tilenò Rosalie. Quella ma
ttina avevano ricordato
O perché non era del tutto reale per ne
«Ti sento», rispose. «È vero che st
è vero che sono molto contenta di sen
«Mi pare di sì», ribatté Rosalie. «Non
china per cucire. Fa' vedere le mani.»
avrebbe mai scambiate
storte e i noduli di Hebe
rden che le ingrossa
, ma Rosalie notò che il gonfiore era vistosamente
Chiuse lentamente le dita
Poi le ridistese, con la
stessa cautela. «Era da almeno un mese
i senza terribili sofferenze.
«
Cavoli
se Polly. «Io vorrei finire questa
«Ci penso io.» Rosalie fece un passo,
a si fermò subito per girarsi di
portò la mano si-
rebbe potuto volere il signor Gaunt
14

1

liera) di Castle Rock
avevano in comune una so-
mente infinita di pullover d'angora,
stupida per essere una di Loro.
ù molto di Myrtle, ma era lo stesso
seccante vivere con u
te
rebbero bastare e la Best ha a dispos
izione una notevole scorta di Tag-
iamo averla domani a
ia sugli in-
) e prima di notte prevedeva di es-
sersi intascato un'altra be
Ormai ragionava addirittura in
quanta la loro allegra brigata... be'
accogliere Ariadne nel suo ufficio
CASSE DI DINAMITE. Sotto, nella sezione
Municipale N. 5 abbiamo finalmente incontrato
gart Hi-Impact. Ho controllato di
persona. Poss
mezzogiorno, se vogliamo, e comincia
to i punti da minare se qualcuno del
n'occhiata.
Deke, battendosi l'ungh
, stava sorridendo.
danno sempre de
l taccagno!»
aggiunto la frase seguen-
nti casse già che ci sono.
di darmi un colpo quando arriva la
di quando vi si era affacciato in
ba. Ce n'è da fare un bel botto. N
on vogliamo che finiscano nelle mani
pomeriggio, ma erano passate le cin
raggiunse quella che sperava fosse la
sua destinazione. Era in un quartiere
calcestruzzo.
portellone e cercò un
coltò.
za grande e abbastanza solido dove ri-
la copertura asfaltata. Oltrepassò
egato un'ora per trovare Whipple
te. Una persona con una scorta di co
eva benissimo conoscere gente che
contante dopo il tra-
monto del sole.
Non sentì altro che silenzio.
Forse non è nemmeno il posto giusto,
a. A meno che avesse c
r mezzanotte,
sono infelice, certe volte perdo le
Ma non riusciva a calmarsi e sotto so
nell'altro. Ma il problema contingente
tramonto. C'era qualcosa di
al
strade sui mozzi privati delle ruote.
Da quando era arrivato nei pressi di
W
la persona camminare per una via o s
avuto lo stesso la sens
sere spiato.
Ai confini della realtà.

Se non sei qui entro mezzanotte
, io sarò molto infelice.
«Ehi! C'è nessuno in casa?»
Niente da fare. Il portellone non
ante color verde pi
per qualche atti
é gli faceva acca
ltro, tornò alla Challenger e si se-
Subito il portellone cominciò a salir
e silenziosa
mente nelle sue guide.
un pezzo di carta stagnola a forma di
cono, in maniera che le luci ve-
to.
Asso lo fissò con la bo
L'interno era ben illuminato da una
In fondo alla spianata di cemento c'
era un veicolo coperto da un telo.
c'era
erto
azio da vendere. Riattraversò a piedi la rimessa e di fianco al portellone
aperto trovò il pannello di controllo.
succedere una diavoleria simile,
thoth,
allora rabbrividì. Il
cazzo sapeva chi era
quintale di treccine che gli sgorgavano
dalla cute lercia
tratore, per esempio.
Nessuno
le. Pensar
a stato fissato un foglietto. Su di

desiderare. La tua automobile qui sarà
prima arrivi, prima potrai cominciare
mpo. Il signor Gaunt era stato lì prima di lui,
ia al tesoro e fino a
né il signor Gaunt, né la sua map-
auto. Ma perché? E che
qui. Prendiamo il regis

per sostituirlo con quello di
ona giusta, s'intende, una di quelle
Già, appunto,
Non era sicuro di volerlo sapere. Pe
rò gli interessava sapere che cosa
c'era in quelle casse. Se doveva tras
di saperlo.
Schiacciò il tasto di STOP e spostò il re
gistratore. Si ar
lanchino sotto il coperchio di legno de
lla cassa più in a
Detonatori.
ondiale?
erano pistole tedesche,
ma sapeva in che cosa
si traducevano per quanto lo r
nai per le pistole.
osi nervosamen
otendo la test
di caricator
stra.
Detonatori.
Munizioni.
«Io no», mormorò scu
o in seco
me alternativa. Non sapeva se Ga
modello più efficiente di
e lui non voleva averci a che fare
I suoi occhi si po
Un contentino per il disturbo.
si, che improvvisamente le bobi-
ne del registratore entrarono in funzione da sole, senza che nessuno avesse
premuto un tasto.
sso», lo ammonì gelida
ti conviene fare il furbo con me. A
divertiremo. Riga diritto
e ripagherai della giusta
rato sottile di polvere.
E non c'era una sola
presa in vista.

si più calmo e non è così strano
mediatamente davanti all'autorità su-
l'esistenza di un signor Ga
di misteriose griglie cromate, sul
i un bianco ad Harlem, una
macchina senza targa, una macchina
ica gli aveva impedito di
sottrarsi con la fuga al confronto con
o i processi razionali e
tirare avanti fino alla
conclusione del suo incari
co. Così avrebbe conser
vato qualche possibilità
di risvegliarsi nel mond
o che aveva sempre conos
quante insidie erano disseminat
e capiva.
operchi sulle casse di pistole e munizioni. Andò
di polvere. Per qualche momento diment
n'onda di meraviglia e felicità.
ed era magnifica.
dalle cromature che correvano lungo i fianchi e sotto il paraurti anteriore
dentellato. Al centro del cofano spi
la motrice di un
Goodyear cerchiate di
bianco erano così pulite
che quasi scintillavano nella luce delle
Hai un altro problemino, vecchio mio.
Quella s
embrava più potente.
idea
se gli riusciva di aprire il cofano
posteriore... ma era come
yog-qualcosa. L'impressione era
possibile.
qualcosa. Qual-
C'è un sensore nascosto da qualche parte,
disse a se stesso, ma non ci
Suonò di nuovo il clacson mentre
e non avrebbe mai più rivisto la su
ne importava niente.
a girare dalla parte segnalata. In
breve tempo si era lasciato alle spal
cita e fermò la macchina del signor
Gaunt alle pompe di una st
azione di ri
fornimento della M
llice sporco di grasso e girò into
one. «Fantastica!» commen
«Come?»
«Fai il pieno, amico. Qui non
siamo a Sfida al Campione.»
«Oh!» trasalì il ragazzo
diventand
faccia. «Certo! Faccio in un lampo!»
timidamente.
«Forse l'indicatore è guasto...»
lle nella vernice? Che ti ha preso?»
in bagno a rifornirsi
un po' il naso. Quando tornò fuori, tr
ovò il gi
Paura di che cosa? Di me?
sguardo tornava continuamente alla Tucker.
on fu, ne era mat
su
sempre esaurito... mentre il serbatoio
era sempre pieno.
7

Nel N
rossa cambia a
da sé e si illuminò un
piccolo quadran
PEDAGGIO PAGATO, GRAZIE
periore ai centotrenta all'ora, sent
cola parte della sua straordinaria pot
rino del posto di guida sporgeva l'ine-
Ahi-ahi, pensò Asso. Cuccato. Gesù
quello che sto trasportando?
Ma sapeva perché, e non
era colpa della coca che
aveva tirato. Forse in
un'altra occasione, ma no
lism
correre. Guardava il tach
l'erta. No, era andata diversamente:
lo sbirro non aveva visto la Tali-
sman. Pazzesco, sì, però chissà perché gli sembrava del tutto logico. La
alle otto e un quarto, con quasi
quattro ore di antici
s-
o affari miei», rispose il
signor Gaunt. Lo osservò impertur-
la vita
ti sorriderà di più se lavorando per me assume-
sforzo. Asso
Cose
la mano sulla curva slanciata del co
fano anteriore della Tucker. «Non ce
la mia merce, immagino.»
aveva bisogno di quattro ruote per il la
macinini.
«Questi son
to. «Troverai che
issi sotto le
Se opterai sempre per la terza solu
Mi capisci?»
«Sì. Sì, capisco.»
rebbero rimasti stup
iti se avessero
signor Gaunt che spostava scatole e
solutamente niente fino
asferito le casse, si-
sbarra a molla di una gross
ghigno di morte.
«Ottimo lavoro», si com
dita. «Un'operazione svolta con diligenza e filata
sturbo.» Il signor Gaunt
che questa notte
tterà un tigrotto nel motore, come di-
ceva qu
Asso ebbe un
mappa! È a
Si batté rabbiosamente
Il signor Gaunt stava sorridendo. «I
«No, l'ho...»
Tesori
Lo prese e lo sfogliò. La mappa era
tudine.
«Non avrò bisogno di te fino a do
mani sera, pi
posto in cui vivi abitualmente a Me
dato che prevedo che avrai bisogno di
nde importanza per i cittadini di que-
st
gnor Gaunt. «Tro
verai davanti al
ne
te, ma...»
che la Che-
vr
ontrollo della
st
bia più molta importanza.» Dischiuse
il si
ve già nell'accensione. Una macchina
della ditta, come dire. Temo che sia so
Il signor Gaunt scelse di non risp
atale. Non ce la fares
aunt, signore», ribatté meccanicamente Asso. «È favolosa.»
mi baso su un se
«Sicuro.» E Asso era sincero.
«Giusto! Grandioso! E ora, Ass
farmi compag
«Grazie, ma proprio non posso.»
mani sera, fra le otto e le nove.»
so come parlando nel
Il signor Gaunt tese la mano. Asso fe
ce per prendergliela... poi si accorse
che fra le sue dita c'era già qualcosa
e con un piccolo gemito di disgusto. Non capiva
nel pelo chiaro
conato gli risalì per la gola... e ridiscese.
scosto in ta
sca un topo di gomma o qualcosa del
ando il signor Gaunt avesse potuto
raccoglierlo senza che se ne fosse
rtava. In ogni c
na, Asso!»
del pollice a
a scivolargli nel palmo privo di rughe.
ava chiudendo la port
a che dava nel vi-
colo. «Ma dove ho mess
o quel formaggio...?»
Si udì il pesante scatto
me
gli contrasse lo stomaco,
zo», mormorò. «Si era na
nere. È stato un trucco.»
ella flaccida gela
tina di cui erano

Però per un momento l'autorimessa de
serta, la Tucker
che decideva il
percorso da sola, quella scritta s
OG-SOTHOTH, cercarono di travolge
rlo e una voce possente gridò:
nso della realtà, una minima coscienza
Contava la coca e contava la mappa
e aveva una mezza idea che contasse
nient'altro. Non poteva
Cose Preziose.
ta già
di tornare in
n una barriera; si rivide nell'atto
liaio. Aveva già idea di che cosa ci
e vide un adesivo sul paraur
ti posteriore della Celebrity
e si chinò per leggerlo:

I
ANTIQUES

Comin
a squarciagola
Che grande amico abbiamo in Gesù
te che si
te

pomeriggio di testate e
Era stata una bella serata, ma alla fi
ne un sacco di pers
eva avuto intenzione di chiama
a mangiare un gelato.
Alle ragazze piaceva
talvolta fare cose del genere
senza preavviso, aveva notato.
lasciato all'ango
lo della Main con
attro amici a bordo della macchina.
te estiva portò alle sue orecchie le
note di «Gesù è un amico per sempre».
Lester salì adagio verso casa. Si se
maccato e infini-
quei giorni speciali e
casa sua! Era andata da lui me
Ohi!
»

sessuali prematrim
pronto a espiare la colpa di quel partic
olare peccato, se
er Pratt tutto felice. «Sento odor
della mia Sally!»
Corse alla veranda saltellan
«Sally!» chiamò. «Sal, sei qui? Scusa se
ho fatto tardi... Sono stato alla
era uno di quei vigorosi giovanotti
ltava
giù, bramoso non già di incontrar
e il giorno, ma di aggredirlo,
gerlo a sganciare il pallone.
Ora tuttavia ridiscese le scale con
macchina c'era, ma Sally no. Che
cosa poteva voler dire? Non ca
piva e non gli piaceva molto
ccese la luce della veranda e uscì
ai gradini e lì si blocc
ray di vernice rosa shocking prelev
Immobile sul primo gr
La
. Ascoltò venti squilli,
chiamato, così aveva chiesto a Irene Lutjens se
da non sembrare più nemmeno carina.
Irene faticava a crederlo, ma era ve-
Da parte sua, Sally non aveva in
e cosa era successo. Era troppo orri
portato con sé fino alla tomba. Così rifiutò di rispondere alle domande di
Irene per più di mezz'ora. Poi tutta quan
gli occhi g
«Non è niente», cercava di placarla
Irene, cullandola fra le braccia.
«Non è niente, Sally. Gesù ti vuole bene
ne vuole quel fi-
muscoloide qualcosa per farti ricordare per sem-
nnatamente
pia.
ì orribile..
iaceva per Sally, era since-
e Sally era così da
Sally, chissà che non invitasse fuori le
i? Ogni tanto la
«Mi sento cos
ceeerto
»,

rispondeva Irene, continuando a
cullarla e ad accarezzarle
i capelli. «Non è che hai ancora qu
«Brava», aveva mormorato Irene. «Bra
giu-
Però, aveva pensato, avrebbe potuto
Lun-
berts. Nondimeno, quando il signor
sero senza mezza
come un pesce affamato si lancerebbe
sull'irresistibile ammiccare di un
Uscì da
Cose Preziose
eva comprato le perle nere per l'in-
credibile prezzo di trentotto dollari
e cinquanta centes
promesso di fare un piccolo scherzo,
assolutamente innocuo, a quel pom-
quella Bibbia ambulante le avesse lasc
iato tanto così di una mancia, fosse
on una sciocchezzuola del tutto inno-
andar via con un sorriso cordiale sul-
una giornata così impegnativa,
estrema-
impegnativa, con appuntamenti ogni
mezz'ora e un gran numero di
telefonate da fare. Il luna park era in
era stata collaudata con successo; si avvicinava ormai il mome
Come sempre, quando arrivava a quel
risorse verso il proprio fine, perché
felice, e fatic
«Che giornata estenuante», sospirò il signor Gaunt e si stampò sulla
otto e mezzo e già c'era un mess
o appiccicato al telefono. Henry Pa
yton della polizia di stato aveva
alla e schiacciò il
e il numero della caserma di O-
e gli rotolò nella manica. Ci fu un tintinnio
ente Alan. «A
doppio omicidio», rispose. Chiuse la
delicata... ma Alan era più che all'
gento scivolò fuori del pugno
lo già scomparso, un rumore insignificante che in
llo stop, non aveva più pensato ad
Aprì la mano.
?» chiese Henry.
«Tutto», rispose seccam
sso. Credo che più di tutto non mi
vada giù la cronologia. Continuo a
i. E sai una cosa? Non
ci riesco. E ogni volta
che non ci riesco, mi domando quanto
i miei occhi non vedono di questa
ero, non ce la vedo molto
bene. Non ce l'ho mai vista». Poi si
ulla base delle valutazioni
di un dottore di cani e uno scarto
o qualcun altro, Alan. No
n sappiamo chi abbia uc-
I piedi di Alan si sta
«Già. Cominciamo dal cane
. L'hanno rifilato a Jo
a decine. C'era sempre qualche balo-
gio medico di paese disposto a sottoscri
vere che l'ora della morte era fra le
'anni di serv
forze dell'ordine, Ala
essere sinc
sembra un po' stupi
caso aperto s
o che c'era sul cavatappi. Te lo
«Quello lì. Il perito di Augusta ci
, ma Peter Jerzyck
cognito non era nello stile di Wilma
Ma vorrei che intanto tu
mi credessi sulla parola, Alan. È
Non si somigliano per niente.»
«Tu sei fuori!»
«Sono dentro e ci resto. Se non sbaglio
«Sapevo che c'era qualcosa di storto
saggi attaccati con l'elastico. Non riesco
cronologia è tutta sbagliata ed è pe
, soprattutto perché giudico possib
ile che Wilma Jerzyck abbia fatto una
bia cercato di camuffare la sua scrit-
no un esperto e la
rrebbe niente davanti a una giuria. Pe
ferto del perito?»
«Chi lo sa?
se per te.»
«Spara.»
llo a cilindro diventò un bastone da passeggio.
«La persona che ha ucciso il cane ha
ll
te muovendo-
a fare ricostruzi
oni impensabili par-
tendo da pochi elementi l
una tartaruga e ci vorrà
pr
moniare in tribunale,
ta è no, non si assomig
minciare c
impronte parziali sono di mani
molto più grandi. Anche tenendo conto
«Io ne sono sicuro. Ma di nuovo non
potrei affermarlo
«E chi se ne frega?» Su
l muro apparve all'improvviso l'ombra di un faro
che si trasformò in una piramide. La piramide si aprì come un fiore e di-
Wilma Jerzyck, ma un
uomo
che quella domeni-
ca mattina
e aveva ucciso
volto e non vide che fumo e om
re una cosa del genere, se non Wilma?»
«Io non lo so, ma può darsi che abbi
Chi?»
o da scaraventare il marito fuori dalla
lla sua bici, con un'aria molto sp
iesto che cosa era successo. Il bambino ha rispost
e nel frattempo il fracasso era
ipotizzò Alan. «La casa che c'è dal-
l'altra parte di quella dei Jer
raggi, magari in
ente altre fami
«Non lo so. Lei lo ha riconosciuto ma
non è riuscita a farsi venire in
so isolato. Lo troveremo.»
«Quanti anni?»
viene proprio nella capitale della cont
gne dal fuoco da sé a Portland e a Bang
volo pronunciare il
di
rappò un modulo rosa di verbale di
ragazzo, 11-14.
vedersela con tre sbirri della
statale grandi e grossi e gli scapperebbe
«Sì, sul programma di prevenzione an
tidroga e per la giornata delle for-
ze dell'ordine», rispose Alan. Stava cer
con figli preadolescenti abitassero nello stesso isolato dei Jerzyck e dei
e, ma per cominciar
ntentato di quelle tre.
duarlo.
«Niente di sicuro, m
yck che l
«Perciò i rumori er
«Questa è strana davvero, Henry.»
«Chissà se il ragazzo ha visto il colpevole?»
burski il ragazzo era spaventato perciò
contro l'altra, scout, e forse per
dismo.»
re», ribatté Henry, «ma sarei più incli-
gusto di farlo. Per capriccio.»
trovava l'ipotesi a dir poco fantasiosa. «Forse è stato proprio il ragazzo»,
suggerì. «Forse è per questo che er
vandali
vo suppor
«Ma perché perdere te
i niente in contrario. Come hai de
o per veder pas
«Di niente», ribatté Henry Payton prima di riattaccare.
Creò qualche altra ombra di animali su
na circo-
mente qualche altra famig
un volto familiare.
Fece per prendere il berr
sa di un intervento d'emergenza della
l'impressione che avrebbe retto a lung
era
resa e si voltò. Ricambiò il sorriso
di Alan, ma il suo era
«Scusa, Alan. Non...»
lly Chalmers venerdì sera. John LaPointe spa-
da evitare un autentico disastro, ma non tanto
«Grazie, John», rispose Alan con un
«Oh! Merda! Sì, subito!» John si affre
ttò a liberarlo. Per l'eccessiva
bile presa che aveva sui due cas-
emura, urtò Alan. Ad Alan sfuggì
la la
occare al volo. Gli piom
barono anche quelli sui
piedi.
il piede destro e poi decise che
Bastardo!
«Ma che cosa ci tieni lì dentro?» sbo
nistro nella mano. «Tavole di granito?»
t
io e quando ruotò su se stesso per
rastrellare i fermag
«Urca!» esclamò John.
«Scusa», disse di nuovo John e strisc
ulto e urtò violentement
scrivania. Cascò così un'altra
Impiegherà tutta la gior
«Tutto bene, sceriffo?»
«Sì», rispose Alan. Poi guardò il caos di moduli e pratiche che coprivano
divisa prima immacolata era ora co-
ento sotto quelle scrivanie. Poi
riprese a ridere. Proprio non riusciva
controllato
o ieri sera e la mia
rta di polvere e Alan, per quanto in
preda all'ilarità, prese nota mental-
rburton non dava una bella passata al
trattenersi. Clut guardò John e poi
o Graal? L'Anello Mancan-
«Non trovo più il portafogli.»
ò disgustato il campo di battaglia
io che ho usat
ntiac. Ma qualche volta,
rché mi fa
John», osservò molto sensatamen
«Clut», intervenne Al
ti qualcos
hn siamo in grado di cavarcela qui. Si
lioteca del Congresso. Anzi...»
«Grazie della consulenza, Clut. Ci vediamo.»
n trovare più il portafogli e sapeva co
me ci si stava male. Né era solo
la perdita
te di credito; con-
di ogni genere finita per
soldi e
Lo farò. E riordinerò questo casino.»
memoria cianfrusaglia
n le banconote, roba che altri avreb-
ato a raccogliere carte e riordinar-
. Ma ho rinnovato la licenza di cac-
... cose del genere.»
Ma non era vero che teneva molto alle
fotografie dei genitori e a quelle
ta alla Fiera di Fryeburg tre mesi
prima che Sally gli preferisse quella
, lo rincuorò Alan. «Non troverai più i
e fotog
nire così. Lo sai.»
«Già», sospirò John. «Solo c
con filosofia.»
Alan uscì scuotendo la testa.

La campanella d'argento sulla porta di
Cose Preziose
Le era difficile pensare che un artico
e a pensarci. La melodia
n ricordare... eb-
ballato su quelle note
al Pavillon di Old
Orchard Beach co
n il capitano della squadra di football
più tardi, quella stessa sera, gli aveva coscientemente donato la sua ver-
ginità sotto una gloriosa luna di ma
le aveva riempito la testa come un
vortice di fuoco.
«No, è ancora qui», rispose il signor
«Sono sicura che costa più di quan
e orecchie quando saprà com'è ragione
Nella sua mente ricominciò la musica.
4

«Ora ricordo», disse Jillian Mislaburs
ki ad Alan. «Era il ragazzo dei
Rusk. Billy, mi pare che si chiami. O forse Bruce.»
Erano nel soggiorno, domi
nato d
tto la Sua corona di spine, Alan
«Brian», la corresse.
a verde, ma quella matti
ù confidenzia-
stato suo padre a montare i rivestimen
anni fa. Il bambino era venuto a da
re una mano per un po'. Mi era sembra-
osse la testa. I grandi riccioli tr
emarono. «Mi spiace che abbia fatto
la voce in un tono pi
Pete.
Mislaburski? Riguardo alla ca
sa, o i rumori, o il bambino?»
naso e inclinò la testa.
tenitore termico nel cestino della
mano. Un lampo di luce gli si era
acceso pe
cnic o a
ai rinfreschi. Lo ricordo solo pe
lla sua bici. Era dentro di spigolo
niente stabile.»
lentamente Alan. «La ringrazio
molto.»
«Ha qualche significat
o? È un indizio?»
ragazzo avesse sedici o diciassette anni,
aveva affermato Henry Payton.
a il suo interesse per la chiacchie-
rata che avrebbe avuto
quel pomeriggio con il
giovane Brian Rusk.

5

La campa
nte, rigirandosi fra le mani il berr
o karma.
io che glielo dica subito. Harry Samu
gnore.»
«Apprezzo la sua onestà», rispose il
signor Gaunt, «ma forse ha parlato
«Davvero?» Sonny inarcò le sopracci
glia. Sapeva che esistevano attrezzi
del genere, con i quali si
poteva operare indiffer
entemente su automob
bbricazione nazionale o estera, ma
perché mai?»
auto d'epoca hanno bisogno di molta
Mai sentito di una Tucker Talisman.»
otipo e quella che ho io. È stato nel
chi del signor
esta parte di Derry.»
uò essere. Ch
«Una Tucker.»
verso l'alto. Contemplò il signor
53. Il signor Tucker si trasferì poc
«Sì.» Il velo negli oc
questo paese... Lui e la sua stup
ida guerra! Ma crede che i de-
Fissò uno sguardo truculento sul signor Gaunt che piegò lievemente la
Sì, amico mio, sfogati.
Siamo uomini di mo
a di dire pane a
ancora di più a suo agio, meno imba
razzato per le mani sporche di gras-
so, più disinvolto.
«Io
non ho niente contro
dico, alla Casa
stola quattr'occhi per la Casa Bian-
gli uomini con la testa troppo piccola.»
«Non si fida di uomini con la testa
Si scambiarono un sogghigno d'intesa.
Il signor Gaunt andò a prendere le
chiavi a bussola, contenute in un a-
arnesi in acciaio cromato che So
E naturalmente Sonny comprò le chiavi. Il prezzo era incredibilmente
y rispose al
signor
Gaunt che
stardi di repubblicani cantasalmi.
E sopra la porta tintinnò
Henry Beaufort, proprietario e gestore del
pensiero inutilmente, perché il
Tiger
non
chiudeva prima di notte e
raramente Henry si alzav
a prima dell'una di po-
palcoscenico per ballare con
in negozio. La sua pelle era
erra mondiale (e anche se Myra non lo sapeva
ro conteneva una
mousine. C'era uno degli amici di Me
mphis di Elvis al volante della li-
va nemmeno il disturbo di
ne. Era l'atto al
mattinata: in vi
aggio a undicimi-
aunt... che però non era più come era st
ato
la prego, non proprio adesso.»
sso
Myra, dove solo le
allora la tua fantastica
sto-
sparsa di bolle, come se ustionata
aveva sorriso, i suoi grandi denti erano diventati
«È ora, Myra», aveva
«Sì, proprio adesso. Hai prome
non lo facessi, Myra.»
Aveva udito uno scricchiolio. Aveva
a d'amore
e c'era sotto, osservava Myra con orrore crescente,
dal letto come se avesse
essa, Myra», aveva
gnor Gaunt. Parlava ora da un profo
a stessa mente.
o anziano e malato, con la
faccia gonfia di anni, di e
il signor Gaunt, «la foto sarà come
Se qualcuno ti vede, tu non rivedrai mai più
ente
di gomma nella ruota che si andava
lla sua adorata Thunderbird la stava
stimolando sessualmente. Dio solo sa
peva perché, ma pensava che quando
avrebbe avuto un gio-
aveva ordinato, decise di dare quel to
irregolare sulla lucida superficie.
Non successe niente, ma capì che era or
a di andarsene. Si era già tratte-
nuta oltre il lecito e poi... a casa sua,
a occupata in altre faccende sotto
Re era stato restitu
a, salì i gradini a due pe
r volta. La foto era su
Si sbarazzò delle scarpe
e dei jeans, acchiappò
la foto e si tuffò nel
Evans... almeno temporaneamente.
«Salve, signor Potter!» salutò Leland Gaunt festoso. Spuntò un nome sul
foglio vicino al registratore di cassa
«Ho rischiato di non venire», ammise
Lenore Potter. Era turbata, distrat-
«Non credo proprio di poter visionar
vocatesco. «Sono in uno stato d'anim
a giornata magenta. Non semplicemente rossa, ma
magenta

«Il flusso normale della mia aura
psichica è devastato. Distrutto! Invece
serenità, la mia intera
è diventata magenta! Ed è tutta colpa di quel-
la strega di fronte! Quella
Il signor Gaunt fece buffi gesti di co
iese,
olta in particolare,
so così e
aiuole erano un disastro!
assassinato!
vvero il corpo di Lenore Potter. «D
i quale strega sta parlando, signora
Potter?» ch
«La Bonsaint, naturalmente! La Bons
aint! Quella bugiarda odiosa! Ste-
gnor Gaunt! Rosa intenso sì, qualche volta, e una v
era stata
Non posso semplicemente
vivere
«La capisco», annuì il signor Gaunt.
i occhi di Lenore Potter
continuavano a guizzare da
prattutto) e aveva accudito alla sua
con mezz'ora almeno di meditazione
nuovo prima di coricarsi, la sera. Gl
i occhi del signor Gaunt erano dell'az-
zurro chiaro e sereno
erano state occup
razza che conosce anche lei.»
«Certamente», l'assecondò il signor Gaunt.
quanto
mi odia!» Le-
oggi sta morendo! Tutto quel-
lo che dava serenità
all'aura e
lurida, fottuta STREGA della Bonsaint!
piombarono sui braccioli
rbuck; né Melissa Clutterbuck cono-
profondo amore del pr
va
rada!» gridò Lenore. «In mezzo a Ca-
sa simile. E nelle aiuole ci
eva Lenore, se non di
vista, per uno scambio di saluto a distanza. Non
c'era stata malizia da parte di Melissa
gnor Gaunt, la normale e piacevole malizia che prov
Lenore Potter a saldo
izio in porcellana di
in fondo, la questione era rigorosamente d'affa-
no essere semp
neanche uno! Persin
o le margherite
africane! Tutto
spazzato via!
Tutto... spazzato via!
«L'ha vista?»
che l'abbia vista! È l'unica
che mi odia al punto di
farmi una co
nta
! Che cosa posso fare?»
un sospiro risollevato. «M
i sem
per poter anche solo
pensare
«Sì.»
«Se dovesse mai riprovarci
no. Intanto faccia pensieri blu.»
«Ora, non inciterei mai ne
ssuno a sparare a una persona», disse il signor
ragione.
Ma vede, signora Potter, a sentirla
m
agione
più
che otti-
ma. Non per i fiori, sappiamo tutti e
due che non sono così importanti. I
fio
E fece una risata amara.
esto è per te, picc
ola stupida baldracca invidiosa. Spe-
ro
ha
pure il diritto di proteggere la
su
Leno
re si avvicinò la tozza canna del-
l'a
blu cominciaro-
essere una donna
con una r
ri ricrescono. Ma il suo karma... la sua
calava...
be', che cos'altro ab-
«Niente», rispose lei annuendo e punt
a fare lo spazzino. È qu
meritate
«Sì, la vedo.»
ricomparire per qualche nuovo assalto,
utomatica alle labbra e la baciò delicatamente.
Lenore reagì con allarm
saint potrebbe essere nel mio giardi
no in questo preciso istante, mentre
di un viola sinistro. Si
alzò riponendo l'automati-
rni a casa. Per quel che ne so, la
in casa mia

che bis
aunt. Quanto le devo per... per...»
Ma non ricordava esattam
e...» Il suo sorriso si dilatò. «... Co
«Grazie. No
Gaunt abbozzando un
inchino, «sono
ugh Priest.
importava poco del suo orsacchiotto di
Scese al prato dove la sua automobile
di
e pronto per la pesca... m
a si era bl
occato al momento
palla.
rno alla tesa. Sedeva in una barca a
a
n la canna già alzata oltre la s
ota leggendaria tra i pescatori di Castle Rock.
per Norris anche l'assurdo era possibile
rca e l'altro a galleggiare
chia Zebco e non c'era stato pesce per
cena, la sera prim
sognato
incendio dieci anni prima. Ascoltava
to la sua promessa e Norris si era
n per tornare alla vecchia Zebco. Quella Bazun
inali rischiarne l'integrità usandola
Ora Norris aprì il cestino. Ne estra
il pesce. Poi si avvici
nò alla Buick di Hugh.
Nessuno al mondo se lo meritava pi
a i sedili per stringere nella sinistra la sua f
lora cominciò a sentirsi di nuovo
Entrò in negozio Storto Dodd.
«Salve, Storto», lo salutò il signor Gaunt.
gli uscirono di
«No.» C'era ancora stupore sul volto
di Storto, che tentava invano di
guardarsi la bocca come se potesse vedere le pa
chiare e spontanee per la p
pancia. Mi ha mandato
Fece una pausa. «Sono venuto perché mi sono ad-
mento e sorrise al ragazzo. «Dimmi... a
tua madre è piaciuta la teiera di
Le guance di Storto s'infiammarono,
diventando del colore di mattoni
vecchi. Fece per dire qua
di grazia, un ragazzino
di dodici anni di una teiera di
o apostrofò allora
Nel ton
i piedi. Era pieno di vergogna e
confusione. Peggio di tutto, stava vi
vendo un momento di disperata delu-
sione: il signor Gaunt era riuscito ch
issà come a sciogl
«E che se ne fa,
ltro?»
ndi prima aveva dondolato su e giù,
potesse fare un ragazzino di dodici a
«Storto, Storto», l
che devi spiegare. Io so tu
ciale che la gente chiama
'orgoglio d
lta della mia carriera.»
«Non ho intenzione di toccarti più di
ella teiera a tua madre. È
plaudo
«Da... davvero?»
«Sì! Lo aff
credo con tutto
il cuore. Però...»
«È venuto il momento di finire di pagarla.»
quello
o che...» Ma non poté finire o
sc un certo senso, possiamo
or Gaunt.
«Sì. Ricordi a chi hai promes
so di fare uno scherzo?»
«Giusto. Dunque, questo scherzo si di
guirai scrupolosamente gli ordini, la teiera sarà tua per sempre.»
ansioso Storto. «Potrò parlare
Il signor Gaunt emise un sospiro di
rammarico. «Ho paura che il difetto
«La prego! La supplico, signor Gaunt! Qualsiasi cosa! Farei
qualsiasi
! Io
non sopporto
herzi; in
galare
L'espressione di Leland Gaunt si fece profondamente desolata. «Oh,
Storto! Quante volte ci ho pensato e sapessi che dolore
prende! Nel mio cuore c'è una fonte di
«Gli affari sono affari», concluse il signor Gaunt. Gli rivolse un sorriso
compassionevole... ma ne
a luce così lupesca che
e si riesce a fermare il processo...
ma per il momento la mia parola d'or
dine deve essere
bbuiò per
di nuovo abbassò repentinamente le
Dodd, dalla fronte al mento. «Ma noi
non abbiamo mai parlato di lui, ve-
iorno Leland Gaunt indossava
eo. Deve essere a posto prima del-
«Parlato di
chiese Storto disorientato.
«Appunto.»
un portafogli nero di pelle
eppure le sue dita.
«Conosci la macchina dell'is
truttore Pratt, vero?»
«La Mustang? Sì.»
in
uardo fisso e intontito, annuendo di tanto in tanto.
con il portafogli di John LaPointe
egno, trovando con la mano
molte voci che can
tilenavano la loro
risposta alle parole di padre John Br
igham. Là c'erano automobili in fila
giù fino all'ingresso est del cimitero:
dgewick. Norris era pallido e distratto.
grazia; che rallegri i vostri cuori e vi
to la bara. Si passò la mano libera
affiorare un'intensa traspirazione estiva
»

E riprese a singhiozzare.
Alan, che rimuginava lo stesso interro
llontanarsi, dirigendosi verso il luogo
dove erano state parcheggiate le automobili con l'aria di chi non sa bene
raggiunse, gli mormorò qualcos
a, e Norris l'abbracciò.
parte aveva preso a correre
e Polly si staccò
da lui per ringra-
con contenuto stupo
avviluppasse una mano tra le grandi
«Ora e per sempre amen», ri
vano concludendo a Homeland, Eddie
S'incamminò veloce, sfilandosi dalla
grappolo di campanelle appeso sopr
a la porta, facendole tintinnare som-
messamente. Era il suono più soave che si potesse immaginare e tuttavia
rno, non vide nessuno, allora abbassò
indirizzata a «signora Patricia Chal-
gli importava niente:
la corrispondenza. L
sinistra:
Dipartimento per l'Assistenza all'infanzia


con Polly verso la
lar del sole, probabilmente.
Polly si girò, con gli occhi
ancora rossi e le guan
ce troppo
rridere. «Che cos'è
punto? Sembra magia.»
e aprendo le dita
po' più naturale.
Le dita erano ancora storte, le ar
deformi, ma era
scomparso quasi del tutto il vistoso go
«Avanti, bella s
«Non so se ho proprio voglia di dirtelo», si schermì lei. «A essere since-
ra sono u
e li oltrepassò sulla sua vecchia
Be', credo di poter dire che ho se
ozio e te lo racconterò per la strada.»
«Il dottor Gaunt», rispose lei con una
Gaunt.»
he cosa c'entra con le tue ma-
passato:
MARTEDÌ E GIOVEDÌ SOLO PER APPUNTAMENTO
Fu allora che Alan, il quale non
opri commerci in una cittadina di provincia.
ospezione. «Mi sembri infuriato.»
«Non sono infuriato. Perché diavolo dovr
ei essere infuriato? La ve
sento. Penso...» Fece una risa
tina, scosse la testa e ri-
ciarlatani? Non è da te, Polly.»
«Ciarlatano non è la defini
zione che sceglie
senza dargliene il tempo.
hiuse più di una volta senza alcuno sforzo.
«Sì, sono d'accordo. Ti sei espresso male.»
«Scusa.»
aveva fatto Annie, in
quella che una
a distogliere gli occhi dalle mani
di Polly d
a pro-
o questa carcassa?
te le mani sulle mani
. «Adesso comincio a pre-
occuparmi. Noi non litighiamo
mai

Lui l'abbracciò, un po'
s
chiato di prendersi a male parole.
meglio.
«Cara, tu puoi dire
Ti amo da matti.»
«E non litigheremo per nessun motivo.»
azka.
regalato.
urante il rito funebre.
neggiare senz
AMENTO
o. «Ci sono, Polly.»
due e quaranta. La scuola
media finiva alle tre e se voleva es-
E GIOVEDÌ SOLO PER APPUNT
signor Gaun
t conduceva i
suoi affari no
lui in piccoli gruppi, ma molto più
la mente alla set-
di parlarti a quattr'occhi
un sorris
an pensava, si era tolta la cravatta e si era slac-
ciata con destrezza i primi due
«Se le due e mezzo è tardi, allora sì
già quasi le
ian Rusk fo
la sottile catenina d'arge
nto che aveva al collo e
«Mmm... non so se è conce
i di sorpresa. Come dire: 'Ma sì, u-
osservava, fu colto da
una sensazione potente e irrazionale:
«E dai, Pol...» brontolò lui seccato.
«Senti, vediamo di chiarire subito
Vuoi?» C'era di
di controllarla, ma si
ello con un telefo-
«Ehi, Polly, adesso non...»
one. Il dolore era così forte, Alan,
o
il dottor Van Allen definisce 'fitte spo-
radiche'. E stanno scompa
rendo anche quelle. Ricor
do che un anno fa per
«Non lo so, Polly, davvero non lo so.»
azka
fra pollice e indice. Alan si al-
E mentre lo
forte di strapparlo dal collo di Po
spiegò Polly sorridendo. «Qualcosa come un fagiolo salterino
«Non so.»
aunt stesse imbrogliando la d
lcos'altro?» Ora si stava muovendo
una punta di impazienza. «Sono le
ito esattamente
come stai rea-
gendo, Alan. Ma il fatto è molto semp
lice: io so com'è una remissione in
e esisteva in stato di latenza nella sua stessa mente. Era un'ipotesi vero-
origine psicosomatica? I
dei milioni di persone che avevano acqui-
stato il libro di L. Ron Hubbard sull
A quelle considerazioni poteva aggiungere anche un'altra certezza: qual-
sto per tre giorni sotto il sole.
Polly. «Cercare di non arrabbiarmi
con te mi costa troppa fatica. Entriamo
insieme. Parla tu stesso con il si-
gnor Gaunt. Del resto è ora che lo c
lo al momento in
zione di un duplice omicidio.
rato intorno
sospettato,
gli sarebbe stato difficile se non impos-
sibile ottenere le informazioni di cui aveva bisogno.
la chiave della solu
andare alla scuola media. C'è una pe
che mi sbrighi.»
mie
segno, tutto qui. Non c'è motivo
cosa di poco chiaro, avrai almeno
calmo, ma Alan si rese conto con
sso un piede in fallo su uno di quei
sassi scivolosi e di essere piombato ne
no, fare le tende e filarsela nella notte.»
«Non so», ribatté Alan con pacata fe
però che lavora
era niente
Sì, era ragionevole. Polly glielo riconosceva. Ma era proprio tanta logi-
cità, tanto caparbio buonsenso di front
meno di una guarigione miracolosa,
a fomentare ora la sua collera. Do-
a lo vedi? Sei CIECO?
Gaunt non potesse avere alcun problem
a a incassare il suo assegno se i
suoi commerci erano senza trucco e senza inganno, riusciva solo a infuriar-
la ancora di più.
ù brusca, che sten
tò a riconoscere
tiera. «Grazie di voler proteggere i mi
ei interessi, Alan. Vedi, certe volte
«Polly...»
«No, Alan. Ora basta. Per oggi ho es
rivelare per qualche istante un

le gridò dal finestrino.
rta del negozio senza voltarsi. Prima
5

signor Gaunt apponendo
vicino al registratore di cassa. Era ormai in
«Polly... per piacere», lo corresse lei.
uomo che secondo
era forzato. Ora che era nel nego-
a faticare per non sc
«Signora Chalmers? Polly...? Ti sen
oce non del tutto ferma. «Fuori fa
molto caldo.»
Lei si girò a guardarlo sorpresa... e
fu catturata dagli occhi nocciola del
signor Gaunt. Erano sempre stati no
ciola o no, era un fatto che guardando
rto di quella giornata (prima il fu
gnor Gaunt. Allungò la mano per
prendere la sua. Il viso di Polly si
fia di ribrezzo, ma riprese subito l'es
pressione vacua e un po' trasognata di
siero per nulla, sai? Un tuo assegno
me oro sonante.»
Stavano arrivando i primi
scapigli
il falso barattolo di noc-
cioline di Todd.
6

Alan capì che sarebbe arrivato in ri
tardo se non avesse messo in funzio
Era tardi per arrivare a scuola prima de
Decise di fare due chiacchiere con il
l'Ohio, appena avesse finito con Bria
n Rusk, con o senza appuntamento... e
ffatori. Se non avessero trovato niente, avrebbe chiesto che inoltrassero
il nominativo a Washington, perché
ragazzini,
festosi e
e aprì lo sportello, si
neva in mano una piccola busta di
19 Greer St.
rettangoli
o di Alan era sotto il cinturino.
ando a destra e a
manca fra i compagni di scuola e fu
subito all'erta. Poi riconobbe uno dei
curva del seno.
carta velina variopinta. Se lo si
stemò sotto il cinturino dell'orologio.
negli indumenti che indossano, e cias
Messo al suo posto il famoso Fiore Magico, tornò a tener d'occhio la
strada. Vide un bambino sfrecciare in
canto. Jay Hanlon si girò a guard
aula al pianterreno
campanella delle tre e percorse il corridoio prin-
sempre nei giorni di bel tempo. Fu
a precedente a quella
della direzione,
o sempre gli o
cchiali sul naso.
Alla sua destra sedeva Alice Tanner
re che cosa avesse ri-
lice Tanner, la quale fece frullare le d
saluto civettuolo,
abbiamo una storia. Irene è stata così
va... e così ansiosa di vuotare il
devano in un sorriso altre
e
re a casa, faccia di troia,
pensò e s'incamminò di
Posò la mano sulla porta della direzione... e si ferm
quie di questo genere non dovrebbe
ne? Più vicine a Dio, Nost
ro Padre Onnipotente? Tu
na e più vicina a nessuno. Tu ti senti
«Sì, ma non è colpa mi
rivolgerle uno sguardo incuriosito.
«Allora vai a guardartelo
convinta.
Sally entrò in direzione. Aveva trovat
o la busta che aveva con sé esatta-
mente dove le aveva preannunciato il sign
ntì in
zzoli. Era piacevole. Ci stava pre
bello.
punte, e fece leva di
oprio contenuto. Sally rimase a bocca aperta per lo sbigottimento. Poi
manti e soffocati che sembravano più
motociclista stile anni Cinquanta... e niente altro.
Ma da dove arri
vava roba del gene-
re? Di sicuro non le vendevano dal gi
ornalaio, nemmeno in quello scaffale
al quale alludeva talvolta il revere
ndo Rose nelle sue prediche in chiesa,
quello c
dentro, vero?
disse la seconda voce.
cio e sbirciò fuori. Non c'era nessuno
ilatarono in u-
E bravo il signor Gaunt!
casa e un bel bagno di schiuma in
cui immergersi con la sua fantastica
scheggia per trascorrere altre due
ore
senza pensare al signor Lester Pratt
glorioso.
espressione stupefatta, come quelli di
una cerbiatta spa
ventarono normali e Sally riprese a
camminare. Indossava un paio di pan-
taloni sportivi che le strofinavano l'inguine provocandole un piacere che le
la gola quando entrerà i
bulosamente che forse c'era qualcos'
che avrebbe potuto
sapeva esattamente come soddisfarli...
ma aveva una mezza idea di riuscire
a scoprire un sistema.
Il Signore, dopotu
8

«Ti sembra un prezzo giusto?»
provvisamente distratto; teneva lo sg
uardo perso nel vuoto e intanto muo-
«Signor Gaunt?»
su di lei e sorrise.
ami, Polly. Ogni tanto la mi
la giacca spor-
uomo fervido di pensieri e
divino.
i tanto in tanto le veniva da chiede
rsi che cosa diavolo
signor Gaunt lo ripiegò con cura e lo
ripose nel taschino del
he la matrice», le rammentò il signor Gaunt.
«Non avrai... non avrai intenzio
«Io? Mi sta
grandi
parte del ponte. Lui ancora non lo sa, ma è così.»
«Ora, cara Polly...»
«No.» Teneva nelle mani una comune
strano. «Per
«Alan?» All'improvviso Po
lly si sentì allarmata peggio di un coniglio
selvatico che fiuta un incendio in un caldo pomeriggio estivo. «Intendi
«Assolutamente no. Chiederti di fare
e una persona che pensi di
per non dir
ta abbastanza semplice: un piccolo do
lore domani. Me
ono l'unico ad aver attirato
l'attenzione
del suo na-
so da
o mio. Riguarda una persona che ho preso di re-
cente sotto di me. Si c
sig
mere d'aria piene di gas velenoso.»

libri di testo. Ri
guardava un
sto sospeso fra due possibilità, o AIDS o Alzheimer.
fficio. Alice si era protesa sopra la propria scri-
vania a esaminare i messaggi che vi si erano raccolti e Frank abbassò la
di sapersi trasformare in autentica acqua sul fuo-
dottore, ma non riesce a essere più pr
o di così? Non c'è un sistema per
risate corpose e sguaiate. Il
pire che cos'ha?'»
Alice prelevò due messaggi e si avviò
side. Quando arrivò sulla soglia si bl
contro un muro invisibile. Nessuno
dei due sogghignanti provinciali di
re. 'Trovi una grande foresta e molli
sua moglie in mezzo agli alberi a ven
ti miglia dalla strada più vicina. Se
riesce a venirne fuori, non ci scopi più'.»
Brion McGinley osservò il suo princi
pale per qualche istante con un'e-
spressione da pesce lesso, quindi esplos
e in
e la prima volta che chiamò Frank.
vide
ticoli; ebbe la sensaz
ione che le palle
cercassero di tornare da dove erano discese.
Erano le riviste.
stante. Frank
e vide Brion McGinley
che fissava sbalordito le
riviste. Mancava poco a che gli schizzassero
chi dalle orbite.
Uno stupido scherzo di qual-
che mascalzone, quelle riviste non mi
interesse da parte di un uomo.
.. un uomo della mia... mia...
La sua co
spondere e comunque a
veva poca importanza,
a persa comp
I tre adulti erano paraliz
efatto sulla sogli
fficio del preside della scuola medi
impedire che vedessero nell'ufficio
occhi. Una delle due, Darlene Vickery,
al rosso bocciolo
«Andate voi due», ordinò la signora
Tanner. «Qualcuno ha fatto u
scherzo al signor
raccontato a
«Sciò», intervenne Brion McGinley. Cercava di darsi un tono, ma la sua
olazzo di sottanelle sulle grosse
Brion si girò lentamente verso Fran
non lo sentì. Entrò nell'ufficio, muo
lettere nere, e cominciò a raccoglie
La ignorò. Stava parlando anche un'a
voce gli ricordava che quello era il suo momento
più vulnerabile e che se avesse cercat
B
rion, se avesse cercato di dare una
era accaduto, si
dò e continuò il suo lento giro del-
anni, ordinandole a una a
della pol
insisteva la voce primitiva.
Non
pì più che tanto. Era un incubo e ne
di collera.
sciò fuori il contenuto. Erano stampe fo
tografiche su carta lucida. Foto di
quattro e quat
GEORGE

Il tuo amico.
Il tuo
amico
!
Gli occhi di Frank tornav
ano su quelle ultime paro
le di
Il tuo vecchio amico Giuda figl
ssi sulle guance. Av
eva le labbra di-
stese in un sorris
on sembrava affatto il signor Weatherbee.
u della collera era diventava aranci
amico George T. Nelson.
«Stanne certo», disse a voce
Erano quasi le tre e
ne
so del corpo sul manubrio e la testa
a Polly, che adesso avev
«Sì, capisco... sì.» Ma il su
o viso sognante era turbato.
«Non mi sembri fel
che non sono felici», disse il signor
che le si propagarono su per le brac
ovo un movimento nel piccolo cont
stinto di pr
vero, Polly?» domandò il signor
«No!» esclamò lei. Il seno le saliva
on affanno. Le sue mani
ma, vero?»
eno lo sceriffo. Lui non sa che
le due di not
lle mani, giusto?»
qualcuno qui a Ca
«E nessuno capisce, non è così? Nemm
sa vuol dire svegliarsi al
Polly scosse la testa e cominciò a singhiozzare.
«Fai come ti dico e non dovrai mai più sv
egliarti in quello stato, Polly. E
oprire che tuo figlio è morto carboni
Francisco, non sarà
«Come fai a saperlo?» mormorò lei.
«Non lo sa nessuno. Nemmeno A-
, giusto? Non è stata colpa
tua,
vevi scelto perché sorveglias-
i e ha lasciato cadere una sigaretta, o più probabil-
donna non ha diritto al suo orgoglio?» chiese
dolcemente il signor Gaunt. «Quando tutto
il resto è perduto, non ha alme-
era bagnato di pianto ma la sua e-
no suadente di sempre. «Così sei
i il tuo orgoglio. E quando Kelton è
m è rimasto ancora l'orgoglio... giusto?»
iù male delle mani, vero?» l'ap
«Già», annuì lui conciliante. «Un a
tteggiamento valoroso... Ma loro ti
sarebbe stato divertente, non con un ni
ai bisbigli e ai brusii che prosperano
rghi tranquilli come questo, però la possibilità c'era.»
«Sì, e io avrei dovuto passare ogni ora della mia vita a lottare per non
essere schiacciata da mia madre!» pror
uppe lei in un tono aspro e furioso
in cui sarebbe stato arduo
asta dov'eri. Avevi Kelton e a
orto, ti
scose il viso bagnato nelle mani.
«Fa p
lle mani. Il signor Gaunt si
portò le sue, brutte e
ome sei nobile! Sempre pr
«È una porta del tuo inferno che vorre
sti che restasse sempre sprangata,
giusto?»
«Fai come ti dico e tieni la bocca
piccola espressione di
gno, Polly estra
lato di pizzo e ubbidì.
lzò gli occ
hi di scatto e la frangia gli volò al-
rima c'era stata
meriggio d'ottobr
tesa (un momento di stu-
Distese le labbra in un
ore orgogliose.»
«Ehi, Brian, vuoi v
bito che una volta tanto le sue arti
, per qualche misterioso motivo in
Alzò il braccio sinistro, quello con l'
fino alla spalla. Ma ecco...
i bene come in quel
caldo po
re e disorientamento, segu
lan ebbe l'impressione di leggere
come se il bambino si fo
loro durata era limitata e infatti la
sul punto di lacerarsi.
po' più ottimistico. Il mazzolino era
e che fossero trascorsi parecchi giorni
un gigantesco pas-
omparso; era ridiventato un minuscol
Questo ragazzo è tutt'altr
Le due alternative più proba-
sa Jerzyck, o che il responsabile fosse lui stesso. Nell'un caso o nell'altro
lui avrebbe fatto centro, ma se era vali
persino immaginare le dimensioni e il
born», si complimentò Brian in un
to. Sai di che cosa voglio parlare
con te, Brian?»
«Credo... credo di sì», rispose Brian e Alan fu improvvisamente sicuro
che avrebbe confessato di aver fracassato
golo di strada, avrebbe confessato, fa
Ma Brian non aggiunse altro. Rimase
in silenzio a fissare Alan con quei
prima. «Che cosa è successo
«Non lo so», rispose Brian. Sembrava
«Che cos'è, Brian?»
«Un mostro», rispose Brian. Il s
scappare in bici come ho fatto. E la po
mostro che... mi..
dero rotolando le
presaglia.
preso a sassate le fine
stre di casa Jerzyck
», disse Alan a
o. «Penso di sì. Penso
ica al gran completo
. E sai che è stata una
nestre di una persona è una fac-
raccontargli che cosa era
ance martoriate dall'acne di Brian Rusk.
è possibile anche questo, è
semplice. La sensazione
che provava era che
quel marmocchio stesse cacciando un
a balla g
ante l'espressione macilenta degli occh
i, l'espressione che sembrava voler
to a proteggere, o forse il vandalo sap
eva di essere stato visto e Brian ne
«Qualcuno ha
ce bassa e in un tono
sentivano schianti, colpi, bim bum
La sezione ritm
«Sì, signore.»
«Sì, signore.»
stato in realtà
utta cosa da fare. Scagliare sassi a
«Sì, signore.»
«Sì, signore.»
cose: quel ragazzino
vol
te non lo avrebbe fatto.
«Mi sembri molto infelice, Brian.»
«Sì, signore?»
«'Sì, signore'. Questo vuol dire che sei veramente infelice?»
l sogno che ho fatto... quello del
sentirlo sembra
ore termico infilato di traver
ò in balia di due emozioni forti e in
conflitto: profond
Brian? Raccontami.»
«Una volta facevo sempre
un bel sogno», rivelò Br
ian in un tono di voce
così basso che lo costringeva a concen
trarsi per capirlo. «Era
a bello lo stesso. C'era la signorina Ratcliffe, la mia insegnante di dizio-
onsolati si alzaro
no nuovamente a
incontrare i suoi.
«Que
gborn... ma a rendermi infelice sono le cose che so
«Ero andato a vedere se volevano qual
cuno che spalasse
la neve davanti
alla loro porta quest'inverno», raccontò il ragazzo in un tono meccanico
che spaventò non poco Alan. A vederlo
sembrava un qualsiasi ragazzino
americano di undici o dodic
i anni, scarpe Converse
ricolo di finire in sovraccarico. Pe
guardare. Mi ha chiesto che cosa st
ntata anche lei.»
contenit
Brian co
dorso delle mani
te.
l'occasione di scambiare con un pezzo
di trovare in quel co
«Sì, signore», rispose Brian. Si asciug
guardò Alan con vigile apprensione.
«C
Brian disse ancora un po' di nien
«Era pieno di sassi?»
ian scosse la testa: no.
Per la
«Quello che c'è anche a
«Posso aprirlo?
ecitando una parte a memoria. «Cer-
«Mi servono per barattare. Le porto
«Sì, signore.»
ro un contenitore termico pieno di
a di Joe Foy, quello che giocava
per la squadra del Sogno Impossibile
nel '67. E una dell'anno di esordio di
Mike Greenwell. È il mio campione
T'ho fregato! T'ho fregato!
gato intorno? Credevi davvero che se
comunque qualcosa di molt
o simile. Brian Rusk, il Te
C
Brian Rusk sapesse per

gami che cosa sta succe
dirmelo.»
uno scatto sommesso nel pigro pomeriggio autunnale.
Brian annuì di nuovo, lentamente
. Forse poss
della camicia della divisa. «Credo che
portare. Perché qualche volta mi riesce
di scacciare le cose brutte che ven-
gono a fare paura alla gente.»
«Io...» cominciò Brian, poi entrò in fu
nzione con un sonoro gracchiare la
a station wagon.
«Unità Uno, qui è la
e della voce di Sheila Br
igham, la voce dell'auto-
rità, la voce della polizia.
Alan si rese conto che, po
rio crederlo), ora
non lo avrebbe più fatto. L
«Sì, signore.»
Alan ann
a bassa e di nuovo, più che montare
così storto da fargli apparire più im-
era an-
e avrebbe dovuto dar dentro già da
Ha chiamato Henry Payton per te, Al
accato sul viso di quel ragazzino che risolvere l'enigma dello scontro fra
sepolte, mentre Brian Rusk
ra vivo.
Andò alla vecchia station wag
minuti, penso. Affermativo?»
ntatto con Alan e di riferirgli esa
ttamente che cosa era avvenuto... nei
to (la riempiva di vergogna e di un o
) ed era questa: il signor Leland Ga
unt odiava l'uomo che lei amava e il
azka
avesse smesso di funz
ionare, era indispensa-
Non stai dicendo sul serio.
Invece sì, la voce che pa
sul serio. Era la
vesse fatto per spaventarla tanto.
quali si
re
cemata),
di mani che sembrano piene di shrapnel?
No... ma nemmeno voleva che Alan
avesse a soffrirne. Nemmeno voleva
con i toni dispotici di una propria
astornata durante il
così incapace di decide
Alla fine era tornata a casa per fare
Gaunt (anche se non ricordava più il s
uo consiglio). Avrebbe controllato la
azka
smetterà veramente
di funzionare. E lo sai.
Sì... ma c'era sempre il problema de
l giusto e sbagliato. C'era ancora
an e si sarebbe scusata di averlo trattato male
casa, rallegrando-
ra dell'ufficio postale. Si chinò a rac-
cogliere la posta. Un pieghevole di
di bello impossibile di Tom Cruise; un catalogo della Horchow Collection
e un altro della Sharper Image. E...
un paio
mbrava una hippie
ma che
sicuramente appena uscita da lì si sare
E ora le s
embrava di riuscire a rico
rdare il bruciore di ogni singola la-
iccola dose di blanda curiosità.
passione negli occhi, so
Non aveva mai voluto ripensare a quei
del primo piano, ma ora tutto riaffior
ava di colpo nella sua mente, con tan-
acchine per scrivere manuali a rumina
re un altro giorno nel ventre della
burocrazia.
per poco non lo fece. Aprì invece la
Il suo sguardo scivolò in fondo alla
apito effettuato per sbaglio).
e cominciò a legg
, vergogna, orro-
Dipartimento
23 settembre 1991
Palazzo del Municipio, 2
tegrità, che bontà d'animo, che sco-
esta china. Se Alan lo avesse visto
ico secco!» av
invece nel modo in cui lei insiste-
va perché non rivangasse il passato!
ceo in compagnia di alcuni amici.
a comprare analcolici all'
, Lester uscì da scuola solo, con lo
zaino in spalla (la tradizionale cartel-
la da insegnante non gli pi
aceva) e la t
ttersi in contatto con
Sally per appurare che
cosa di grazia l'avesse fa
«Non può venire al telefo
Mona con tutto il calore
«Non lo so.» Il tono di Mona era pa
all'equivalente verbale dell'idrogeno liqui
do. «So solo che si è trasferita da
Irene Lutjens, ha una faccia che sembra
e non ti vuole parlare.»
Ed è tutta colpa tua,
«Ma io non ne so un f
ce l'ha a morte con me! Dille che
qualunque cosa sia non può
che essere un equivoco,
perché io non ne so
niente

C'era stata una pausa prolungata e
il tono era un po' meno gelido, non mo
lto, ma sempre meglio dell'idrogeno
Ora sollevò la testa con una mezza sp
eranza di vedere Sally seduta nella
n un bacio. Ma
la macchina era vuota.
na
unse da tergo
e gli calò una pacca sulla spalla.
eve. Magari un'altra volta.»
unica persona nelle vici
re sul suo skateboard.
Steve Edwards lo raggi
Dobbiamo parlare di questa porcheria
se noi dell'associazione giovanile presentassimo un fronte unito quando
sarà il momento di decidere che cosa fare. Ne ho parlato a Don Hemphill
«Ehi, Les, ma non ti
«Non
ressione del suo volto, la
Sally, Les...»
Un lampo pericoloso passò negli occh
la linea di demarcazione che Lester aveva tracciat
non era nemmeno disposto a tirarsi indi
tosamente e riservata ai soli maschi dell'associazione giovanile perché, a-
bile crederci senza vedere l'obbro-
ché non diciam
o forse che uomo avvisato-oh è mez-
. Dopodiché aveva
nta ragione qualche decina di camp
ane cattoliche, ma ad
lici volevano puntare qualche dollaro e
regalare copertoni
indispensabile
«Senti, Steve, fai quel che ti pare,
ma lasciamene fuori
«Esattamente!» ribatté Lester truculento.
dizione, soffriva dalla
testa ai piedi, e dove soffriva di più era nella
stato come fare scattare un interrut
tore che aveva trasmesso energia a una
a anche dato
conveniente si sarà chiuso, le terrò la stessa le-
ebbe esaminato meglio.
i John LaPointe.
dito.
Figurati.»
e le avev
potesse essere, ma poniamo pure che co
sì fosse, per amore della discussio-
di servirsi di Mona La
e scoprirò che cosa la rode. Poi potremo fa-
cominciano gli allenamenti di ba-
el momento si accorse di qualcosa
che sporgeva da sotto il sedile del
nsando che dovesse essere
di Sal
sciato sulla sua auto
durante il ponte festivo,
pata di averlo perso e se lui avesse
potuto sollevarla da
olto su toni più pacifici.
a liscio e nero, mentre quello di Sally
era scamosciato, blu e liso, nonché
molto più piccolo.
un cazzotto al
plesso solare. Era la patente d
o John LaPointe sulla
sua
auto?
insieme per più di un anno, Sally e
o rotto prima dell'attuale parapiglia
sfogliando le buste trasparenti del
portafogli. C'era la tessera di riconoscimento con la fotografia in cui porta-
icafiche. C'era la licenza di
ri. C'era la licenza di caccia. E
tografia e intanto un
orò Lester Pratt.
a più in grado di accor-
lli: stuzz
sca. C'era una fotografia dei suoi ge
ra...
c'era...
Lester restò con lo sguardo inchiodato
di John e Sally. Una fotografia di un
mente LaPointe lo aveva vinto al tiro
ster fissava la fo
onte, sempre più sporgente,
molto velocemente e quando qual-
ma non sembrava spaventa
sente b-bene?»
«Benissimo», ringhiò Lester. «Vattene a casa, Storto. Alza 1 tacchi e fal-
li andare. Il parcheggio della scuola non è fatto per correrci sullo skatebo-
ard.»
sciò. La maglietta degli AC/DC di St
ne acco
a uno di quegli uomini grandi e grossi
solitamente placidi che sotto la calma
nascon
Ci sono uomini che trascorrono la
ire la belva che è in lo
ro. Lester invece a
faccia suda
ta su quella di St
nerdì scorso.»
mia
macchina?
ndo la foto della patente. «Ma
operto la sua (o piuttosto era stata
la belva a scoprire lui) e ne era com-
ava più veloce che mai.
«Come sarebbe 'è lo stesso'?»
n-incontrato con la
s-s-signorina R-R-
Ratcliffe dopo la
sc
«L'ha incontrata
domandò Lester arrochito. Gli diede
via sulla s-sua macchina, signor P-
Pratt. G-guidava lui.»
«Guidava? Gu
»
«Be', quel t-t-tizio», corresse Storto,
indica
d-d-dato un b-b-bacio.»
bacio...
»
In un tono di voce ca
«Già.»
a ventosa», considerò Lester.
«S-S-Sicuro.»
Lester lo lasciò andare e si rialzò.
va all'impazzata. Gli era affiorato un
arava dalla testa in tut-
«No», rispose Lester Pratt con la sua
voce al miele. Il sorriso non vacil-
lò. «Niente che non possa raddrizzare.
» Mentalmente le sue mani erano già
faccia di merda di un mangiarane di fr
sedile il suo quintale di
tossendo e scacciandosi teatralmente la polvere dalla faccia.
la ragazza che lui amava, la ragazz
a che quando era lui a baciarla soc-
ce mielosa e tornò a sedersi al volan
sinistra quand
ndeva come un orlo nero sulle clav
icole prominenti. Sorrideva soddisfat-
funzionato alla grande. Pratt era più im
bizzarrito di una gallina nella piog-
«Mi s-s-spiace solo di b-b-balbettare», commentò fra sé.

Sheila aveva avuto non
n con Henry Payton (a un certo mome
to, e aveva temuto di doverlo
licemente a term
Posò la sigaretta che stav
«Salve, Sheila. Voglio parlare ad Alan.»
«Polly?» domandò Sheila perplessa. Er
a sicura che fosse lei, ma n
mers
ehm... lo farei, ma credo che sia un
olly. «Giusto?»
a bene che cosa, ma il tono
lo
creduto che Alan e Polly
nte fosche in cui alla
dovuto stabilire un ponte ra-
dio con Henry.»
«Be', sì, ma non so quanto...»
si asciuga il mare», tagliò corto
un'altra cosa: Po
lly cominciava a
preoccuparla. «Polly, stai bene?»
Ci fu una lunga pausa, poi Polly
rispose con una dom
heila hai battuto a macchina forse
orn indirizzata al dipartimento per l'
cisco? O hai visto partire
accesero all'improvviso nella mente
di Sheila. Provava sincera venerazi
one per Alan Pangborn e Polly Chal-
mers lo stava accusando di qualcosa.
Non sapev
a un estraneo», rispose
di una decina di gradi centigradi.
pena puoi, o devo usci
«No, te lo passo», promise Sheila. Un
cuore, il timore che fosse accaduto qual
ntiva ora dalla voce che Polly era infu
riata, che era piena di dolore e di
orta. Grazie, Sheila.»
«Di niente.» Sheila p
osservando con perplessità il guiz-
zo della fiammella.


piatta e nasale come se
mpre quando dal telefono veniva ritrasmessa via ra-
he parlass
ne vuoto.
una chiamata dall'FBI»
, riferì Henry dal suo
scatolone di cracker. «Abbiamo avuto
impronte.»
Il battito cardiaco di Alan cambiò
marcia. «Quelle sulla
«Proprio quelle. Abbiamo una probab
pronte della sua schedatura
sarebbe stato più sbalordito se Pa-
yton avesse men
no stati entrambi pe
«Hai ragione», concordò Alan. «Ci sent
iamo più tardi, Henry. Grazie.»
mio, lo sai.»
«Sì. Ci sentiamo.»
tti che organizzavano alle loro s
per riappendere il microfono. In quel mo
mento il ronzio fu interrotto dalla
vo
ea. Affermativo?»
, insolitamente esitante.
«Sceriffo, ho Polly Chalmers in atte
sa. Ha chiesto di parlarti appena si
fosse liberata la lin
Alan restò in
«No, sceriffo.»
colto di sorpresa.
«Passamela, Sheila.»
«Arriva, sceriffo.»
Ci fu un altro scatto, poi di nuovo
la voce di Sheila, lontana, quasi sper-
duta. «Vai pure, Polly, dovresti essere collegata.»
risuonò così forte da farlo tr
di un gigante... un gigant
«Ti sento, Polly. Che cosa c'è?»
io, in fondo al quale vagava il lieve
borbottio di altre voci in altre conve
rsazioni telefoniche. Ebbe tempo di
chiedersi se la comunicaz
ione fosse caduta... tem
«Alan, so che questa linea non è prot
lto che credevi di amare è solo una maschera.»
so la morte. Lui lo sape
niente per evitarlo. Cercava di
nti. Cercava di gridare e non ricordava
«Polly,
ti prego...
Lasciami stare! Lasciami
io della linea li-
«Alan? Ci sei?»
«Sì. Sono qui. Chiama Clut e digli
di andare a casa di Hugh Priest, in
se per caso è la sua giornata di libertà,
voglio che Clut lo fermi e lo porti in
«Ricevuto, Alan.»
«Digli di procedere con estrema pru
arrestare Hugh Priest, Henry Beaufort
il messaggio che aveva trovato sotto
la fiancata destra a inferocirlo.

ni? Oh, chissà quanti.
sse nessuno da sbattere fu
servava il gorgo che si portava via la
dome. Cominciò a slacciarsi la cintura,
poi ci ripensò e tornò nella camera
con le braccia spalancate. Era a torso
paio di pantaloni cachi con la patta aperta e in-
Partridge e quasi non se ne accorse neppure; tut-
ta non era che uno dei ta
nti elementi del paesaggio.
avesse mai avuto) lo avrebbe sempli
cemente steso per prenderle da sé.
e unica, volta in vita sua, Billy tentò di reagire
fosse del buono da salvare.» Deke era
uno di quegli uomini bassi e tozzi,
Una mossa imprudente degli uomini che
a pistola automatica. La spinse verso
», esordì Lester Pratt
di come avesse trovato il suo portafog
se il braccio sottraendoglielo e poi se
sorpreso che adirato.
«Ah, ma io non voglio
mielosa. «Il mio tempo è prezioso e non
lo nell'ufficio. L'aiuto sceriffo LaPoin
probabilità avrebbe
concluso quella
Sheila si mise alla radio a cercare
le brutte facce,
Se qualcosa vuoi avere in dono!
Lawrence Welk tutti i sabato sera
con la sua cara mammina, cantò l'ul
basso alla Larry Hooper.
un'ora prima pensare che la sua vita fosse finita? Non era affatto la fine,
della mano sinistra e la
14

Anche Henry Beaufort stava cercando
di Lester con la suola della scarpa e sp
un grido di sorpresa e cadde all'indi
gli stava cominciando a tendere le la
Il primo colpo sparato da Hugh fran
calcio in noce bordato d'acciaio esa
apriva uno squarcio nel cranio di
come se qualcuno avesse
pestato un piede su una scatola pien
prima di toccare terra.
e cominciò a gridare.
«Pensavi che non avrei capito chi er
ciato a riversarsi sui marciapiedi della
mero dello sceriffo.
«So che cosa hai pensato, ma non è
successo niente. Scordatelo, Norris.
Dentro c'è John. Andiamo.»
Si fermarono ai lati della porta. Alan lanciò un'occhiata a Norris. «A te-
Norris annuì.
Henry Beaufort si allontanò il ricevitore, quel pesantissimo ricevitore
do tutti! Vi vedo! E so che cosa
fare! Sì! Statene certi!»
Aprì lo sportello della
Cadillac e cercò di salirvi
. Non gli fu possibile.
«Che ci fa qui?»
John LaPointe scosse stancamente la
testa. «Non fo, Alan. È enfrato ed è
Priest? Dov'è Clut? Si può sapere in
George T. Nelson si fermò sulla s
era chiaro. Folle, ma chiaro. Qualcuno
trovato la coca e l'aveva
Quando aveva attraversato la camera
rtire un calcio duplice,
un rumore secco ch
e giudicò più che
soddisfacente. Degli occhiali d'oro di Ga
o niente. Il ban-
probabile) rovina della sua carriera e della sua vita.
gere la pistola infilata nei calzoni. Or
che avesse scagliato il telefono da una
samente di casa. Frank sentì il rombo
due cose con certezza: Brian ne fa-
ceva una malattia e il suo comportament
calze e mentre parlava infilò l'a
del Remington.
accentuò un poco.
ne, un bambino e lo sceriffo George
Bannerman. Due altre, Gary Pervier e
Joe Camber stesso erano morti ai pied
aveva commesso l'errore
do Donna Trenton aveva lottato per la propria vita e per la vita di suo fi-
Che cosa faccio qui?
qui?
Kelton né con il dipartimento per l'Assist
enza all'infanzia di San Francisco.
Niente di più... ma più che abbastanza.
C'era qualcosa nel piccolo ciondolo d'argento. Qualcosa di vivo. Se non
tando un fantasma.
Li trovò. Erano i resti di un Air-Flow con le fiancate d'al-
luminio, quasi completamente nascosto
da mazzi di verga d'oro e da una
foresta di girasoli tardivi.
Sulla sinistra del caravan vedrai un grosso sasso piatto.
Lo trovò facilmente. Era una lastra
Raggiunta l'automobile, aprì prima lo sp
Inserì la prima e si lanciò
verso la città un po' ol-
tre i limiti consentiti.
ità. Era il suo momento di gloria.
«Nat!» esclamò.
Io,

«In persona! Come ti butta, vecchio Natty?»
rò Asso. Si in-
castrò il ricevitore fra orecchio e spalla
e tirò a sé un paio di barattoli ar-
di un niente. «Spara, allora. Non
«Giusto», ribatté Asso. «Sempre così
indaffarato. Po
gente da mangiare. Dico bene, Natty?»
giornata.
luci e la coca ingerita lo
? Era a due passi
rompere le palle?»
«No, non ti ho telefonato
molto
giusta.»
fondo tagliente di poco prima. Calò di
«Ne hai per me?»
«Ci puoi giurare», rispose Asso, che
non aveva la minima intenzione di
deluso. Aveva sei rotoli, tr
mappa e vagò con la punta de
diamenti più rurali del cir-
sa in scomparti a colori vivaci, in
lento rossore.
«Un vaso. Il più fantastico cl
oisonné che si sia mai visto.»
: «Che cosa hai
«Lasciamo stare.» Myrtle
ta sprezzante alla por-
la. «Non ha importanza. Tanto sono solo
cattolici.»
«Giusto», si era associata June, che in
verità era una transfuga. Poi era
a. Myrtle non aveva chiesto un passaggio e June
offerto. Myrtle si era incamminata di buon pas-
rn bianca. Aveva avuto solo voglia di tornare al
menticare ciò che era stato.
Buster teneva premuto il palmo della ma
no sul clacson. Il raglio prolun-
cazione fra la rimessa e la cucina e
a gli occhi grandi di paura.
«Porta qui quelle chiappe, femmina.»
Non ci voleva andare, aveva paura di
dicata e difficile da eludere. Lo raggiun
«Niente che non possa sistemare. Passa
to venire quel pezzo
di merda di aiu-
to sceriffo a tappezzarmi
mobili e muri, vero? Ti
chiamato?»
ngo il lato ovest di casa Camber.
Quasi in fondo, celato nell'erba alta,
trovò ciò che cercava: un grande sasso
piatto. Lo sollevò per spostarlo e si mi
se subito a scavare di lena. Meno di
Non molto tempo dopo averti schiaffa
Bentornato in città, Testa di Asso!
ro-
gnosa... rognosa... rognosa...
dollaro, poi ordinò alle sue dita di rilassarsi.
sso gli occhi sui
parente ancora in vita di
Benissimo.
Ma allora dove-
va prenderselo
tutto.
sarebbero apparse il giorno dopo su
alcuno si fosse disturbato a prenderne nota. Nel-
l'accecante fascio di luce di un proi
soffitto, non aveva niente... ma lì era molto meglio. Era
brulle distese di una terra
portava in spalla le sue
. «Ciascuno secondo i suoi mezzi», era il motto
dai loro affanni.
rare di nuovo alla vecchia maniera.
della polizia di stato si ammassavano a
ltasse in aria contemporaneamente,
ma era cominciata da gi
«Davvero?» la sua voce si era raffreddata.
«Qualcosa...» Alan ricordò all'improv
viso Polly e gli mancò la voce. Si
You Sew and Sew,
Hugh Priest e Billy Tupper erano mor
ia era arrivata
probabilmente come distribuire le sue fo
erano verificati gli incidenti.
fort era ricambiato da Henry. Ora co
me ora non glielo
ché è privo di sensi,
voce: «Brooks! Morrison! Venite qui!»
marlo e
non avesse cercato di infilargli un re
minuti fa. Dice che ha delle fitte al
Alan fece una smorfia. «So di
«Grazie, Clut. C'è niente
che dovrei sapere?»
«Sì, un paio di cose.»
«Hanno la pistola con cui Hugh ha
sparato a Henry, ma David Friedman
della sezione balistica dice che non sa
non averne mai vista una così.»
di armi da fuoco.»
«Eppure non lo sa. Ero presente quan
do ha parlato con il tuo amico Pa-
chio e il carrello è diverso. Credo ch
e l'abbiano mandat
un'altra mezza tonnellata di reperti.»
«Hanno trovato una lettera anonima
ta anche quella, come la macchina
provvisamente percosso in piena fac-
molle. «Che cosa c'è scr
gli statali!» sbo
città. Noi sappiamo a
un giocattolo a molla. Ebbe voglia
di richiamare Clut e chi
di ogni altra cosa, ma non poteva.
lly fosse una di esse?
L'ipotesi liberò un'associazione rimasta
riuscisse ad afferrarla.

Si drizzò bruscamente a sedere. Que
prigione.
No, pensò, era solo qualcosa che si
spostava. Qualcosa di inerte. L'idea
sua immaginazione.
nte fra la coppa di cotone bianco
disse zia Evvie.
È una cosa viva e lo sai.
Che sciocchezza, pensò girandosi dall'altra parte. Come poteva esserci
una creatura vivente, lì
si nutre di TE, Trisha.
un'espressione di stanco sgomento. In le
l'amore.
Parlagli, Trisha, che male può fare?
Non voglio parlargli. Non d
ta al batacchio di un'enorme campana
Fuori cominciò a ululare un'altra sire
bisbigliò la voce di zia Evvie.
qualcosa in diretta du-
voce era sorda e lontana, disturbata di
ata di nuovo. Passo».
cui non le importava niente. Era corsa
te il signor Gaunt. «Posso aiutar-
«Quella puttana si sta facendo il Re. Mi
ciderla.»
sopracciglia. «Non posso dire di
non essere solidale con te, Cora, perché
lo sono. Forse un
a donna che ruba
argomento del genere né in un senso né
a con le faccende di
tra persona ripone il suo più grande af
famente dall'armadio strisc
no! Uno di Loro! Non gli è bastato rovinare
Ma una voce più profonda, forse quella
morente della ragione, gli bisbi-
gliò che non era vero.
È sempre stato così
È solo che tu non
Tornò all'armadio a muro, deciso infine
stola. Era venuto
il momento di usarla. Stava rovistando
molto lentamente il ricevi
Non restò deluso.
«Salve, Dan», lo salutò il signor Gaun
sarcisco il cliente. Devo farlo, lo
proteggere ed è un principio che pren
«No... no!» prorup
«Penso... immagino di sì.»
«Fino in fondo?»
«Finché nevicherà all'infern
ia per trattori semidisc
iolta. Dal collo della
biamo pregiudizi, ragazzo mio,
Qui
siamo nel Nord, sai? Noi non le sen
noi non fa nessuna differenza. Neri, gi
alli, bianchi o verdi, noi ce li in-
Il messaggio era c
glioni a me è stato un grave errore.
rché mai Sonny gli avrebbe spedi-
stagne ardenti dello sceriffo Pangborn,
era fermo sulla porta dell'ufficio del
al corpo di Stephanie Bonsaint con una pistola
automatica che le fumava
rimproverò Lenore. Non aveva mai
a ucciso una donna... ma
l'unica sensazione che provava era di cu
enza. Un ricciolo bruno gli era scivolato al cen-
ll'avambraccio sinistro, pi
mazzolino ripiegato e sfilandolo dal su
o nascondiglio sotto il cinturino.
rla... per un pelo. E Se-
an, a differenza di suo fratello, ne fu
e e si era reso conto che era ora di
la tua macchina marrone da poliziotto?»
Non so
molto bene.
«È stata una giornata molto lunga.»
«Mmm, immagino di sì. Più o meno.»
«Una volta io e Brian abbiamo nole
Lanterna Magica
la mamma non ci ha lasciati andare pe
«Tu volevi molto bene a tuo fratello,
vero?» chiese Alan con la voce ro-
nella sua e poi strinse con forza. Er
che voleva imparare a lanciare a dopp
«Vanno all'inferno se lo fanno?»
«Giuri che Brian andrà in Paradiso
«Sul mio stesso nome»,
che non sarei mai andato
non lo sapeva nemmeno.» Fece una breve
turale. «Un giorno è tornato a casa con le mani
camera sua.»
dottore giusto... Il dottor Gaunt
Cose
vano solo sporadicamente.
r sputare a Pangborn
un po' dei soldi
anche se così non fosse stato, di una cosa era si-
sarebbe morto
ssarsi di una delle pistole che c'e-
intensa, dolorosa e fugace (non aveva so
pistola, ma an-
«Asso!» disse il signor Gaunt. «Appena in tempo.»
«Ho bisogno di una pistol
po' di quella robina giusta, se ne ha ancora.»
«Sì, sì... a suo tempo. Ogni cosa a
ro e io vado a farlo fuori.»
Tu non mi dici NIENTE!
gli urlò il signor Gaunt dal basso. Fra i denti
scomposti come vecchie lapidi in un
Chiudi il becco quando sei in compagn
ia di gente più anziana e migliore
orecchie! Chiudi il becco e aprì le o-
Si fece ruotare Asso due volte sopra la testa come un lottatore di luna
park che fa fare l'elica a un malcapitato avversario e lo scagliò contro il
muro. Allo schianto della testa contro l'
un vasto fuoco artificiale al centro del
iarglisi addosso. Il suo volto era un
Le mani erano diventate artigli, in po
Gaunt era di nuovo
cordiale e sor-
ridente, senza un capello fuori posto.
«Ti piace questa cittadina? Ti sta a
cuore? Ne tieni qualche foto appesa su
Asso, il quale, fermo davanti a lui con
«Ha mandato te ad aiutarmi a sbar
azzarmi di Loro?» chiese Buster.
«Sì», confermò Asso. «Trasformeremo
non era tipo da far buon viso a niente.
Tutt'al contrario er
permaloso e assolutamente privo di
Fino a ottobre lo scontro aveva avut
o un carattere principalmente allusi-
loro
«Vorrei vederlo inchiodato al muro, quell'idolatra bugiardo!» aveva ur-
per vederlo! Pagherei profumatamen-
rano presentati così numerosi, che si do
«Sì, padre.»
che era lento nel montare in collera
le voci circolate a proposito del biglie
esserci e Don era il suo muscoloso
braccio destro.
Consultò l'orologio e vide che erano
già le sette passate e non c'era più
tempo di chiamare il supermercato per vedere se Don si era dimenticato.
osità erano più vive. Con-
lpito e alzò le braccia
ossute in un gesto di benvenuto. I fedeli,
po-oh e preghiamo.»
grembiule bianco tutto sporco di sangu
rdite di muco nasale gli si
, sul labbro superiore e
di sfogare il loro panico in una stanz
successo! Vi dico
quello che è successo!»
te il tanfo che lo
ricopriva e che dal
ammutolirono sotto il suo sguardo esa-
gitato e furente.
paura.
aminerà. Comincerà ad
aprirlo. In quel momento tu devi esse
pensò.
spunto dal messag
vato sulla porta dello studio («Ah, ma
ston negli anni Trenta.
piedi della Beata Vergine con torte di
ubito in macchina
«Un tuono», rispose Jake Pulaski. «Sta
Il tuono si ridusse per qualche attimo
a un brontolio e in
Si rivolsero a padre Brigham, che si
era alzato dalla sua sedia. «Venite,
uomini!» tuonò il sa
erano riuniti. Una finest
lie di Isabella. Di tanto
minare un rigurgito. Si sentiva il tanfo appiccica-
ancora la divisa bianca
cosse dai conati, in m
ezzo a una nuvola puzzolen-
te.
Attraverso il fumo padre Brigham vide
rega si mise a cantare,
r marciare al passo con l'inno. Il canto si tra-
alla testa di un plotone di catto-
ese con Bill Sayers, che
vendeva attrezzi alla
We-
stern Auto.
Bill lo schivò e sferrò un pugno.
stola nella confusione che si era cr
eata quando erano sc
furono assolutamente ignor
Len Milliken vide Jake Pulaski che pu
ntava una di quelle pistole a Nan,
La zona intorno al Municipio era inta
sata di veicoli de
la mia città.
perto, ignorando il Municipio dove presumibilmente Henry Payton stava
parlò un'altra voce.
Allora perché non cerchi di rimediare, coniglio che
o ossuto nel vento e s'incamminò.
i, farabutto.»
Salì in macchina e percorse il viale
cane di plastica, polvere
che dà il prurito, siga-
cca. Ma ti resterà il tuo orgoglio.
ha diritto al suo orgoglio? Quando tutto
il resto è perduto, cuore, anima,
persino l'uomo che ami, ti resterà al
meno quello, giusto, piccola signorina
Quando la futura madre torna, si
accorge forse dell'uo
Era stato uno degli espedienti con cu
i aveva cercato di rompere con ogni
ma tu ci hai creduto sul
sù, che cosa ho fatto?»
gliore del fulmine successi
vo vide la sua schiena
gobbuta e ispida sporgere dal bordo de
lla vasca. Ora la creatura uscita da
quel ciondolo non più grande di un dita
le aveva le dimensioni di un gatto,
la stessa creatura che si era nutrita de
rava le mani dalla
Che cosa c'era nella busta che
ho lasciato a
re si era risvegliato
della prigione.
«Io no», ribatté Buster. «Esploda tutto
il resto, ma non io!» Scoppiò a ri-
ta al... all'incidente di
Myrtle, gli sembrava lontana anni luce. Gli pareva
so Merrill, Li avessero finalmente
portati là dove volevano:
stico! Andiamo al Municipio!
Io credo che tu si
lasciato Sean Rusk (ma forse più se
mplicemente non l'a
un'occhiata all'avviso es
spine nelle prese e introduco la casse
Il diavolo ha la voce melodiosa, Al
an, e mai e poi mai devi guardare la
di Polly risposero alla pressione con
ad allentare la presa. Lo sturalavand
ini si piegò e a un
da funambolo.
ma in quel mentre le zampe ante-
riori del ragno le piombarono sulle spa
lle come le braccia di un repellente
amare e carne putrefatta.
HAI FINITO!

gridò Polly. «
HAI FINITO, HAI FINITO, HAI FINI-
TO!
»
mente come le ali
i niente. Oh, Dio, ti prego,
ti prego, ti supplico, fai che non compri niente.
19.38 della sera di martedì, 15 ott
veva usato i capelli del pio sacerdote
ripetutamente sul marciapiede. Lì vi
giocano alle belle statuine.
ponte», mormorò Don Hemphill.
Henry Payton decise di approfittare
lati della bocca ferita e abbaiò: «
presenti! Questa è la polizia! Vi ordino...
Poi Nan Roberts urlò a squarciagola.
cucina del suo locale, sapeva farsi sentire nel
fracasso più assordante. Il confronto er
barrì.
Il numero dei partecipanti si era rido
Il poliziotto con la faccia da minore
nne esaminò per un attimo la divisa
piata una rissa non lontano da qui.
Cristiani contro cannibali, o qualcosa
ei occuparmi del
centralino, ma con questo temporale n
«Madre di Dio», mormorò
l'agente Price in tono riverente. «Grazie di
ogo gli aveva fatto
Ora più che mai Norris sentiva l'urgenz
a di trovare Alan. Decise che gli
ricerca di Henry Pa-
mostrò due individui che
mico nel cestino della bici, il portavivan
de pieno di figurine di baseball.
Però doveva guardare lo stesso.
n la forza del pensiero.
Era ipnotizzato, rapito.
di udire il fracasso dei tubi di scarico.

Era una voce nuova. Era
fredda e delirante, ma non
dalla cintola dei pantaloni.
sa di pompe funebri saltarono in aria.
Buster, Norris e l'agente Price si gi
guardare. Spostò le mani del Babbo pe
Fa male! Dio che male!
fortuna, Babbo. Ho qui
cia tosta, la spudoratissima
faccia tosta
di Monsieur George T. Escremento
a. «Sì, ti ho ammazzato l'uccello!
Ho cacato su quella stupida faccia di tua madre, sissignore! Ma
tu
che cosa
George, oltre a farmi perdere il lavoro e
solo sapeva che cosa sarebbe successo poi.
Corse più forte.
«Aiutami!» disse Norris a Seaton Thomas passandogli un braccio intor-
no al collo. Si rialzò faticosamente.
«Bene», rispose Norris. La spalla gli
più in profondità nelle carni, come
quanto era accaduto a Norris, si era sc
so aveva affermato, di essere colpito
da un infarto. «Ap
dentro...»
Norris girò la testa e fulminò Thomas con un'occhiata febbrile e dolente.
Cose Preziose
era il posto in cui aveva com-
one nella quale correva l'uomo che gli
aveva sparato.
era il posto da cui aveva avuto origine la tra-
gedia;
Cose Preziose
L'esplosione di
Se Alan non avesse controllato lo sp
preziosa.
Posso amare te e posso amare la vita e sopportare il dolore allo
stesso tempo. Penso addirittura che il
dolore possa migliorare tutto il resto,
come una buona montatura dà mi
glior risalto a un diamante.»
«Polly...»
inuò lei in tono assorto, «e im-
magino che il veleno possa uccidermi se
perché no? È giusto così. Un destino s
ho comprato un
... crepitò squassato dal tuono.
le porte,
bocca aveva un ammasso sanguinolento.
l'aiutò invece a rialzarsi del tutto.
on sollevò nemmeno la testa. Era se-
ma era alla fine
dell'ultimo giorno
di lui e che se fosse stato molto
fortunato e molto coraggioso, avrebbe potuto espiare la terribile sciagura
lla strada vicino alla tenda verde di
Cose Preziose.
tro. Quando furono più vicini, riconobb
e la station wagon di Alan e Alan
Lo fronteggiava, con la
punta del piede. Seat frenò con delicatezza e l'auto si fermò dolcemente
aggiungeva di soppiatto.
rlo. «Ma nel nastro
perare non c'era più. La
con i suoi macabri fianchi ansimanti era finita tra i piedi di Alan. Gliel'a-
tempestosa combinazione di collera, odi
o e incredula sorpresa, che gli de-
come farebbe un cane,
inata dei denti. Adesso
dita straordinariamen
Dammela...
Gaunt aveva assicurato a decine di abitanti
lore. Ma se lo avesse s
era l'articolo principale dei commerci
che cosa c'era in quella valigia, che
cosa gemeva fra quel
a d'ordinanza di fianco a una delle
re fatto. Mostro alla
ere... e lascio che siano loro a decidere. Perciò...
se vuole essere così cortese...»
va che parlasse a se stesso. «Lo
rdo. Hai vinto tu.» Iniz
iò a voltarsi. Alan co-
minciò a rilassarsi. «Me ne andrò...»
rpente, così rapido
da far apparire
Alan lento al confronto.
Il suo volto era cambiato
Polly. Lo calcò violentement
Indietro!
ce in faccia. Con
fazione e le voci lamentose che vi er
ano intrappolate ne sfuggirono in un
Seaton.
ululavano in una frenesia discordan-
te, e il bagliore lattiginoso cominciò a
«Non lo saprai mai», mormorò Polly
uello che è real-
giorno... non lo saprai mai.»
«E non vorrò mai più saperlo», ribatt
bre se la portino via.»
Sei già stato qui
Sì che ci sei stato. Sicuro. Io
non dimentico mai una faccia.
in faccia. Non avresti potuto sce-
gliere un giorno migliore
per tornare a Junction Ci
parte di Ames. E dai, puoi anche ridere.
llo stato, da quel che mi dicono. È
atrale di Junction City. Mi risulta
. Vedi come sta appoggiata al ba-
stone? Quando uno si riduce così, im
magino che sia disposto a qualsiasi
un minimo sollievo.
Guarda, guarda! La vedi come si
anche tu come si suol dire, è stata la
curiosità a uccidere il gatto, ma è stata
Se leggo la scritta? Puoi starne cert
o! Mi sono fatto gli occhiali due anni
GHIERE ESAUDITE, UNA NOVITÀ ASSOLUTA. In fondo c'è qualco-

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